14.10.2013 BRUXELLES – MISSIONE AL  PARLAMENTO EUROPEO

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Di Emiliano Favilla

(Una valutazione personale a caldo dell’incontro con l’eurodeputato On Lara Comi)

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Come Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, abbiamo accompagnato ben volentieri, le donne imprenditrici balneari  dell’Associazione “DONNEDAMARE” nella missione del 14 ottobre  al Parlamento Europeo con lo scopo di incontrare i parlamentari europei. Lo  abbiamo fatto  perché ce l’hanno richiesto loro stesse ,  ma con l’attenzione di non voler mettere il “cappello” sull’autonomia delle iniziative delle nostre imprenditrici balneari, dato che fino ad oggi hanno dimostrato di sapersi muovere  bene e con  le idee chiare. 

Nell’incontro avuto con l’Eurodeputato Lara Comi  (così come è nostra intenzione fare con tutti gli altri europarlamentari e parlamentari del governo Italiano di qualsiasi schieramento politico che si renderanno disponibili) è stato importante chiarire alcuni aspetti per evitare che da un sostegno generico per la salvezza delle migliaia di piccole imprese familiari balneari , che si può presta ad equivoci,  si passi ad assumere, invece, posizioni pertinenti e dirimenti  proprio sugli effetti di una cattiva interpretazione della direttiva Europea “Bolkestein”.

Com’è noto i  principali  guai del settore balneari si sono  generati proprio dalla volontà dei governi italiani di interpretare e l’intenzione di applicare la Bolkestein  per mettere  all’ASTA  le concessioni e, quindi le imprese, balneari che, come modello specifico e apprezzato in tutto il mondo, hanno fatto del turismo balneare la storia e lo sviluppo economico del nostro paese.

All’Eurodeputato Lara Comi, dopo un confronto franco, abbiamo rivolto precise domande che riportiamo di seguito, unitamente alla sua risposta. Nelle nostre domande abbiamo ribadito che ogni positiva soluzione non può che passare da un confronto serio (mai avuto fino ad oggi) del governo Italiano con la Comunità Europea perché gli attuali concessionari, che hanno operato e investito nel rispetto delle precedenti normative, con risultati positivi nei centocinquanta anni di storia della balneazione italiana,  siano esclusi dalle ASTE.  

L’On Lara Comi, nel comunicato che si legge sotto, ha dato una risposta, a mio parere apprezzabile, riconoscendo, appunto, come prioritario, che il Governo Italiano vada a trattare in Europa per derogare la  direttiva “bolkestein”.  Certamente noi non ci possiamo accontentare di una dichiarazione seppur positiva, chiediamo, quindi a Lara Comi e a tutti gli altri politici con cui abbiamo contatti, di mettere in atto anche  azioni ancora più concrete. La stessa attuale proposta del Governo avanzata dal Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che anche come Comitato   la interpretiamo come “ un’importante apertura da approfondire”  la dove prevede  “l’OPZIONE”,  necessita comunque che il Governo Italiano vada, finalmente, in Europa a perorare la specificità Italiana, come altri Governi Europei hanno già fatto per le loro specifiche situazione  ottenendo effetti  e risultati positivi.

14.10.2013 Emiliano Favilla.

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LE DOMANDE RIVOLTE ALL’EURODEPUTATO LARA COMI

la delegazione delle imprenditrici balneari, dell’Associazione  Culturale Donnedamare insieme ad alcuni rappresentanti di Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, hanno incontrato nella sede del Parlamento Europeo, l’eurodeputato Lara Comi, alla quale hanno rivolto la seguete domanda:

Ritiene che anche nelll’ambito della proposta presentata dal sottosegretario Pier Paolo Baretta alle Associazioni di Categoria sia di fondamentale importanza che il governo italiano vada in Europa al fine di sostenere una corretta interpretazione della Bolkestein che può prevedere una deroga per l’uscita delle 30.000 imprese balneari dal sistema delle aste?

Dopodiché sarà possibile aprire una trattativa seria e concreta per un riordino complessivo delle concessioni demaniali, in modo che si possa rafforzare e stabilizzare il sistema turistico balneare, per poter contribuire alla ripresa economica del nostro paese.

Ringraziamo sentitamente tutti i parlamentari e gli eurodeputati che si stanno adoperando per salvaguardare il lavoro delle 30.000 famiglie balneari, delle circa 60.000 donne che operano nel settore.

 

LARA COMI HA RISPOSTO

Balneari, Lara Comi chiede l’intervento del governo

Lunedì, 14 ottobre 2013 –17:02:00″La nuova proposta del governo emersa  al Tavolo tecnico del Ministero,coordinato dal sottosegretario Baretta, ovvero  dividere l’area commerciale, ‘sdemanializzandola’ per concederne la vendita (con diritto di opzione per gli attuali concessionari), e lasciare demaniale la parte di spiaggia con il relativo affidamento in evidenza, è indubbiamente migliore delle precedenti avanzate.  Ma è opportuno che il governo venga direttamente, e presto, a Bruxelles, e incontri la Commissione Ue in modo da definire insieme tutte le soluzioni possibili avendo come priorità la tutela del lavoro dei balneari e dei diritti degli operatori che hanno lavorato bene. Il 2015 è alle porte e si è già perso fin troppo tempo. Certamente, è la mia idea, la migliore soluzione possibile sarebbe quella di una deroga alla direttiva Bolkestein, ma siamo tutti consapevoli della difficoltà di ottenere un risultato percorrendo questa strada”.Lo afferma l’europarlamentare del Pdl Lara Comi che oggi a Bruxellesha incontrato una delegazione delle imprenditrici  balneari radunate nell’associazione Donnedamare provenienti da Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo e Lazio. La delegazione ha anche assistito ai lavori parlamentari delle commissioni Mercato interno e protezione dei consumatori  e  Ricerca, industria ed energia per vedere direttamente il lavoro che viene svolto al Parlamento.”I balneari – spiega Comi – rappresentano un settore tipico dell’Italia, costituito per lo più da Pmi, che va difeso. Io continuerò a battermi  per i loro diritti. Tanto più che il peso della componente femminile nella conduzione di queste aziende è rilevante: su 28 mila imprese balneari il 30% è a titolarità donna. Difenderle significa pertanto tutelare sia le piccole e medie aziende, che costituiscono l’ossatura del sistema economico del nostro Paese e dell’Ue, sia il lavoro femminile autonomo che va incentivato come è negli obiettivi dell’Unione Europea”.

 

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