Balnearia: presentazione del libro “Mi piaceva scendere in riva al mare”

Fulvia Manif pres mio libroAbbiamo già parlato dello spettacolo teatrale “La Venditrice d’ombra”, che fu rappresentato la prima volta nel  2007 e tratto dal libro “Mi piaceva scendere in riva al mare” scritto nel 2006, racconta la storia di una famiglia di imprenditori balneari: dalla capostipite, Annunziata Benedetti Canova una viareggina che gestiva il suo stabilimento balneare in Versilia agli inizi del 1900 fino alla sua bisnipote Fulvia Canova Frallicciardi che ne gestisce uno ancora oggi a Gaeta, sulla riviera laziale, e che è l’autrice del libro.

Un libro pieno di episodi legati alle vicende estive e non solo, di aneddoti, di personaggi indimenticabili, che fa riflettere, commuovere, sorridere e ridere.

L’idea di scrivere un testo su questo argomento è nata dall’esigenza di contribuire alla ricerca per la cura della Miastenia. Un ragazzo della sua spiaggia si ammala di questa malattia semi-sconosciuta, viene curato dalla dottoressa Roberta Ricciardi del Centro Ricerca sulla Miastenia di Pisa e si avvia alla guarigione, Fulvia cerca un sistema per ringraziare Iddio e la dottoressa, e decide  di raccogliere dei fondi.

Ma come fare? E allora l’idea: riunire tutti quei ricordi, le foto e i fogli sparsi di appunti scritti negli anni,  legati al mare ed alla sua vita di balneare.

E’ una felice idea perché il libro ha subito successo, ed anche, se proposto solo sulla sua  spiaggia, il primo versamento fatto all’Associazione Italiana Mia Onlus è di ben 8.500,00 euro.

Niente male per una semplice Venditrice d’ombra.

Oggi va in ristampa per due motivi, per contribuire ancora alla ricerca e per dare una ulteriore risposta a tutti coloro che disprezzando il lavoro onesto dei “balneari” che salvaguardano la tradizione del nostro paese, tutelano le nostre coste, rendono sicure le nostre spiagge, creano occupazione, vengono considerati  non imprenditori coraggiosi ma usurpatori di beni.

Ma la cosa più grave è che permettono a paesi stranieri, che di mare, spiagge attività turistica non hanno neanche una parvenza di idea, di dettare legge a noi; aiutati in questo dai politici italiani che si piegano supini all’ ”Europa” danneggiando una enorme categoria di lavoratori che onestamente investe e paga le tasse e produce oltre il 10% del PIL italiani, senza contare tutto il terziario che coinvolge.

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