Perché e come aderire al Progetto Stabilimenti Balneari Ecosostenibili

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cesab

 

 

 

PER ADERIRE SCARICARE IL SEGUENTE MODULO DI ADESIONE , seguendo le informazioni riportate sopra, inviandolo firmato tramite scanerizzazione o foto a progettolidisostenibili@gmail.com

Con Balnearia ha avuto inizio la seconda fase del progetto per stabilimenti balneari eco sostenibili. Moltissime sono state le adesioni al progetto, ma molte altre sono necessarie. 

La prima fase è stata l’adesione al Manifesto. Abbiamo chiesto ad ogni stabilimento balneare di inviare le buone pratiche attuate e con l’aiuto del tecnico del CESAB abbiamo stilato i 10 punti del Manifesto.

La seconda fase, quella più complessa è la creazione dell’ALBO per stabilimento balneari ecocostenibili che darà diritto automaticamente al marchio di Legambiente Turismo e al marchio di qualità di Cesab, Donnedamare e della Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti umani di Roma con sede presso l’Università Pontificia Regina Apostolorum di Roma.

Ecco i diversi ruoli in ordine alfabetico:

Qual è il ruolo del Cesab? 

Il Cesab è un centro di ricerche interunivesritario che si occupa di ambiente, Il suo ruolo è quello di fareanalisi sulla sostenibilità ambientale degli stabilimenti, analizzandone i diversi aspetti (rispetto all’ecosistema, sviluppo sostenibile, rispetto dei diritti universali). I tecnici del Cesab, somministreranno un questionario a coloro i quali richiederanno la certificazione volontaria e successivamente analizzeranno i risultati, comparandoli ad altre documentazioni richieste e stileranno un ALBO per stabilimenti balneari ecosostenibili, dando un marchio di qualità, forte della presenza del Cesab, ma anche della Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti Umani, che si andrà a unire al marchio di Legambiente Turismo.

Qual è il ruolo di Donnedamare?

Donnedamare si impegnerà per i lavori di segreteria, raccolta dati, convegni per divulgare ancora di più il Progetto di ricerca e far conoscere gli stabilimenti balneari che aderiscono al progetto. Si impegnerà anche per far conoscere lo stesso progetto veicolando le informazioni sul blog, sui giornali on line, sui quotidiani e in televisione e negli ambiti politici per dimostrare che i gestori degli stabilimenti balneari italiani sono diversi dall’immagine che ne viene data sui media.

Qual è il ruolo di Legambiente? 

Legambiente Turismo fornirà  un’etichetta ecologica  ovvero un sistema volontario specifico per il settore turistico che garantisce che i servizi offerti limitino il proprio impatto ambientale, sociale ed economico in un’ottica di sostenibilità.

NB Aderire al Progetto dei Lidi Ecosostenibili darà automaticamente il marchio di Legambiente Turismo, naturalmente seguendo gli stessi step previsti da Legambiente.

 

Perché è importante aderire al Progetto di ricerca? 

  • Innanzitutto è un progetto fatto dai gestori di stabilimenti balneari per i gestori degli stabilimenti balneari, che ha partner di grande rilievo come Legambiente, un’associazione importante con 150 mila associati che da sempre promuove una gestione ecosostenibile degli spazi e dell’ambiente.
  • Importante è anche l’appoggio della Cattedra Unesco di Bioetica e Diritti Umani dell’Università Pontificia  e del Cesab.
  • La Direttiva Bolkestein, (considerando 12) così come il parere dell’Avvocatura della Corte di Giustizia danno molta importanza alla politica ambientale e l’autorizzazione illimitata si può ottenere per motivi di interesse pubblico. Per la Corte di Giustizia europea l’ambiente è il principale superiore interesse pubblico generale e, giustificando un regime autorizzatorio per le imprese balneari mitiga il pericolo dell’assoggettamento a una rischiosa procedura di comparazione.
  • Ma anche la stessa relazione dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea contiene punti importanti, che potrebbero costituire da soli veri e propri elementi di esclusione dalla direttiva: “Fatti salvi il paragrafo 1 e gli articoli 9 e 10, gli Stati membri possono tener conto, nello stabilire le regole della procedura di selezione, di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario”.
  • e molto altro che dovremmo purtroppo affrontare…

