PD zittisce Pezzopane e ritira il suo emendamento: : niente continuità aziendale per noi attuali balneari ed evidenze pubbliche per tutti.

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Da Maria Teresa Silenzi

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Ecco il testo dell’ANSA nel quale il PD scopre ulteriormente le carte: niente continuità aziendale per noi attuali balneari ed evidenze pubbliche per tutti, in barba ai legittimi diritti lesi, sconfessando il testo dell’emendamento della Pezzopane che mirava ad autorizzare un’ulteriore proroga delle concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari chiedendo da un minimo di 30 a un massimo di 50 anni per noi attuali concessionari come da suggerimenti di Sib Fiba Oasi e anche CNA.

“Alle concessioni in essere al 31 dicembre 2009, al fine di permettere alle parti della concessione di sciogliere i rispettivi rapporti contrattuali a condizioni accettabili, è concesso un periodo transitorio da un minimo di trenta anni fino ad un massimo di cinquanta anni”.

La prima volta, da anni, in cui sentiamo parlare di periodo transitorio sostituito da puntini di sospensione in cui un esponente del PD inserisce i 30 anni. Chi conosce bene il nostro problema ha sempre sentito le dichiarazioni dei membri del partito e del Governo citare il periodo transitorio come entità “congrua”. Da qui l’analisi di Diego Pistacchi pubblicata ieri su il Giornale che noi per altro condividiamo.

 

Tale proroga è stata immediatamente denunciata dal presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Andrea Mazziotti. “Una spiaggia non è per sempre, Pd fermi assurdità”, ha dichiarato Mazziotti e come anticipatoci ieri dal Sen. Ceroni (membro di FI in commissione permanente bilancio) e confermato poi dall’ansa il PD stesso sconfessa e fa ritirare l’emendamento della Sen. Pezzopane

Ed il Presidente Licordari di Assobalneari Italia chiosa contro il centro sinistra che non è più credibile sui balneari, commentando così l’Ansa:

ASSOBALNEARI INFO:
Si smascherano da soli:
La Pezzopane e altri del PD presentano emendamenti per 30/50 anni e poi i vertici del PD bloccano l’iniziativa ripudiandola e rifiutando di prenderla in considerazione.
Ció era assolutamente prevedibile anche alla luce di quanto Gasparri ha più volte con tenacia presentato!
Questa è la parola FINE per coloro che pensano di trovare ancora disponibilità nei nostri confronti da parte del PD & C.

 

Noi ci chiediamo cosa sia successo. Sicuramente la Sen. Pezzopane non avrà gradito di fare una simile figura davanti a migliaia di balneari e di essere obbligata a ritirare emendamento. allo stesso modo il Governo centrale dimostra di non ascoltare il PD Ligure che in Consiglio regionale ha approvato la legge a nostra tutela che prevede 30 anni di periodo transitori, firmando addirittura un ODG che contrasta il DDL.

 

 

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Balneari e DDL – Donnedamare ai sindaci dei comuni costieri: “chiedete un’audizione alla Camera dei Deputati e sottoscrivete la petizione popolare per l’esclusione dalla Bolkestein”

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(conoscete bene il significato di questa foto)

