BUON NATALE DALLE DONNEDAMARE

Con la speranza che sia l’ultimo Natale per le 30 mila famiglie balneari italiane passato col pensiero per il proprio futuro. Molti di noi (alcuni lo sapevano prima) non hanno certezza di impresa dal 1 dicembre 2009, quindi quest’anno sono ben 5 i Natali passati con l’angoscia nel cuore, che deriva dal non sapere cosa ci aspetterà, soprattutto per noi donne, che abbiamo in questo lavoro l’unico mezzo per poter lavorare ed essere imprenditrici, soprattutto in regioni unicamente a vocazione turistica come la mia, la Liguria.

Sono 5 Natali che vediamo calpestare i diritti e i principi primari: il diritto al lavoro (già noi il lavoro ce lo siamo comprati), il diritto alla libera impresa, il diritto di proprietà, il principio del legittimo affidamento ed infine il principio della certezza del diritto.

Le nostre imprese sono aziende sane ed un’azienda sana non può avere termine è per questo che il legislatore aveva introdotto il rinnovo automatico (che ci è stato tolto), noi siamo stati riconosciuti impresa e come tali abbiamo avuto accesso al credito, ci siamo indebitati, innovando,  offrendo e migliorando un prodotto il sistema balneare italiano che è un unicum in Europa e, che in nome di una politica non basata sulle persone, ma sull’economia ci vuole togliere e vendere alle multinazionali, ai grandi gruppi, distruggendo il lavoro di generazioni di balneari che hanno creduto, voluto e fatto di quel pezzetto di spiaggia, dato loro in concessione dallo Stato, con regole stabilite dai comuni dei diversi schieramenti politici, la propria vita, il proprio lavoro, la propria eredità. Un pezzo di sabbia che è divenuto la nostra vita e sul quale noi giovani generazioni di balneari abbiamo deciso di contare, facendo anche scelte di vita importanti, lasciando lavori sicuri perché quella era la tua vita, perché quella era la vita della tua famiglia.

Mi rivolgo a chi ci governa e chiedo ancora una volta di considerare l’emergenza sociale che si creerà, che si sta già creando. Abbiamo assistito ad un rinvio a maggio, dopo mille promesse di aiuto e di soluzione, ma la vita non si rinvia, noi non possiamo più rimanere in apnea, in banca non danno mutui in base ai rinvii del problema, ma gli istituti di credito, come noi del resto, hanno bisogno di certezze, noi stiamo morendo ogni giorno di più e con i più giovani sta morendo anche la speranza in un futuro migliore e l’attaccamento ad un paese meraviglioso fatto di peculiarità, di prodotti tipici, di piccole micro-imprese, il cuore pulsante e vitale della società e di 30 mila imprese balneari ITALIANE, che voi avete il diritto e il dovere di aiutare. Quello che vi chiediamo può essere riassunto in un unico concetto: la difesa della sovranità. La Spagna con la Ley de Costas lo ha già fatto e sta uscendo dalla recessione proprio grazie alle politiche sul turismo, le stesse che hanno avuto un plauso dall’Unione Europea con il comunicato di Viviane Reding.

Una mamma Balneare

 
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