INFINE

La creazione dell’albo servirà per dimostrare, comunicare e raccontare che gli stabilimenti balneari hanno da sempre preservato il patrimonio ambientale e la cura dei luoghi. PER QUESTO MOTIVO E’ IMPORTANTISSIMO RIEMPIRE CON LE ADESIONI IL PROGETTO E NON FARLO RESTARE CARTA MORTA!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I balneari si uniscono al dolore di Laila e Riccardo

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Laila e Riccardo sono stati e sono i pilastri della lotta balneare. Colleghi amatissimi e stimatissimi, la Laila un’amica, dolce e sincera, un avvocato che ha il dono di essere semplice comprensibile. Chi le vuole bene come me oggi piange insieme a lei la scomparsa del fratello Sebastiano e della cognata Nadia nella valanga dell’hotel Rigopiano.  

Un abbraccio al piccolo Edoardo, figlio di Sebastiano e Nadia, uno dei bambini sopravvissuti a quell’immane tragedia. 

Vi vogliamo bene 

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Balneari: Entro gennaio la legge sarà sul tavolo del governo.

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Da Antonio Smeragliuolo

Spiagge: elaborato documento sul demanio marittimo (marzo 2016) che esprime la posizione ufficiale e delinea le norme che dovranno essere contenute nella proposta di legge di riforma. In luglio, dopo la bocciatura (comunque attesa) da parte della Corte di Giustizia Europea della proroga automatica delle concessioni al 2020, la commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento (a firma Arlotti-Pizzolante)che rende validi i rapporti già instaurati e pendenti, ovvero le concessioni in atto degli stabilimenti balneari, “nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria” per “garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, e assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio”. L’emendamento ha eliminato anche il termine del 30 settembre 2016 entro il quale la legge di Stabilità prevedeva la riforma dei canoni demaniali marittimi. Il termine temporale viene ad essere la nuova riforma delle spiagge con i decreti attuativi. Entro gennaio la legge sarà sul tavolo del governo.

http://www.newsrimini.it/2017/01/sicurezza-turismo-lavoro-e-infrastrutture-il-2016-di-arlotti/http://www.newsrimini.it/2017/01/sicurezza-turismo-lavoro-e-infrastrutture-il-2016-di-arlotti/

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Il Governo fa ricorso contro la legge Toscana. La Suprema Corte deciderà il 23 Maggio

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Un ennesimo duro attacco alla categoria, voluto dal Governo “in quanto la legge toscana invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e del paesaggio”, in parole povere la sentenza chiede se sia della competenza della Regione legiferare in tal senso. 

Resta comunque evidente la volontà di questo Governo: non aiutare la categoria. 

E pensare che ci sono sindacalisti che vogliono la riforma subito. 

Dal Tirreno 

Balneari, il 23 maggio decide la Suprema Corte
di Donatella Francesconi

I giudici costituzionali chiamati a decidere sul ricorso del Governo Renzi contro la legge approvata dalla Regione Toscana che prevede gli indennizzi

VIAREGGIO. Saranno di nuovo mesi di attesa – dopo il 2016 trascorso aspettando la sentenza della Corte di Giustizia europea – per i balneari, in particolare quelli toscani. Il 23 maggio è la data fissata dalla Corte Costituzionale per la sentenza in merito al ricorso presentato dalla Presidenza del consiglio dei ministri (Governo Renzi) contro la legge regionale toscana, fortemente voluta dal presidente Enrico Rossi. Il relatore è Augusto Barbera, professore emerito di diritto costituzionale all’università di Bologna, già ministro per i rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi.

Il Governo Renzi ha discusso del provvedimento normativo toscano nella riunione del consiglio dei ministri del il governo, che ha affrontato la questione nel consiglio dei ministri del 30 giugno scorso, decidendo di procedere con il ricorso in quanto la legge toscana «invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e del paesaggio»

A non andare del tutto giù a Roma, ormai è una certezza, la scelta della Regione Toscana di garantire un indennizzo del 90% del valore del suolo e dell’attività commerciale, a favore di quel concessionario che dovesse soccombere nella comparazione con altri soggetti interessati “ex novo” allo stabilimento balneare.

