Barracciu (video): “fino al 2020 non c’è nessuna proroga”. Bertolotti (SIB Sardegna/Confcommercio Cagliari) non la smentisce

barracciubertolotti

Cliccare sul link 

https://www.youtube.com/watch?v=RFoFIVrRhDs&feature=youtu.be

per ascoltare il video

 



Francesca Barracciu – Sottosegretario min. Beni Culturali e Turismo –  minuto 42.39

Alberto Bertolotti – Pres. SIB Sardegna e di Confcommercio Cagliari – minuto 59.07

Abbiamo incontrato il sottosegretario Barracciu il 13 gennaio scorso. Già allora sulla proroga aveva dichiarato questo: – la proroga è solo nella legislazione italiana e per l’Europa la proroga non esiste. Se dovessimo ottenere il 2020 sarebbe già un risultato di questo governo. Quindi nulla di nuovo in merito alle sue affermazioni.

Vogliamo  però ricordare che già nel 2013 come riportato da 

http://www.comitatobalneariliguria.it/2013/07/18/spiaggia-del-poetto-anomalie-sarde/ Il Poetto, la principale spiaggia di Cagliari, è stata oggetto di una delibera comunale che fissava al 31 dicembre 2015 la durata delle concessioni locali, rinnovate di anno in anno dal 2010. Già nell’articolo si segnalava che  che la Legge 17 dicembre 2012, n. 221(Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) – Allegato, Parte 1, proroga al 31 dicembre 2020 le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo e ci si chiedeva che senso avesse la scadenza del 2015.

Durante il Governo Monti, infatti, la delega al Governo a legiferare sulla materia balneare, inserita tra i provvedimenti attuati dal Parlamento per chiudere la seconda procedura di infrazione, venne lasciata decadere. Si preferì, come sappiamo, prorogare il termine di durata delle attuali concessioni demaniali al 31 dicembre 2020, per mezzo della riformulazione dell’articolo 34-duodecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 1793

Sul sito della camera troviamo scritto così:   l’articolo 34-duodecies del D.L. n. 179/2012, novellando il citato articolo 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009, ha disposto la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali in essere alla data del 30 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del D.L. n. 194/2009) ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015.

Successivamente l’articolo 1, comma 547 della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013) ha esteso le previsioni dell’articolo 1, comma 18, del D.L. n. 194/2009, come sopra modificato, alle concessioni aventi ad oggetto:

  • il demanio marittimo, per concessioni con finalità sportive;
  • il demanio lacuale e fluviale per concessioni con finalità turistico-ricreative e sportive;
  • i beni destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto.

A  queste dichiarazioni segue la smentita da parte della Confesercenti  delle affermazioni del Sottosegretario  e la presa di distanza dal Presidente SIB Sardegna e di Confcommercio Cagliari) .. http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=15002&l=2

Un documento della Commissione europea dimostra come a Bruxelles il decreto milleprorghe sia stato “esaminato con attenzione”

lo riportiamo qui:

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Alla luce dei documenti in nostro possesso, dei contatti col funzionario che ha contribuito alla stesura della Ley de Costas, http://www.donnedamare.it/notizie-dalla-spagna-la-proroga-non-riguarda-solo-le-concessione-compensative-nate-dallesproprio-dell-88-ma-riguarda-anche-le-altre-concessioni-sulla-costa/, di quello che ha pubblicato la collega Emilia Galli e che la proroga è una legge italiana in G.U. e tenuto conto che come sancito dall’attualissima sentenza n. 238/14, quella che sancisce la superiorità del diritto interno sui Trattati UE laddove in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento ed i diritti inviolabili dell’uomo…  alla luce di tutte queste cose difendiamo e difenderemo non solo la proroga ma il nostro lavoro, oltre al 2020.

 

 

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One Response to “Barracciu (video): “fino al 2020 non c’è nessuna proroga”. Bertolotti (SIB Sardegna/Confcommercio Cagliari) non la smentisce”

  1. alfredo

    basterebbe che le 30000 imprese minacciassero la volontà di uscire dall’euro… gli metterebe il peperoncino al culo alla barraciu e i suoi padroni!
    tra l’altro è una soluzione semplicissima. basta decidere di andare a firmare, un giorno concordato, in uno dei tanti banchetti organizzati per la raccolta firme per indire il referendum ‘fuori dall’euro’.
    pensate! un unico giorno in cui 30000 persone (poriezione al ribasso) si recano in un unico banchetto (più visibile e simbolico possibile)… farà un pò di scruscio
    il gesto è puramente provocatorio e determinante a dimostrare che siamo disposti a tutto per far valere i nostri diritti!
    sappiate che la raccolta firme si conclude a giugno 2015, poi si pensa che a fine 2015 si possa votare per il referendum.
    fino a giugno abbiamo potere contrattuale , dopo saremo in balia di questa dittatura finanziaria.
    se entro novembre riusciamo a far valere i nostri diritti potremo scegliere, anche, di non andare a votare per l’uscita dall’euro.
    a presto
    alfredo silvestri

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