Bolkestein. I bagnini romagnoli ci sono ancora… (scandaloso!)

emiliaDa Ale Stg 

Purtroppo sempre da Rimini e dalla Riviera Romagnola arrivano questo tipo di interviste, dove sembra ormai chiaro che in certi casi si sia buttata la spugna o forse dove qualcuno non ha mai combattuto. Si parla già di punti di vantaggio, di prelazioni, di evidenze pubbliche insomma e il rischio multinazionali viene solo accennato e non sembra essere preso sul serio. Credo che a queste persone sia stato fatto un bel lavaggio di testa, dicendogli che sarà possibile vincere le aste o evidenze pubbliche, forse perché dalle loro parti ci sono le cooperative. Nessuna prelazione, nessun tipo di evidenza pubblica sarà a nostro vantaggio, noi abbiamo già perso se le nostre aziende andranno all’asta. Ma prelazione de che? Scusate se non abbiamo i soldi che sono già stati investiti, che tipo di prelazione potremo avere?

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5 Responses to “Bolkestein. I bagnini romagnoli ci sono ancora… (scandaloso!)”

  1. Nevio Salimbeni

    Giusto per spiegare la situazione di questa parte d’Adriatico a chi considera Rimini come tutta la Romagna… Ad esclusione del comune di Rimini – dove la situazione dei bagni è per diverse ragioni più arretrata degli altri comuni romagnoli, per fatti locali – la grande maggioranza dei bagnini, le associazioni e le cooperative di servizio sono in lotta contro la direttiva Bolkestein. Allo sciopero del 3 agosto scorso hanno partecipato il 97% degli stabilimenti balneari dei comuni di Comacchio, Ravenna, Cervia/Milano Marittima, Cesenatico, Bellaria, Riccione, Cattolica, Misano ecc. La lotta contro la Bolkestein è forte anche in Romagna ed anche a Rimini ci sono molte voci fuori dal coro…. beh basta con ‘sta storia dei romagnoli cattivi o delle cooperative d’accordo con le multinazionali eh… così si rompe il fronte e non si guadagna nulla!

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    • donnedamare

      Caro Nevio, so bene che ci sono molti di voi, anzi la maggior parte siete con noi, però è davvero brutto leggere queste cose. Purtroppo atteggiamenti come questi vanno contrastati, anche provocando la reazione di chi come voi è contro le aste. Bruttissimo vedere scritte quelle parole e scandaloso che ci sia ancora qualcuno che la pensi come le persone intervistate. So che c’è Comitato Balneari Romagna, tu, Ezio Filippucci, Sabrina Rossi, Stefania Matteini, Milena Ricci, Gabriele Boldrini, Alessandro Santucci, Nicola Spinabelli e molti altri e che non esiste solo Rimini, ma permettimi di denunciare articoli così…
      Le altre regioni, compresa la Liguria, soffrono del fatto che siano sempre in pochi a muoversi, ma mai nessuno si permette di rilasciare interviste del genere, perché quelli che se ne interessano, sanno bene come sono le cose.

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      • donnedamare

        invece di prendersela con chi denuncia perché non andate da queste persone di cui tra l’altro ci sono anche i nomi e non provate a parlare con loro?

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  2. Riccardo Santoni coordinatore Fiba Confesercenti Emilia Romagna

    Le cose non stanno proprio così, anzi.
    Sono a disposizione quando volete per spiegare, ancora una volta qual è la situazione in Emilia Romagna. È evidente che la condotta di certe sigle sindacali, di una in particolare, mettono in cattiva luce tutto il lavoro che stiamo conducendo ormai da anni sullla questione Bolkestein. Siccome la materia è molto complessa non riesco a sintetizzarla in poco spazio. Sono a disposizione in ogni momento per chiarire tutti gli aspetti, potete contattarmi via mail e sarà mia cura organizzare un incontro. Vi ringrazio per l’attenzione.

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    • donnedamare

      Gent.mo Riccardo, la ringrazio per la risposta, che dimostra quanto l’articolo si riferisca a casi isolati, che purtroppo “rovinano” il lavoro che ognuno di noi fa, dai sindacati, ai comitati spontanei a donnedamare in ultimo. So che alcuni di noi saranno a Rimini sabato prossimo per l’incontro con Pizzolante e la Comi. In quell’occasione ci si potrebbe incontrare. Se non ci sarò io personalmente, magari verranno altri che saranno molto contenti di incontrarla.
      Grazie per la sua risposta
      Bettina Bolla

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