Sul tema indennizzi che è poi stato riproposto al Governo nei mesi successivi alla sentenza della Corte di Giustizia europea (luglio scorso) si è recentemente espressa la commissaria europea Elzbieta Bienkowska nella risposta ufficiale all’interrogazione della parlamentare della Lega Nord, Marta Bizzotto. Alla domanda specifica sull’indennizzo, la commissaria risponde: «L’autorizzazione non può accordare alcun vantaggio al prestatore uscente»

Sulla questione, alla vigilia di Natale, è intervenuto Il presidente del Sindacato italiano balneari-Confcommercio, Riccardo Borgo: «Nel caso di un indennizzo non si sarebbe in presenza di un vantaggio, bensì del giusto ristoro per la perdita aziendale»

La posizione della Comunità europea, però, non muta oggi rispetto a quanto emerso nell’incontro di fine luglio scorso tra l’allora sottosegretario alle politiche europee, Sandro Gozi, ed il direttore della Direzione generale “Crescita” della Comunità, Lowri Evans. Nel toccare l’argomento “ammortamenti” e “avviamento” delle imprese, Evans ha sottolineato come «riconoscere un valore di avviamento (oggetto di un pagamento del nuovo concessionario a quello uscente) potrebbe configurare un vantaggio indebito per gli attuali operatori». Insomma, sul bene pubblico in concessione si esce e si entra alla pari.

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Bolkestein, Ambulanti – l’Autorità Garante contesta i bandi: è CAOS

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ambulantiL’ Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati ha formalmente contestato i criteri e le procedure con i quali i Comuni stanno procedendo nella applicazione della Direttiva Bolkestein“.

Pubblichiamo il documento qui di seguito soprattutto per i sostenitori delle evidenze pubbliche con i paletti. FATENE BUON USO!

PER SCARICARE CLICCA QUI

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Risposta della Bieńkowska: arriva dopo 5 mesi… Sarà un caso?

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busillisdi Bettina Bolla e Maria Teresa Silenzi

Pochi giorni fa ci domandavamo che fine avesse fatto l’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (Enf – Lega Nord), che lo scorso 3 agosto, dopo la sentenza CGE 14/luglio/16, ha di nuovo presentato un’interrogazione, n. 006202-16, a tutela di noi operatori balneari italiani

 

Di solito la Commissione Europea, risponde da prassi entro sei settimane dall’interrogazione, ma su questa sono  passati più di 5 mesi e la risposta arriva secondo noi non a caso dopo l’esito referendario e non prima. Forse che forse si temeva una valanga di NO da parte dei balneari?

Ecco il testo dell’interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (Enf – Lega Nord):

Interrogazioni parlamentari
3 agosto 2016
E-006202-16
Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)

Ecco il testo della risposta della Bienkowska

La commissaria Bieńkowska ribadisce la contrarietà di Bruxelles a qualsiasi vantaggio per i titolari delle imprese balneari nelle future evidenze pubbliche.

 Oggetto:  Tutela degli operatori balneari italiani: valutazione urgente della Commissione in seguito alla sentenza della Corte di giustizia
 Risposta(e) 
La Corte di giustizia europea ha emesso il 14 luglio 2016 la sentenza in merito alle cause C-458/14 e C-67/15, concludendo che la proroga delle concessioni demaniali fino al 2020 è contraria a quanto disposto dalla direttiva 2006/123/CE.

Nella risposta alla mia precedente interrogazione E-002126-16 la Commissaria Elżbieta Bieńkowska affermava che «qualsiasi valutazione da parte della Commissione della questione sollevata è subordinata alla sentenza della Corte». Le oltre 30mila aziende balneari italiane sono fondamentali per il turismo e l’economia nazionali e negli anni hanno investito in strutture, impianti e recuperi ambientali.