Siamo preoccupate dell’improvvisa e rischiosa accelerazione, di questi giorni, dell’attuale disegno di legge delega del 27 gennaio scorso sul riordino delle concessioni demaniali marittime, ora in discussione alla Camera, perché verte unicamente sulle evidenze pubbliche nell’ossequio di alcune norme europee irrispettose dell’economia balneare italiana composta in maggioranza da piccole imprese familiari. Difatti i due presunti meccanismi di tutela previsti, riguardanti il “valore commerciale” e la “professionalità” sono stati già respinti dalla Commissione Europea, nel corso dell’incontro tra il sottosegretario Sandro Gozi e la funzionaria Lowri Evans tenutosi il 26 luglio 2016.
Inoltre tale DDL non contempla il legittimo affidamento (riconosciuto dallo stesso diritto comunitario nella stessa sentenza CGUE del 14 luglio 2016 e dal diritto nazionale con Sentenza del Tar Campania n. 911/2017 secondo cui il legittimo affidamento può essere valutato caso per caso sia dal giudice nazionale, sia dalle competenti pubbliche amministrazioni), la salvaguardia del lavoro garantito dalla Costituzione (Sent. Cost. 275/16 secondo cui sono i diritti incomprimibili ad incidere sul vincolo del pareggio di bilancio subordinandolo, nei fatti, ai diritti fondamentali costituzionali), il doppio binario ed i 30 anni di proroga della durata concessoria, periodo comunque ristretto se paragonato alla lunghissima durata dei colleghi oltralpe, spagnoli e portoghesi. Perché solo l’Italia dovrebbe sottostare a diktat europei che altri Paesi non hanno neppure considerato!
Oltretutto il nostro Governo non conosce la reale consistenza del demanio marittimo dove, secondo vari studi, poco più della metà dei litorali nazionali attuali è occupata da imprese balneari. Quindi non esisterebbe al momento la scarsità delle risorse disponibili per mandare all’asta le attuali concessioni come proposto nel DDL, mentre si potrebbe già avviare il doppio binario con evidenze pubbliche solo per le nuove concessioni sui litorali disponibili, garantendo la continuità delle legittime concessioni esistenti.
Chi vuole creare la propria impresa balneare, può già farlo ci sono a disposizione Km e Km di costa, ne faccia richiesta e la crei dal nulla, questa è sana concorrenza!
Soprattutto ora che a livello politico vi sono più margini per contrattare con l’Europa condizioni favorevoli per l’Italia e lo stralcio, quindi, di tutte quelle direttive che mettono in difficoltà le piccole imprese familiari italiane.
Secondo noi, tale DDL va sostanzialmente stracciato. All’interno ha   le evidenze pubbliche tout court volute dai fondi sovrani e dai grandi capitali, leciti e non, al fine di garantire la sopravvivenza e la certezza del lavoro dei balneari, nel rispetto del rapporto fiduciario instaurato con lo Stato, già nella prima metà del ‘900, patto che ora non può essere rotto unilateralmente solo perché “lo vuole l’Europa”.
Quindi tale DDL, per essere accettato  avrebbe dovuto quantomeno riportare  tutti quei principi, richiamati sopra, che tutelano la specificità balneare italiana e le legittime imprese già in essere e NON CONTENERE le evidenze pubbliche al suo interno.  Inoltre l’attuale governo persiste nell’accelerazione dell’iter legis senza le dovute consultazioni e i doverosi approfondimenti di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Chiediamo quindi  alle forze politiche   che l’attuale DDL venga rigettato in toto.

Pertanto chiediamo ai Sindaci dei Comuni costieri:
– di intervenire presso l’ANCI per promuovere riunioni e giungere ad una posizione concordata e condivisa di tutela delle specificità balneari italiane e dei vari territori, non solo romagnoli,

– di chiedere un’audizione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Finanze che si sta occupando della Legge Delega in materia di applicazione della Direttiva Bolkestein, a salvaguardia delle tipiche micro-imprese familiari locali, fortemente radicate sui territori, che rischiano di scomparire perdendo il lavoro e innescando ulteriori e gravi problemi socio-economici,

– di sostenere e sottoscrivere la petizione popolare per l’esclusione definitiva delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo dalla Bolkestein affinché il Governo si impegni in tal senso e con ogni iniziativa nei confronti dell’Unione Europea.

ecco il testo della petizione popolare

http://www.donnedamare.it/…/2017/04/PETIZIONE-POPOLARE-2.pdf
grazie a Maria Teresa Silenzi

 

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Vaccarezza (FI): lettera aperta ai sindaci della costa ligure. Oltre trenta adesioni. Ecco i testi

