A BREVE TAVOLO DI CONCERTAZIONE TRA IMPRESE BALNEARI E MINISTERO INFRASTRUTTURE

wpid-danland_logo.pngRoma, 23 maggio 2013

Il Sindacato Italiano Balneari valuterà solo proposte condivise con le altre maggiori Associazioni di categoria. Non devono essere presi in considerazione impegni o vincoli avanzati da chi rappresenta solo poche aziende.

“Apprendiamo che il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi avrebbe in animo di convocare in tempi brevi un tavolo di concertazione con le imprese balneari – afferma Riccardo Borgo, presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio”.

“Se sarà così, molto bene – continua Borgo. Intanto vorrà dire che il Governo, sulla delicatissima materia che vede coinvolte circa 30.000 concessioni demaniali (stabilimenti balneari, alberghi, ristoranti, campeggi, villaggi turistici, discoteche, bar, ormeggi, porti turistici, ecc.),  ha individuato un referente/responsabile con il quale le imprese, ma certo anche  Regioni e Comuni, potranno davvero interloquire e confrontarsi e non, come è successo fino ad ora, assistere a sporadiche e inconcludenti passerelle attorno a tavoli eccessivamente e confusamente partecipati”.

“In previsione dell’apertura di questa molto apprezzata concertazione – precisa il presidente del Sindacato – taluno scarsamente rappresentativo della categoria ha anticipato quali saranno, a suo dire, le proposte che i balneari porteranno a quel tavolo.

Mi corre l’obbligo di  ribadire, anche per fare chiarezza verso i nuovi interlocutori, che quella proposta non appartiene, e quindi non impegna assolutamente, il  Sindacato Italiano Balneari e le circa 10.000 imprese balneari che rappresenta.

Come è propria tradizione il S.I.B. ritiene utile portare al tavolo del Governo proposte condivise con le altre maggiori organizzazioni sindacali, a condizione che siano in grado di tutelare e ridare certezze nel futuro alla totalità delle imprese del settore.

Quindi – conclude Borgo – nessuno si senta autorizzato, tanto meno chi rappresenta qualche centinaio di aziende, ad anticipare proposte o ad assumersi impegni a nome dei balneari italiani”.

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