Arenzano: la stagione balneare messa in ginocchio dal maltempo, impossibile la ricostruzione senza certezza di impresa

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“Situazioni come quella di oggi vissute dai balneari di Arenzano, di cui riportiamo le foto fanno capire sempre più che la Bolkestein è una spada di Damocle, non permette né di investire né di rientrare degli investimenti fatti, né di ricostruire, una vergogna che sta distruggendo il sistema turistico italiano, l’indotto, il mare e l’ambiente costiero, perché foto come quelle a lato parlano da sole” Scrive a commento dell’accaduto Bettina Bolla, Presidente di Donnedamare per l’impresa balneare.

Dopo una stagione disastrosa, rovinata da tempo bruttissimo e da previsioni del tempo errate, a dare il colpo di grazia ai balneari di Arenzano è stata la violentissima tromba d’aria che ha distrutto cabine e attrezzature.

Ci chiediamo su quali basi si potrà ricostruire tutto. Situazioni come queste fanno capire ancora di più che è giunto il momento di dare certezza di impresa alle famiglie balneari che già accettano, come si può vedere, rischi di impresa elevati, derivati dall’essere così esposti a calamità naturali  e che dal 2009, a causa dell’errata applicazione della Bolkestein non sanno quale possa essere il loro destino.

Chi c’è già passato, chi ha avuto il suo stabilimento balneare distrutto da trombe d’aria o da mareggiate e, purtroppo sono molti in Liguria, ha dovuto ripagarsi l’attrezzatura, rimboccarsi le maniche, non un anno di proroga neppure a chi ha ricostruito dopo le mareggiate.

Questo perché, lo ricordiamo, la Corte costituzionale ha bocciato legge del Consiglio regionale della Liguria che disciplina il demanio a causa della norma che prevede il rinnovo automatico delle concessioni in caso di danni da mareggiate. La Suprema corte ne ha dichiarata l’illegittimità costituzionale perché ”viola le leggi europee di concorrenza”. Secondo i giudici la legge regionale in questione ”prevedendo una proroga automatica delle concessioni per il demanio marittimo”, nel caso si sia verificato un danno all’arenile per cause dovute a calamità naturali ”determina una disparità di trattamento tra operatori economici in violazione dei principi della concorrenza dal momento che coloro che in precedenza non gestivano il demanio marittimo non avrebbero la possibilità, alla scadenza della concessione, di subentrare al precedente gestore a meno che quest’ultimo rinunci a chiedere la proroga”.

Ma la disparità di trattamento delle 1300 imprese balneari liguri e della 30 mila italiane rispetto a contratti e accordi stipulati con lo stato e mai mantenuti chi la denuncerà e, soprattutto, dopo questi eventi chi permetterà la ricostruzione e su quali basi i balneari dovranno ricostruire? La loro dignità non è forse lesa?

Non vogliamo proclami, non vogliamo comunicati, né appelli, vogliamo che ai balneari liguri, soprattutto quelli colpiti da catastrofi naturali, come quella di oggi ad Arenzano, sia dato l’appoggio necessario per ricostruire, con prese di posizioni forti e non di principio come finora è accaduto a difesa della categoria.

Donnedamare mette a disposizione il suo ufficio stampa e il blog www.donnedamare.it per dare voce a chi voglia denunciare i danni subiti e si augura che non siano solo i balneari ad accorrere per dare una mano nella ricostruzione, come di solito avviene, ma che l’aiuto arrivi dalla regione in primis e dal governo italiano per escludere la categoria balneare dalla Bolkestein, che impedisce come detto prima, ogni sorta di progresso turistico e in questo caso la ricostruzione, necessaria per continuare a lavorare.

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