Armando Cirillo: Come cittadino italiano non condivido l’idea del Popolo della libertà di vendere pezzi di spiagge italiane

ciriPubblichiamo l’intervento di Armando Cirillo sul suo blog riguardo alla sdemanializzazione. 

Non commentiamo per rispetto verso chi nel PD si batte per noi.

IL PDL APRE UN NUOVO CASO SPIAGGE CHE DANNEGGIA LE IMPRESE BALNEARI . SBAGLIATA L’IDEA DI VENDERE LA LINEA DI COSTA TRA IL LUNGOMARE E L’AREA OMBREGGIATA AI PRIVATI

Come cittadino italiano non condivido l’idea ( tra l’altro impraticabile perché in contrasto con le norme l’UE)  del Popolo della libertà di vendere alcune aree del demanio marittimo, pezzi di spiagge italiane , ai privati . Le spiagge sono un bene pubblico come il Colosseo , la Torre di Pisa e la Fontana di Trevi e tali, a mio parere , devono restare.
Come cittadino italiano impegnato in politica  proprio sui temi del turismo segnalo ancora una volta la mia netta contrarietà a questo emendamento che danneggia il turismo per due motivi  :
1) Bloccherebbe gli investimenti in innovazione e qualificazione  che sono fondamentali per riqualificare il turismo balneare italiano messo in crisi dalla concorrenza internazionale ( qualità e prezzi). Le imprese pagherebbero mutui per aver acquistato un bene , sicuramente l’attenzione non andrebbe agli investimenti in innovazione. Stiamo parlando prevalentemente , è utile ricordarlo, della linea di costa che è collocata tra il lungomare e l’area ombreggiata : un pezzo di spiaggia importantissimo per le strategie di sviluppo costiero dei Comuni;
2) Creerebbe in molte aree costiere del Paese  posizioni prossime  al monopolio che allontanerebbero  l’Italia dall’Europa. Infatti l’emendamento PDL è in chiaro contrasto con le norme europee, ad indiziare dal Trattato UE.
La proposta del partito di Berlusconi ( a proposito , come mai non l’hanno approvato quando erano al  governo con la lega nord? ; come mai non sono riusciti ad approvare il diritto di superficie di Tremonti? Non sono riusciti a concedere 90 anni e adesso rilanciano con la vendita ! ) è solo propaganda elettorale. Per provare a prendere i voti degli operatori balneari lanciano una proposta chiaramente fuori dalle norme europee sapendo che non è fattibile.
Non si accorgono nemmeno che una proposta di questo tipo scatena l’ira dell’opinione pubblica  che è fermamente contraria a questa ipotesi, danneggiando in ultima istanza la  categoria delle imprese balneari.
Il Governo ha dichiarato giustamente contrarietà a questa ipotesi proprio stamattina con una intervista del vice ministro Fassina ” Le aziende balneari hanno una situazione di incertezza pesantissima, ma la soluzione non è nella vendita di parte del demanio. Si può lavorare sulla durata delle concessioni e sulle caratteristiche dell’assegnazione . Per il governo , poi, è una linea invalicabile quella dei condoni. “
Anche il segretario del PD Epifani ha  espresso chiaramente la sua giusta contrarietà :   ”Ci sono dei beni pubblici fondamentali come le spiagge che e’ bene tenere nella proprieta’ di tutti, preferisco tenere le spiagge come bene di tutti, direi la stesa cosa ad esempio sul Colosseo”: cosi’ Guglielmo Epifani a Sky Tg24. ”Penso – ha aggiunto il segretario del Pd – che anche il governo seguira’ questa indicazione”.
A livello parlamentare la proposta del PDL è in netta minoranza vista la contrarietà del  Partito Democratico , del Movimento 5 Stelle e di Sinistra e libertà .
Io penso che bisogna riprendere una discussione con la commissione europea per verificare le possibili soluzioni, coerenti con il Trattato Europeo, per individuare una strada che tenga conto di tutti gli interessi coinvolti : dei consumatori , dei cittadini abituati a non utilizzare la balneazione attrezzata, delle imprese balneari,  delle organizzazioni che pongono giustamente i temi del rispetto  dell’ambiente e del paesaggio, dei Comuni e delle Regioni . È questa l’unica strada che possiamo perseguire. Abbiamo presentato da diversi anni le nostre proposte e restiamo disponibili al confronto con tutte le parti coinvolte per approvare in tempi rapidi una legge quadro in materia di concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo.
Roma , 10/11/2013 – Armando Cirillo

Dopo la levata di scudi contro la proposta di sdemanializzazione contenuta all’interno dell’emendamento proposto per il PDL dal Sen. Antonio D’Alì, che ha avuto l’appoggio sui media anche da Angelino Alfano, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, l’Associazione Donnedamare, per l’impresa balneare (www.donnedamare.it) sottolinea che è necessario, infatti, fare chiarezza su un punto fondamentale: nessuno ha parlato di vendere le spiagge, che continueranno a essere demanio dello Stato, bensì la proposta contenuta nell’emendamento PDL è quella di acquisire soltanto le aree sulle quali, con importanti investimenti, sono state costruite regolarmente le strutture balneari che nel corso degli anni hanno consolidato il sistema turistico delle comunità costiere del nostro Paese.  Condividiamo a questo proposito le parole del Senatore D’Alì, vicepresidente dei Senatori del PDL. “Nessuno vuole vendere le spiagge. La proposta del Pdl prevede la vendita di strutture già date in concessione ai privati e che non comprendono il demanio
indisponibile dello Stato. Quindi né le spiagge, né gli arenili, né i
bagnasciuga”. “L’obiettivo – ha aggiunto D’Alì – è quello di permettere ai privati di acquisire definitivamente strutture e terreni già in concessione, in modo da migliorare i servizi e creare maggiori opportunità di lavoro in un settore come il turismo, fondamentale per il nostro Paese. Per il vicepresidente dei Senatori Pdl “pare evidente che le polemiche sollevate dalla
sinistra sono del tutto strumentali e pretestuose”.

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