Stanti le istanze degli operatori del comparto balneare italiano che vedono le loro attività in pericolo e con esse migliaia di posti di lavoro, può la Commissione far sapere con la massima sollecitudine e sulla scorta della sentenza della Corte di giustizia:

1. se valuta positivamente un’eventuale proposta del governo italiano di prevedere un periodo di transizione (fino a 30 anni) per consentire alle imprese di rientrare degli investimenti fatti;
2. se ritiene compatibile con la direttiva in questione il fatto che le gare ad evidenza pubblica prevedano requisiti qualificanti come l’esperienza professionale, le competenze maturate, la salvaguardia dei posti di lavoro, ecc.;
3. se intende riconoscere agli operatori balneari che perderanno la concessione un indennizzo pari al valore complessivo dell’azienda?

 

Ecco la risposta  di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione

Interrogazioni parlamentari
15 dicembre 2016
E-006202/2016
Risposta di Elżbieta Bieńkowska a nome della Commissione
In seguito alla pronuncia pregiudiziale del 14 luglio 2016 della Corte di giustizia e in base alle informazioni di cui dispongono i servizi della Commissione, le autorità italiane stanno al momento valutando le misure da adottare in risposta a tale sentenza. La Commissione pertanto non può in questa fase esprimersi sulla questione ed esaminerà possibili soluzioni alla luce della normativa pertinente.

Per quanto riguarda il periodo di transizione, la Commissione rinvia l’onorevole deputata alla suddetta sentenza, da esaminarsi a questo proposito.

Il vigente diritto dell’UE non contiene una norma specifica che disciplini i requisiti relativi all’esperienza professionale dei futuri titolari di autorizzazioni. Occorre comunque tenere in considerazione quanto stabilito all’articolo 67, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici. Tale disposizione consente di tenere conto di tale aspetto, ma solo nella misura in cui ha un’influenza significativa sul livello dell’esecuzione richiesto dalle autorità che rilasciano l’autorizzazione.

Riguardo all’indennizzo, l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE(1) stabilisce che l’autorizzazione non può accordare alcun vantaggio al prestatore uscente.

(1) Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

 

UNA POSIZIONE CHIARA CHE BOCCIA I CONTENUTI DELLA RIFORMA CHE VORREBBERO UN ADEGUATO PERIODO TRANSITORIO DI CUI NON E’ DATO SAPERE L’ENTITA’ E I CRITERI DI PREFERENZA PER I CONCESSIONARI ATTUALI. 

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE 

PUBBLICHIAMO PER OPPORTUNA CONOSCENZA L’ESITO DELL’INCONTRO TRA IL SOTTOSEGRETARIO SANDRO GOZI E IL DIRETTORE GENERALE DELLA DG CRESCITA DELLA COMMISSIONE EUROPEA LOWRI EVANS SULLE IMPLICAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA IN MATERIA DI CONCESSIONI BALNEARI.

SCARICA IL VERBALE DELL’INCONTRO CLICCANDO QUI

 

A VOI LE OPPORTUNE RIFLESSIONI

AH… CI CHIEDIAMO INOLTRE….

  • COME MAI TUTTO QUESTO SILENZIO?
  • COME MAI NESSUNO INTERVIENE?
  • COME MAI CI SI PREOCCUPA PER IL NO DEI BALNEARI AL REFERENDUM, DANDO LA COLPA MAGARI AL NOSTRO VOTO PER CERTE SCELTE, QUANDO LA RELAZIONE DELL’INCONTRO E’ ANTECEDENTE ED E’ CHIARISSIMA
  • COME MAI SI FA CREDERE CHE CI SARANNO ASTE BUONE PER GLI ATTUALI CONCESSIONARI?
  • COME MAI I CINESI STANNO COMPRANDO SPIAGGE NEL NORD EST E NESSUNO DICE NULLA?

A TUTTI QUESTI INTERROGATIVI CARI MIEI… I BALNEARI HANNO RISPOSTO ESERCITANDO L’UNICA MANIERA CHE ANCORA RIMANE LORO PER MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO: IL VOTO.

LE PROSSIME ELEZIONI SONO VICINE, A QUANTO PARE. 

 

 

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