Angelo Vaccarezza interviene a commento della proroga di 5 anni

Angelo VaccarezzaPubblichiamo il post di Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona e delegato al demanio UPI, da sempre in prima linea con i balneari, in merito alla proroga dei 5 anni. Siamo d’accordo con lui nel ritenere che questi anni ci serviranno per continuare a lottare, per trovare e pretendere nuovi e forti appoggi istituzionali. Dalla nostra abbiamo il fatto di essere più preparati e di sapere come muoverci, sappiamo chi sono i nostri sostenitori e chi sono nostri nemici. Noi della redazione di Donne d’A-Mare ci auguriamo vivamente di riuscire a collaborare insieme, sindacati, movimenti e comitati spontanei, tutti uniti per il NO ALLE ASTE. Grazie Presidente per il suo sostegno!

“Ho taciuto qualche giorno per leggere i commenti a cio’ che stava avvenendo, ed ora credo sia l’ora di voltare pagina, i 5 anni ci sono… non bastano, ma servono… servono, per cominciare la lotta di nuovo… per andare sotto le finestre dei presidenti di regione, dei presidenti di provincia, dei sindaci, dei parlamentari nazionali ed europei , presenti e futuri , da adesso in poi chiunque si candiderà anche a consigliere di circoscrizione dovrà dire cosa pensa della causa dei balneari… dovrà dire se il futuro di 30.000 aziende familiari fara’ parte delle sue priorità o no… e proprio per questo domani tutti a Viareggio”

Share

3 Responses to “Angelo Vaccarezza interviene a commento della proroga di 5 anni”

  1. Angelo Siclari

    Prorogare di appena 5 anni, nel concreto, non ha alcun senso. Mi chiedo cosa sarebbe cambiato se, anziché di 5, avessero prorogato di 10, 15 o 20 di anni. Questi 5 anni non li ho proprio capiti, né giuridicamente né tecnicamente. Ammetto che avrei compreso più facilmente (ovviamente non condividendo) la conferma delle evidenze pubbliche al 31 dicembre 2015.
    Viene da chiedersi con chi ci siamo confrontati in questi mesi. Chi sono stati i nostri interlocutori? Ho come l’impressione che si abbia a che fare con l’ignoranza totale su un argomento, quello nautico e balneare, che invece rappresenta l’eccellenza nel mondo e che ha permesso di far conoscere l’Italia. Chi è demandato ad amministrare la cosa pubblica pare non lo capisca davvero.
    Ho sentito parlare di infrazioni all’Italia da parte della Comunità europea nel caso non si rispetti la scadenza del 2015. Ma non esiste alcuna procedura d’infrazione Ce pendente per le concessioni balneari, essendo quella n. 4908/2008 per il rinnovo automatico archiviata lo scorso 27 febbraio 2012. Inoltre la legge n. 25 del 26 febbraio 2010 ha disposto analoga proroga delle concessioni senza che la commissione europea abbia sollevato alcuna procedura di infrazione; e, per finire, il commissario al mercato interno Michel Barnier ha dichiarato la disponibilità e la collaborazione dei suoi uffici per concordare un “congruo periodo transitorio” da assicurare alle imprese evidentemente danneggiate dall’applicazione dei principi comunitari.
    Una proroga di 15-20 anni avrebbe almeno permesso alle varie imprese nuovi investimenti con concreta possibilità di nuovi posti di lavoro, e avrebbe potuto permettere di ripagare eventuali debiti, mutui e soprattutto collocarsi sul mercato su giusti livelli competitivi. Solo 5 anni, invece, non consentono agli imprenditori di rientrare dagli investimenti fatti finora.
    Ho sentito in questi mesi diverse versioni commentare a favore dell’applicazione della direttiva Bolkestein, convinti che ciò permetterebbe di migliorare una situazione, quelle delle concessioni demaniali marittime, bisognevole di essere rivista sul metodo di applicazione. Ma rispondo che:
    • l’applicazione della direttiva Bolkestein non permetterà di avere nuove spiagge libere, ma al contrario si corre davvero il rischio che possano diminuire di fronte a imponenti investimenti da parte di grosse multinazionali già pronte ad avventarsi sulle nostre coste;
    • metterebbe a rischio oltre 30.000 attuali imprese sia balneari che nautiche che negli anni hanno prodotto posti di lavoro: si tratta di piccole e medie imprese per lo più a conduzione familiare che senza la garanzia del lavoro si troverebbero in mezzo alla strada;
    • all’opinione pubblica in generale, ma soprattutto a quelle famiglie che frequentano le nostre spiagge da decenni, intendo dire che con questa direttiva non avranno migliori servizi sulle spiagge o nei porti, e non avranno più spazi liberi. Ma di certo potrebbero non trovare presso lo stabilimento balneare o nel porto di riferimento quelle famiglie concessionarie a cui nelle loro vacanze hanno affidato la loro fiducia e per la stragrande maggioranza creato anche rapporti amichevoli.
    Quello che ora davvero mi auguro è che si parta subito, già dal 2013, ad adottare azioni e provvedimenti tesi a scongiurare la distruzione di un settore economico assolutamente vitale per l’economia italiana, e che soprattutto la politica italiana faccia in modo di tutelare a livello europeo la peculiarità delle nostre imprese nautiche e balneari che non hanno nulla a che fare con quelle spagnole, francesi o di altri Stati membri. Che questi 7 anni che mancano al 2020 servano almeno a qualcosa
    Angelo Siclari, presidente Aco Liguria

    Rispondi
    • donnedamare

      Grazie Angelo per il tuo lungo commento, condividiamo tutto ciò che hai detto. Anche noi avremmo voluto più anni, penso anche ai nostri fornitori che sono condannati ad una lunga agonia… Però cerchiamo di vedere questo periodo come una possibilità per portare a casa il risultato… ce la faremo, siamo dalla parte della ragione, dobbiamo lavorare su più fronti, in Italia, in Europa e provare a dialogare con chi ci è sempre contro…

      Rispondi
  2. colombo stefano

    secondo me se potevano nn ci lasciavano neanche un secondo in più,sono in torto marcio e questi cinque anni (che io ci speravo ) sono solo un passarsi la patata bollente da un governo all’altro e nn fa altro che confermare le nostre ragioni.

    Rispondi

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>