On.le Anna Giacobbe

Anna-Giacobbe-011Anna Giacobbe, 54 anni, è nata a Vado Ligure, dove ancora risiede con la famiglia. Ha due figli, Giulia di 15 anni e Michele di 22. Una vita nel sindacato, dopo aver ricoperto incarichi diversi nella Camera del Lavoro di Savona, ne è diventata segretaria generale nel 1994, ruolo che ha lasciato nel 2000 per entrare nella Segreteria Regionale della Cgil. Tra il 2002 e il 2008 è stata Segretaria generale della Cgil Liguria.

E’ componente della Assemblea Nazionale del Partito Democratico.

 

Sul suo sito http://www.annagiacobbe.it si legge: Penso che sia essenziale per le donne non perdere il senso della propria identità di genere e la condivisione con altre donne della riflessione su di sé e sul cammino da percorrere insieme.

Ho incontrato l’on.le Anna Giacobbe il giorno del convegno del SIB regione Liguria e si è dimostrata subito disponibile a sapere, a conoscere. Ho avuto il piacere di incontrarla nuovamente il giorno do One Billion Rising a Savona, il 14 febbraio scorso e in quell’occasione l’idea: rifare il flash mob sulle spiagge quest’estate.

Ecco il suo intervento

Care Donnedamare,

vi ho incontrate “Donnadamare” quando, qualche mese fa, ho iniziato a girare per la provincia di Savona per conoscere quel che non conoscevo e per imparare almeno un po’ di quel che non sapevo: per passare da un’esperienza nel sindacato dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, all’ “ambizione” di provare a rappresentare nel Parlamento nazionale le diverse persone che vivono qui, dipendenti e autonomi, anziani e giovani, donne e uomini.

E chiunque abbia voglia di guardarsi un po’ intorno, nella vita pubblica savonese, certamente vi incontra, vi trova.

Incontrandovi ho conosciuto donne determinate e gentili. Mi avere ascoltato dire, più o meno: “preferisco non darvi ragione alla prima, le cose sono difficili, tenete conto anche delle ragioni degli altri; ma sono disposta a farmi convincere delle vostre buone ragioni”. Non avete fatto una piega, e con determinazione e gentilezza, avete spiegato e spiegate a tutti e tutte noi, le ragioni per cui difendete il vostro lavoro, la continuità delle vostre aziende, una vostra funzione, il fatto che lì avete potuto diventare donne d’impresa, essere protagoniste dell’ economia locale, che pure è piena di contraddizioni e criticità.

Le vostre ragioni le sapete comunicare con grande efficacia, senza “urlare”, ma facendovi sentire: un nome azzeccato ed evocativo, ed eravate già a metà dell’opera.

Tra donne, tra di voi e con altre, avete costruito una relazione che è andata oltre le battaglie “contro le aste”: ad esempio avete aderito con slancio alla campagna mondiale One Billion Rising, il “flash mob” in cui donne di tutto il mondo hanno danzato e cantato per dire no ad ogni forma di violenza contro le donne.

Nella preparazione di quell’evento è nata un’idea molto bella, che tiene insieme il vostro mondo, quello il cui e per cui vivete, e una battaglia globale contro la violenza e le discriminazioni nei confronti delle donne: ripetere l’evento la prossima estate, sulle spiagge della nostra riviera, ballare in spiaggia, le Donnedamare insieme a tutte le donne (e gli uomini) che, in vacanza, in un momento di riposo, e per lavoro, saranno negli stabilimenti balneari in una giornata d’agosto.

Nel frattempo torneremo a lavorare sulle aste, sulle concessioni, sulle direttive europee, sull’equilibrio tra uso di un bene pubblico e valore del lavoro e dell’impresa che quel bene pubblico lo usa, lo valorizza, ci investe; per dare garanzie a chi lavora e ha investito nella propria attività e per dare garanzie di qualità a chi utilizza i servizi delle aziende balneari e turistiche più in generale.

Il Parlamento italiano ha un proprio ruolo, soprattutto occorre un Governo che sappia trattare con autorevolezza con le Istituzioni europee.

Questa legislatura si è aperta in una situazione di grande incertezza e difficoltà: stiamo lavorando perché il Parlamento possa operare e perché il nostro Paese abbia un Governo, senza il quale anche il Parlamento non è in grado di produrre gli atti necessaria ad affrontare la crisi,  a rilanciare l’economia, a dare valore e prospettive al lavoro.

Qualsiasi battaglia per vedere riconosciuti diritti e prerogative, di questa o di un’altra categoria, rimane senza esito se l’economia non “gira”, se la ricchezza si riduce ed è distribuita male, se non si dà valore al lavoro e alle persone, alle donne e agli uomini che lavorano, che rischiano del proprio.

Le donne stanno nel lavoro e nell’impresa con una propria specifica condizione, speso discriminate, quasi sempre caricate di un lavoro doppio. Le organizzazioni di donne, i movimenti femminili, hanno un compito essenziale: non lasciare sola ciascuna donna di fronte alle tante difficoltà, affermare che il mondo fatto di donne e di uomini deve essere rappresentato da donne e uomini nella stessa misura, che non siamo “uguali”, ma che il mondo ha bisogno del “doppio sguardo” delle donne e degli uomini per essere governato bene, e vissuto bene da ciascuno. Voi fate in questo la vostra parte. Anche per questo, grazie

Anna Giacobbe

4 aprile 2013

 

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