Caterina Castagna

44312_107078482682231_7095192_nCaterina Castagna non è una balneare, ma lavora a fianco di noi balneari e la sua azienda, la Skincom era una delle 100 Aziende che fanno parte di AFIB (Associazione Fornitori Italiani Balneari), altamente specializzate in produzioni di attrezzatura professionale e arredo d’esterno per il Turismo Balneare e all’Aria Aperta. Tra i diversi primati tecnologici di queste Aziende di nicchia emerge il processo anodico dell’alluminio, il tessuto acrilico e molte altre specificità italiane. La creatività di queste Imprese è ancora in essere, generando prodotti e servizi altamente specializzati nel Turismo. Pur tuttavia la recente “dubbia” interpretazione della Direttiva Europea Bolkestein ha sconvolto gli orizzonti dell’Impresa Mare Italiana, con pesanti ripercussioni sull’indotto e sulle Aziende stesse fornitrici, che iniziano a perdere consistenti quote di mercato ed a chiudere, lasciando campo aperto alla “badquality” cinese. Per tale motivo l’AFIB ha da sempre dato il suo totale appoggio a tutti i Balneari Italiani, ponendosi come missione condivisa dalla categoria la salvaguardia del Turismo Balneare e la più corretta interpretazione delle Direttive Europee da parte del Governo Italiano.

Ecco la sua storia che sarà pubblicata sul libro di donnedamare, che conterrà anche una denuncia per ciò che concerne il grave stato di crisi in cui versano tutte le aziende dell’indotto, molte delle quali gestite da Amici con la A maiuscola.

Sono Caterina Castagna imprenditrice e socia della Skincom, negli ultimi anni mi sono dedicata allo sviluppo di un particolare ed innovativo ombrellone professionale (Solartent Professional) progettato completamente in Italia. Dopo un primo difficoltoso ma soddisfacente successo iniziale, fatto di tanti incontri con la categoria e di girare l’Italia in lungo e largo, siamo entrati in crisi dovuta al fatto che il Balneari hanno bloccato gli acquisti per via della mancanza di certezza sul loro futuro di concessionari. Abbiamo via via ridotto il personale, spostato l’ufficio a casa, chiuso il magazzino, finchè la nostra consociata Svizzera ci ha venduto ad una importante società di Lussemburgo. Questa prima ci ha lasciato l’esclusiva per l’Italia ed ora ci ha tolto il contratto, facendoci perdere tutto: impresa e prodotto. Mi spiace perché il settore di arredo professionale per le strutture turistico-balneare è davvero interessante e vitale, se solo non fosse intervenuta l’Europa a minarlo. Ma eguale responsabilità ce l’ha il Governo Italiano che non ha mai fatto nulla di concreto. Eravamo in circa 11 persone a lavorarci. Il prodotto è ancora richiesto, anche se il blocco è davvero pesante. Tutti i Fornitori Italiani dei Balneari (AFIB) sono a forte rischio, stanno mettendo in cassa integrazione gli operai e sanno che se la questione non si sblocca arriveranno i fallimenti e le chiusure. Un altro pezzo di Made in Italy che se ne và…e noi con lui.

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