Bordo (PD) vuole superare l’attuale situazione di incertezza con criteri certi e rigorosi per l’attribuzione delle concessioni (ASTE)

Pubblichiamo una conversazione dell’on.le Bordo (PD), presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea in merito alle concessioni balneari avuta con Emilia Galli, che ringraziamo per la segnalazione.
Non si discosta dal precedente comunicato da noi riportato, ma fa purtroppo vedere che il governo va nella direzione delle aste.
Riportiamo nella foto la composizione della Commissione Politiche dell’Unione Europea.

Quello delle concessioni balneari, da buon pugliese, è un tema che mi sta molto a cuore e che ho affrontato, proprio pochi giorni fa, anche con il Commissario europeo per il Mercato Interno e i Servizi Michel Barnier che si è detto disponibile a valutare soluzioni che interpretino in modo flessibile la normativa europea in materia.
Purtroppo, in questi anni, si è spesso preferito rinviare il problema piuttosto che affrontarlo, contando sulle proroghe della Commissione Ue. Già nel 2009 la Commissione aveva avviato una procedura di infrazione contestando le norme nazionali e regionali che prevedevano preferenze in favore del concessionario uscente e il rinnovo automatico, di sei anni in sei anni, per le concessioni in scadenza. La procedura è stata risolta sopprimendo tali previsioni e stabilendo una proroga, fino al 31 dicembre 2020, per le concessioni demaniali in essere alla data del 30 dicembre 2009 e in scadenza entro il 31 dicembre 2015.
Ora occorre sedersi a un tavolo per riavviare la discussione, anche in vista del rinnovo della Commissione europea, nel prossimo autunno. L’obiettivo è definire un nuovo quadro legislativo che, pur rispettando la direttiva servizi dell’Unione Europea, riconosca le specificità delle imprese italiane e dei loro investimenti, eliminando l’attuale situazione di incertezza e precarietà. Credo che si possa lavorare in questa direzione definendo criteri certi e rigorosi per l’attribuzione delle concessioni che, pur prevedendo limiti di durata minimi e massimi, come chiesto dalla Commissione, valorizzino comunque capacità tecnica e professionalità acquisita. Si potrebbe inoltre prevedere un numero massimo di concessioni attribuibili allo stesso soggetto, al fine di evitare la concentrazione nelle mani di grandi multinazionali, e riconoscere un indennizzo, a carico del concessionario subentrante, in favore di quello uscente. Proposte concrete in tal senso sono state già avanzate dall’Anci. Mi adopererò perché la Camera riprenda tempestivamente la discussione su questo problema. Già domani presso la Commissione Politiche dell’Unione Europea che presiedo, avremo in audizione i rappresentanti di Federturismo e Uirnet nell’ambito dell’esame della Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sulla Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo.

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