Bonelli pronto ad incatenarsi? Le Donnedamare anche!

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Legge stabilita’: Bonelli, vendita spiagge? Pronti a incatenarci

08 Novembre 2013 – 20:43

(ASCA) – Roma, 8 nov – ”L’idea del Pdl di vendere le spiagge e’ semplicemente un delitto contro gli italiani che verrebbero derubati di un bene comune che appartiene a tutti”. Lo dichiara il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ”Per fermare quest’indecenza, che non esiste in nessun paese europeo siamo pronti ad incatenarci al Parlamento”. ”In Italia – continua il leader ecologista – le spiagge italiane sono gia’ le piu’ cementificate d’Europa, gli accessi al mare sono consentiti solo attraverso il pagamento di un pedaggio violando la legge, i lungomari isi sono trasformati in un lungomuro di cemento che impedisce la visuale e l’accesso al mare. Ma non basta perche’ ora, per fare un piacere alle lobby vogliono addirittura venderele a chi le ha cementificate nella noncuranza delle istituzioni”. ”E’ uno scandalo e lo e’ ancor di piu’ se si pensa che questi gestori privati delle spiagge pagano un canone di concessione demaniale irrisorio 1 euro e 10 centesimi a metro quadro. Significa che uno stabilimento di 10 mila metri quadri paga un canone di 900 euro al mese mentre incassa milioni di euro. Ora il governo fa questo ulteriore regalo o meglio avvia la svendita delle spiagge che e’ un pugno allo stomaco di tutti gli italiani e delle future generazioni. Questo e’ un atto indecente che va assolutamente fermato e noi Verdi siamo pronti alle ‘barricate’ democratiche”, conclude Bonelli. com-ceg

È necessario fare chiarezza su un punto fondamentale: nessuno ha parlato di vendere le spiagge, che continueranno a essere demanio dello Stato, bensì la proposta contenuta nell’emendamento PDL è quella di acquisire soltanto le aree sulle quali, con importanti investimenti, sono state costruite regolarmente le strutture balneari che nel corso degli anni hanno consolidato il sistema turistico delle comunità costiere del nostro Paese. 
E noi rispondiamo a lui che le Donnedamare sono pronte ad incatenarsi a loro volta per difendere il diritto che hanno i balneari di trovare una soluzione che come detto sopra non è certo acquistare le spiagge, ma le aree dove insistono le strutture.
Donnedamare non accetterà queste forme di strumentalizzazione che mirano a dare una visione distorta di quella che è la realtà che inganna in primo luogo il cittadino e che limita a 30 mila famiglie la possibilità di avere una soluzione condivisa. 

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