A.C.O. Liguria: CONVEGNO DI RIMINI SUL TEMA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME E DELLA “DIRETTIVA BOLKESTEIN

ACO liguriaDa Angelo Siclari

In rappresentanza di A.C.O. Liguria, l’Associazione che riunisce i concessionari di posti barca, mi associo al grido di allarme e preoccupazione lanciato al Convegno di Rimini in questi ultimi giorni dai concessionari delle strutture balneari nazionali.

Sono anni che oramai la Direttiva Europea Bolkestein tiene alta la preoccupazione dei settori balneari e nautici.

A.C.O. Liguria fin dalla sua costituzione ha messo come obiettivo prioritario la salvaguardia dei posti di lavoro dei propri associati, dal rischio concreto che le imprese corrono in caso di applicazione della direttiva Bolkestein. Fin dal primo giorno ci siamo affiancati in questa battaglia agli amici del comparto balneare che in modo encomiabile stanno lavorando a tutti i livelli per salvaguardare le loro aziende.

In questi anni di confronto che ho avuto per conto di A.C.O. Liguria, ma anche nella veste di Consulente demaniale marittimo e portuale, mi ha colpito una cosa:

 

LA CATTIVA INFORMAZIONE ED A VOLTE IL PREGIUDIZIO CHE SI E’ CERCATO DI DARE

ALL’OPINIONE PUBBLICA NEI CONFRONTI DEI CONCESSIONARI DI STRUTTURE

BALNEARI E DI POSTI BARCA

 

Occorre dirlo con chiarezza che ancora oggi ( per fortuna molto meno rispetto a prima) si cerca

di dare notizie come ad esempio che l’applicazione della direttiva Bolkestein permetterà di avere maggiori spiagge libere o più ampi specchi acquei destinati alla balneazione.

 

Sbagliatissimo: le spiagge ed i specchi acquei se andranno alle aste significherà che probabilmente non ci sarà più il concessionario a cui eravamo abituati a rivolgerci e con il quale negli anni si era formato un rapporto di grande fiducia; ce ne sarà un altro che nella stragrande maggioranza dei casi potrebbe essere una macro impresa che non permetterà più quel rapporto familiare che le nostre imprese attuali hanno saputo creare negli anni con la propria clientela. La stessa qualità dei servizi ne risentirà.

 

L’Italia ha una sua ben precisa peculiarità nel campo balneare e nel campo nautico. Per tale motivo, al di là di quanto potrebbe succedere in altri Stati dobbiamo insistere in modo attivo senza adagiarsi su possibili altri riferimenti se non quelli di far si che le concessioni demaniali marittime italiane “escano” dalla Direttiva Bolkestein in quanto non sono da considerare dei servizi. La messa all’asta non corrisponderebbe allo spirito delle concessioni demaniali marittime stesse poiché la Direttiva Servizi “Bolkestein” è rivolta ai “servizi pubblici” dello Stato membro, a quelle attività che gli Stati o gli Enti territoriali delegano a loro “partecipate” o ad imprese private, affinchè svolgano “servizi diretti” a favore della collettività, che essi Stati o Enti non possono o scelgono di non svolgere (ferrovie, poste, ospedali….etc..).

 

Essa, quindi, non è idonea a disciplinare le imprese che utilizzano lo strumento concessorio , quale “strumento” aziendale offrendo un servizio privato e non pubblico.

 

Cordiali saluti,

 

Angelo Siclari

Presidente A.C.O. Liguria

Associazione Concessionari Ormeggi

 

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