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Il Presidente della I Commissione Consiliare Demanio Angelo Vaccarezza ha invitato i Sindaci dei Comuni costieri liguri a chiedere un’audizione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione che si sta occupando della Legge Delega in materia di applicazione della direttiva Bolkestein, hanno già risposto e inviato la e-mail con la richiesta presso il Parlamento oltre 30 Comuni.
Un esito importante, che conferma la fondatezza delle preoccupazioni delle amministrazioni locali, vista l’accelerata del Governo, per approvare la legge di attuazione di una Direttiva Europea che manderà all’asta le concessioni demaniali e metterà in serio pericolo trentamila aziende italiane”. Sono queste le dichiarazioni di Angelo Vaccarezza, Capogruppo di Forza Italia e Presidente della Commissione Demanio in Regione Liguria a seguito dell’iniziativa lanciata ai Sindaci delle Amministrazioni costiere.

L’ appello è stato accolto da Comuni di ogni colore politico, segno che l’ attenzione degli enti locali è focalizzata su: tutela del lavoro, dell’ impresa e dell’occupazione.
“Questa è la dimostrazione del fatto che i Sindaci liguri sono ben consapevoli della realtà che attenderebbe la nostra terra – spiega Vaccarezza – un comparto, solo in Liguria, di oltre 2.500 aziende che dà occupazione a diverse migliaia di persone, oltre a rappresentare l’immagine turistica della nostra Regione, che di quello vive, specie nelle riviere, per 365 giorni all’anno.
Come Regione Liguria, insieme all’Assessore Marco Scajola, abbiamo fatto pochi giorni fa la stessa richiesta.
ROMA, se ci sei, batti un colpo” conclude il Presidente del Gruppo Consiliare Forza Italia.

ecco il testo della RICHIESTA AUDIZIONE SINDACI COSTIERI-4

ecco il testo della Lettera Richiesta Audizione Pres.te I Commissione Cons. Demanio 13-04-2017

 

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Rapallo – Venerdi 7 Aprile 2017: Al via la petizione anti-Bolkestein

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Rapallo – Venerdi 7 Aprile 2017 – Al via la petizione anti-Bolkestein

Donnedamare non crede alle mezze misure, non crede al basso profilo, non crede alla trattative, ai tavoli. Donnedamare porta avanti la linea che ha portato molti balneari a manifestare il 15 Marzo a Roma. Contro il DDL ammazzabalneari e per il No alle Aste.

Ormai ne abbiamo viste e sentite troppe.

Per questo motivo, alle porte della stagione estiva, con l’appoggio di Assobalneari Italia, e ringraziando il Senatore Massimo Baldini per l’aiuto nella stesura, lancia la PETIZIONE POPOLARE (Art. 50 della Costituzione, Carta del Parlamento Europeo art.44) avente ad oggetto:

USCITA DALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME AD USO TURISICO-RICREATIVO

e chiede a tutti i balneari italiani di raccogliere le firme all’interno dei propri stabilimenti balneari e, a quelli più impegnati nella lotta balneare, di fare da portavoce della petizione, consegnandola e facendola firmare ai colleghi.

Basta un rappresentante per comune che si prenda l’onere di farla circolare.

Qui di seguito il testo e la griglia per le firme che dovrete stampare e inviare scannerizzate via mail a donnedamare@gmail.com.

Vi risponderemo alla mail indicando l’indirizzo cui mandare gli originali.

ecco il testo PETIZIONE POPOLARE-2 (cliccare sul link per scaricarlo)

e la griglia per le firme foglio firme

Gli ambulanti la stanno già facendo circolare nei mercati… ovviamente per quanto riguarda la loro vertenza!

Durante il convegno a Rapallo faremo circolare i moduli da firmare!

 

 

 

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Rapallo, 7 Aprile: 5 tappa del tour contro il DDL ammazzabalneari

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