300 imprese balneari a rischio chiusura a causa di canoni annuali elevatissimi

24291_104425359747160_915410425_nUn altro grave problema è quello che investe pochissimi concessionari pertinenziali che sono impossibilitati a pagare canoni demaniali altissimi nell’ordine dei 100 mila € annui e che risultano grandi debitori dello stato perché non riescono a pagare il canone ogni anno, creando giocoforza una situazione ingestibile e assurda.

Come sostiene Laila di Carlo: “Esiste una grandissima e ormai insopportabile disparità di trattamento tra concessionari pertinenziali e non, creando divisione all’interno della categoria, perché genera disuguaglianza”.

La nostra collega Laila a questo proposito pone poi una domanda a tutti i balneari, che credo sia giusto riproporre sul blog:

“Quanto sono disposti i concessionari, i non pertinenziali, a chiedere in questi giorni un decreto interministeriale che stabilisca in via transitoria, in vista del riordino della materia riguardante il rinnovo delle concessioni demaniali, una disposizione del canone calmierato per quei concessionari che versano nella impossibilità oggettiva di poterlo versare allo Stato? per quei concessionari che stanno per essere aggrediti da Equitalia? Quali sono le proposte dei concessionari, di tutti i nostri Amici Concessionari, in materia di canoni per azzerare questa condizione di disparità di trattamento?

Quindi non solo un attacco alla Direttiva giusto e condiviso da tutti, ma ci deve essere un aiuto univoco da parte di tutti a quei nostri colleghi che pagano cifre altissime di canone annuali, non possiamo più permetterlo, poiché come afferma Walter Galli: “Il vero dramma urgente devastante sono l’irragionevolezza la sproporzione dei canoni demaniali, 300 piccole imprese rischiano la chiusura immediata”

PURTROPPO SIAMO TUTTI VITTIME DI UN SISTEMA ESTREMAMENTE DISOMOGENEO E QUESTE DIVERSITA’ SONO LA FORZA DI CHI CI VUOLE ALLE ASTE.

 

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