Anna Maria Verzino, la prima pescatrice d’Abruzzo raccontata da Anna Maria Falasca

mare

Il Manifesto del 23 dicembre 2008

da Anna Maria Falasca

Affaccendata nella sua barca tra reti e funi, Anna Maria mi racconta la sua storia.” Ho amato il mare fin dalla mia infanzia. Esasperavo mio padre continuamente a lasciarmi andare con lui a pesca, finchè a 4 anni si arrese alle mie richieste. L’immensità di quel mare mi catturò per sempre. Mio padre pensava che mi sarei spaventata e avrei rinunciato ad andare a pesca con lui. Invece io da quella barca non sono più scesa”.

Mi colpisce l’azzurro pungente degli occhi di Anna Maria, uno sguardo diretto, sveglio, terreno, ma allo stesso tempo dilatato nel tempo e nello spazio. Uno sguardo connesso con il passato ed il futuro.Una donna tra cielo e terra, in profondo connubio con la realtà più terrena ed una più celeste. La barca, le reti, il pescato, le intemperie …la vastità del mare, la libertà del vento, la pace del buio, il silenzio della notte, la musica del mare….in continua osmosi con Anna Maria.

“Una notte, a 14 anni mio padre mio madre mi manda in mare da sola a ritirare le nasse delle seppie. Orgogliosa e piena di gioia ho riportato a casa il prezioso bottino.” “Ti sei sposata con il mare” furono le parole del padre al mio ritorno”. Ed io quel mare non l’ho più abbandonato.

Suo padre, ex ferroviere, portò la tradizione della pesca a Casalbordino. Con i suoi soldi accantonati e  3.000 lire di dote comperò una barca e si licenziò dal suo lavoro.  Insieme ad Anna Maria seguirono passo passo la realizzazione dello scafo, a partire dalla scelta del tronco dell’albero. Ancora oggi Anna Maria è l’armatore di “Gloria”

Per diventare ufficialmente pescatore ha dovuto aspettare la legge sulla parità dei sessi, superare la prova di nuoto e di voga e l’incredulità e la perplessità dei guardacoste. “Hanno dovuto darmi la licenza!!!” ribadisce orgogliosamente Anna Maria “e iscrivermi al registro dei pescatori”, la prima in Abruzzo e forse anche in Italia.

“Con mia madre raggiungevo le stazioni di San Vito Chietino e Termoli con i cesti colmi di pesce per venderli ai passeggeri , ma non di rado capitava che tornavamo a casa con i cesti mezzi pieni. A volte capitava dii scambiarli i prodotti della terra dei contadini. Nei periodi di magra cucinavamo con acqua salata e con la stessa impastavamo il pane e la pasta.

Intorno agli anni ’50 siamo rimasti con le barche ferme per 4 mesi.  Nemmeno una lira. Fu allora che mio padre fu il primo ad attrezzarsi per prendere le vongole. Preparavamo sacchi ed etichette a mano per spedirle in altre regioni con il treno.

“Il mare mi da una profonda sensazione di libertà. E’ una sensazione unica quella di lasciare gli odori della terra ed addentrarsi nei mare tra schiere di gamberi, il verde delle alghe, la salsedine, lo scintillio notturno dei pesci che risalgono in superficie, il cielo coronato da stelle….è in quel posto che dimentico tutto e le ansie del giorno scompaiono lasciando il posto alla tranquillità per sentirmi di nuovo in pace e in armonia con il Tutto.

Quante notti sveglia a vegliare sulle reti per paura di perdere il frutto di una giornata di pesca. Un’improvvisa burrasca, una mareggiata, possono strappare e disperdere le reti”.  Ma lei, da capitano coraggioso ha sempre affrontato il pericolo e superato difficoltà. Non ha paura del mare, ne conosce tutte le insidie. “Il mare è amico e non ti tradisce” dice, “l’unico pericolo è rappresentato dalla nebbia che altera i rumori, e ti mette fuori rotta. E’ bugiarda. Se segui istintivamente i suoni che provengono dalla riva, ti porta fuori rotta! Se vuoi tornare a casa devi andare dalla parte opposta!”

Anna Maria dialoga con il cielo e con il mare e sa che tutto è intrinsecamente legato.  Sa che l’uomo appartiene al cielo, alla terra, all’acqua e che l’universo si esprime in esso.

“Le sue parole hanno il sapore ed il tono d’altri tempi, ma allo stesso momento esprimono la forza e la determinazione della donna emancipata di oggi”.

Oggi Anna Maria ha 77 anni, 72 dei quali passati a bordo del suo peschereccio. Vive di pensione, ma non passa un giorno  senza la sua barca e il suo mare. “Siamo inseparabili”, dichiara.

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