Balnearia: presentate le dieci Best practice per le attività balneari

10996169_780583605364222_5027171631406880111_n-1

Federica Angeli giornalista di Repubblica con Patrizia Lerda e Laura Castello

Le dieci Best practice per le attività balneari

Donnedamare ha presentato a Balnearia il decalogo dello sviluppo sostenibile. Libertà di accesso, gestione ecosostenibile degli spazi e dell’accoglienza, rispetto degli ecosistemi e formazione degli utenti gli elementi essenziali per lo sviluppo dell’impresa turistico- balneare. 

Carrara, 23 febbraio 2015

Gli operatori del settore balneare sono convinti che uno sviluppo sostenibile sia alla base della crescita turistica, culturale, economica del nostro Paese e che le politiche ambientali e il rispetto degli ecosistemi sia il presupposto per uno sviluppo che contribuisce a creare una parte rilevante del PIL nazionale attraverso il sistema turistico.

Partendo da questi presupposti Donnedamare per l’impresa balneare, l’associazione culturale che raggruppa una parte significativa dell’imprenditoria femminile del settore, ha avviato uno studio per la sostenibilità ambientale in collaborazione con CESAB (centro di ricerche interuniversitario in scienze ambientali e biotecnologie) che crede nella possibilità di “fare sistema” in una sinergia virtuosa fra imprese e mondo accademico.

Da questa collaborazione che parte dalle “buone pratiche” già attuate da molte aziende balneari che hanno collaborato nell’individuazione dei punti qualificanti, è nato un manifesto per lo sviluppo sostenibile della ricettività marina  articolato in dieci punti che sono stati presentati nell’ambito di Balnearia da Patrizia Lerda, imprenditrice del settore.

Il “decalogo di Donnedamare che ha già avuto molte adesioni e che viene promosso attraverso il Blog e la pagina Face Book dell’associazione che conta di allargare le adesioni affinchè ogni operatore possa certificare la qualità delle strutture e le Best practice che attua nella gestione.

Il manifesto prevede come punti qualificanti: Libero accesso al mare, gestione ecostenibile degli spazi, formazione (per migliorare il livello di rispetto del mare), salvaguardia della natura, comunicazione della cultura e dei luoghi, sostenibilità energetica, una filiera verde per vivere in armonia con la natura, limitazione acustica (le onde del mare parlano con la musica), uso delle nuove tecnologie come alleate per uno sviluppo sostenibile.

“ È stato un lavoro lungo e impegnativo ma questo documento testimonia in pieno la nostra idea di turismo ecosostenibile – ha sottolineato Patrizia Lerda, imprenditrice e titolare di uno stabilimento ad Arma di Taggia – ma siamo anche molto soddisfatte perché nella lunga collaborazione e nel confronto con CESAB abbiamo potuto rilevare che molte delle nostre aziende già attuano sistematicamente molte delle buone pratiche definite nel manifesto. Molte delle nostre strutture sono già all’avanguardia soprattutto nella gestione ambientale e nell’attività di formazione e informazione di tutti i nostri ospiti e soprattutto dei bambini sul rispetto del mare e delle spiagge che sono elementi di un ecosistema da tutelare con ogni strumento”. 

Il processo per l’adozione generalizzata dei principi contenuti nel manifesto è ormai avviato e Donnedamare, attraverso il loro Blog e la pagina FB stano raccogliendo adesioni non solo da parte degli operatori del settore balneare ma anche dalle aziende che operano nell’ambito del “sistema mare” per fare si che il contenuto e gli impegni del loro “decalogo” si trasformi in una cultura profonda e consapevole di quanti vivono e lavorano sul mare e con il mare.

 

Share

Leave a Reply

  • (will not be published)

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>