Acquacoltura: interrogazione parlamentare di Milana e Cofferati

20130423-075729.jpgDa ITB Italia

Un altro settore “colpito” dalla Direttiva servizi.
Come volevasi dimostrare.
E le altre categorie coinvolte cosa stanno aspettando?
Unendo le forze possiamo ancora farcela!
Svegliamoci! Svegliatevi! Svegliamoli!

Sergio Gaetano Cofferati (S&D) e Guido Milana (S&D) hanno rivolto alla commissione europea un’interrogazione sulle concessioni demaniali per l’esercizio delle attività di acquacoltura.
I due eurodeputati si chiedono se “le previsioni e le decadenze della direttiva servizi, e conseguentemente dei relativi atti di recepimento emanati dal legislatore nazionale, in relazione a rapporti concessori sul demanio marittimo sono applicabili al regime di rilascio e rinnovo delle concessioni demaniali per lo svolgimento delle attività di acquacoltura”.

Interrogazione con richiesta di risposta scritta
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Sergio Gaetano Cofferati (S&D) , Guido Milana (S&D)

Oggetto:  Concessioni demaniali per l’esercizio delle attività di acquacoltura

Il processo di recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno ha sollevato la questione della sua applicabilità al regime per il rilascio e rinnovo delle concessioni demaniali marittime per lo svolgimento delle attività di acquacoltura, questione che in Italia assume particolare urgenza soprattutto in relazione alle concessioni in procinto di scadenza o già scadute il 31 dicembre 2012.

Per la tutela degli investimenti, così come per la salvaguardia dei livelli occupazionali, fatti salvi gli obiettivi di tutela della concorrenza, occorre dare certezza di diritto agli operatori e alle imprese operanti in un settore di importanza strategica per il futuro della filiera ittica nazionale.

L’attività di acquacoltura, quale recentemente definita nella normativa nazionale di riordino del settore, decreto legislativo del 9 gennaio 2012, n.4, non costituisce prestazione di servizi, ma attività di produzione primaria, rientrante nel settore dell’attività agricola. Il tipo di concessioni in questione si avvicina più a una semplice locazione del bene demaniale a fini di produzione, senza che, appunto, vengano prestati servizi su tali beni.

Al fine di porre e affrontare il problema sulla base della specificità che gli è propria, senza incappare nell’errore di mutuare per il settore dell’acquacoltura soluzioni idonee ad altri settori, considerando la netta separazione esistente tra concessioni rilasciate per lo svolgimento di attività di produzione primaria e concessioni rilasciate per lo svolgimento di attività di servizi, si chiede alla Commissione:

Le previsioni e le decadenze della Direttiva Servizi, e conseguentemente dei relativi atti di recepimento emanati dal legislatore nazionale, in relazione a rapporti concessori sul demanio marittimo sono applicabili al regime di rilascio e rinnovo delle concessioni demaniali per lo svolgimento delle attività di acquacoltura?

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