Baretta: “con l’Europa trattativa difficile, dobbiamo risolvere i problemi interni”

imagesIntanto iniziamo col dire che la nostra associazione Donnedamare è stata esclusa dal convegno.

Fatto gravissimo quello di aver escluso  un’associazione di donne (era presente anche il comitato salvataggio che sindacato non è), e l’invito sembra sia stato inviato anche ai presidenti degli altri sindacati. Associazione che più volte ha ribadito di voler aiutare e collaborare, e non solo… ha anticipato nei suoi convegni importanti sentenze come quella recentissima di del Tar Toscana.

Proprio di questa possibilità, infatti, lo ricordiamo qualora i più se ne fossero dimenticati, ne parlò l’Avv. Nesi in un nostro convegno a Rimini e come dimenticare il magistrale intervento ad Ardea di Righi. Quella stessa Ardea che venne boicottata in ogni modo

http://www.donnedamare.it/ardea-17-febbraio-gli-interventi-degli-avvocati-avv-roberto-righi/

Quali demeriti ha la nostra Associazione? quella di dire la verità? Di riferire parola per parola ai balneari? Perché un’Associazione di Donne è stata esclusa?  Io vorrei che mi si spiegasse il perché.

Io non ho ancora ascoltato l’intervento di Baretta, ma credo che non si discosti così tanto da quello di Ardea dello scorso anno.

Anche perché leggendo il Sito di Confcommercio vedo scritto questo.

“Ci sono due strade davanti: fare vere, serie, intraprendenti battaglie di principio o ricercare le soluzioni politiche di compromesso. Io ho il dovere di cercare queste ultime, anche se non è facile”. Così Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, ha iniziato il suo intervento al convegno organizzato dal Sib, specificando poi – rivolto agli operatori balneari presenti – che “stiamo facendo i conti con tre ritardi che dobbiamo superare: quello del Paese, quello del Governo e quello vostro.

Il primo ha a che fare con il fatto che “l’Italia deve decidere se quello turistico è o meno un settore strategico”, il secondo con il mancato completamento nei tempi prefissati della proposta di legge, l’ultimo con “l’eccessiva frantumazione del mondo della rappresentanza”.

Entrando nello specifico della complessa questione, Baretta ha sottolineato che “sulle concessioni la trattativa con l’Europa non è facile perché il termine del 2015 è definitivo. Il negoziato è comunque in atto e stiamo provando a distinguere tra concessioni esistenti e future, allungando i termini per le prime e stringendoli per le seconde”.

Il sottosegretario ha poi passato in rassegna quelli che ha definito i “problemi interni”, fra tutte l’assenza di un’anagrafe attendibile delle concessioni (“impressionante che lo Stato italiano non la possieda”) e la demarcazione della linea demaniale (“problema ancora irrisolto nel nostro Paese”).

Infine, Baretta ha affermato che “indennizzo e valore commerciale della concessione sono valore fondante dell’approccio che il Governo vuole avere: costruire bandi con criteri che privilegiano la condizione di chi ha investito è molto importante e già presente nella legge”.

Il sottosegretario Baretta ha illustrato i punti principali della riforma delle concessioni balneari, che «sarà presentata entro poche settimane, non appena avremo chiuso la partita con l’Unione europea». Nessuna grande novità rispetto alle bozze di legge circolate nei mesi scorsi: le aste sono ritenute inevitabili, seppure dopo un «lungo periodo transitorio» dall’entità ancora non dichiarata, e nonostante in mattinata si siano susseguiti diversi interventi che hanno sostenuto la necessità di tutelare l’attuale sistema balneare italiano. In ogni caso, sembra che le posizioni del governo si stiano lentamente allineando a quanto chiesto dai sindacati di categoria.

Quindi riassumendo inevitabilità delle aste, periodo transitorio (non meglio specificato) e apertura ad investitori esteri (come scritto da tanti colleghi presenti al convegno).

Spero che d’ora in poi non si facciano le strategie per affondare i colleghi e le colleghe ma si cerchi di portare a casa il risultato, avendo già come dice qualcuno “ingoiato il rospo”

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