Bolkestein: la via d’uscita è nei contratti di locazione

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Da Antonio Smeragliuolo

Grazie agli studi e all’appassionato lavoro dell’ ufficio tecnico legale, l’ITB ha individuato nei contratti di locazione, cosi’ come espressi dall’ultima Direttiva Concessioni 2014/23/CE, la possibile via di uscita dal regime autorizzatorio che la Direttiva Servizi 2006/123/CE ha inteso così definire il regime concessorio, e, nello specifico, il regime concessorio delle concessioni demaniali marittime italiane.

Ecco, quindi, la via di uscita dal regime autorizzatorio delle concessioni demaniali marittime, come interpretato dal Considerando 39 della Direttiva Servizi 2006/123/CE.

Questo significa, ai sensi del Considerando 15 della Direttiva 2014/23/CE, la possibile esclusione dalla Direttiva Servizi 2006/123/CE e quindi niente aste, nè art 12, in quanto il regime concessorio, a norma del considerando 15 della nuova Direttiva 2014/23/CE, va visto come contratto di locazione e non soggetto ad autorizzazione.

In particolare, andando a consultare direttamente sul sito della Camera i nuovi terminihttp://www.camera.it/leg17/465?area=23&tema=559&Pacchetto+direttive+UE+appalti+pubblici, se ne deduce che: “Il Considerando citato dovrebbe quindi sancire l’esclusione dal campo di applicazione della direttiva delle concessioni aventi ad oggetto la gestione e lo sfruttamento economico di beni demaniali come ad esempio le spiagge (cosiddette c. balneari) e gli aerodromi.” Da ultimo, infine, si ricorda che, ai sensi del Considerando 15 della Direttiva, “taluni accordi aventi per oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico, in regime di diritto privato o pubblico, – quali terreni o qualsiasi proprietà pubblica, in particolare nel settore dei porti marittimi o interni o degli aeroporti, mediante i quali lo Stato oppure l’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore fissa unicamente le condizioni generali d’uso senza acquisire lavori o servizi specifici – non dovrebbero configurarsi come concessioni ai sensi della presente direttiva.

Ciò vale di norma per i contratti di locazione di beni o terreni di natura pubblica che generalmente contengono i termini che regolano la presa di possesso da parte del conduttore, la destinazione d’uso del bene immobile, gli obblighi del locatore e del conduttore per quanto riguarda la manutenzione del bene immobile, la durata della locazione e la restituzione del possesso del bene immobile al locatore,nonché il canone e le spese accessorie a carico del conduttore.

Si potrebbe quindi evincere, grazie ai nostri grandi Giuristi italiani, che le attuali concessioni demaniali marittime italiane, siano da considerare come contratti di locazione di una risorsa naturale: il terreno stesso.

A norma, quindi, del Considerando 15 dell’ultima Direttiva Concessioni 2014/23/CE, la definizione del regime concessorio, andrebbe ad opporsi in ordine di interpretazione e di tempo di emanazione, alla definizione del regime concessorio espressa dal Considerando 39 della Direttiva Servizi 2006/123/CE.

La Direttiva Concessioni 2014/23/CE si oppone con il Considerando 15, al Considerando 39 della Direttiva Servizi 2006/123/CE che definiva le Concessioni, Autorizzazioni: infatti, a pagina 2 e 3 del Documento Ufficiale ITB ITALIA ” ROMA ” era stato analizzato a suo tempo, l’attuale Considerando 15 della Direttiva 2014/23/CE, che nella ” Proposta di Direttiva ” era indicato come Considerando 6. Il tutto si può controllare presso http://www.itbitalia.it/wp-content/uploads/2013/07/DALLA-RACCOLTA-ROMA-ITB-ITALIA-DEFINITIVO-FINALE.-modifica-27-Giugno-2013.pdf

A questo punto la domanda è: cosa faranno le nostre istituzioni – italiane ed europee – di fronte a questa possibilità che viene offerta all’intero comparto del turismo balneare? Qualcosa si muoverà? Ben 30.000 imprese e 400.000 lavoratori stagionali aspettano una risposta…

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