CNA: dossier sui danni del maltempo per gli stabilimenti balneari

Unknown-1Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneatori
Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media ImpresaSulla problematica del maltempo che ha imperversato durante i mesi di giugno e luglio, in lungo e in largo sulle coste della nostra penisola, incidendo negativamente sul buon andamento dell’economia turistica balneare, vi rimettiamo la seguente scheda analitica i cui dati, da completare al termine della stagione, utilizzeremo nel corso dei confronti con gli enti (Agenzia delle Entrate, So.Se., Comuni, ecc…) per una più puntuale definizione degli strumenti presuntivi (Tari, Studi di settore, ecc…) ai fini impositivi, tributari e fiscali, per valutare l’effettiva attività degli stabilimenti balneari (fortemente segnata dai mancati incassi) e nell’intento di segnalare un problema reale, che sta creando ingenti disagi economici e finanziari ad un’intera categoria.

Maltempo giugno e luglio 2014.

Crisi nelle spiagge e mancati guadagni degli stabilimenti balneari: un danno al PIL nazionale (drastico calo degli investimenti e dell’occupazione)

  •   Più del 50% delle imprese turistiche è situato sulle nostre coste
  •   Il turismo costiero rappresenta un fattore di crescita indispensabile per il buon andamento

    dell’economia del nostro Paese

  •   Il maltempo, con temporali, pioggia e vento forte, ha imperversato in lungo e in largo su tutte le

    località turistiche delle nostre coste

  •   A giugno: sono stati registrati 5 WEEK END di cui 4 colpiti dal maltempo (vento, pioggia e

    temporali) o da avverse condizioni meteo (tra cui anche il ponte del 2 giugno, che non è stato dei

    migliori)

  •   Luglio: sono stati registrati 4 WEEK END di cui 3 colpiti dal maltempo (idem come sopra)
  •   La situazione delle giornate infrasettimanali non è stata assolutamente delle migliori: anzi, oltre al

    prolungamento del maltempo iniziato durante il fine settimana, si è registrato un abbassamento delle

    temperature

  •   Nel corso dei due mesi estivi, tra cui luglio – notoriamente il mese che costituisce il perno centrale per

    il buon andamento turistico – si è consolidata una situazione meteo più prossima a quella riscontrabile

    nel basso autunno, provocando ingenti danni economico e finanziari ai gestori di stabilimenti balneari

  •   Tra le strutture degli stabilimenti balneari associati contiamo: meno 45% delle presenze in spiaggia

    nei 600 comuni costieri italiani, costituenti la Consulta delle città di mare

  •   E’ quindi possibile ipotizzare realisticamente un mancato guadagno, che si aggira intorno ai 450

    milioni di euro non incassati dalle circa 30.000 imprese balneari italiane

  •   Il calo dei guadagni più consistente si è registrato nei bar annessi agli stabilimenti balneari, dove – in

    moltissimi casi – durante le giornate di pioggia, non si è battuto neanche uno scontrino, per mancanza quasi totale di turisti

Ai Componenti il Consiglio Nazionale Ai Responsabili Regionali e Territoriali

e p.c.

Ai concessionari demaniali marittimi associati C.N.A. Balneatori

Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa

  •   E’ quasi certo che il calo dei guadagni comporterà un decisa diminuzione delle entrate tributarie per quanto attiene le imposte dirette ( Iva, Irpef, Irpeg…)
  •   Gli investimenti di natura strutturale (riqualificazioni, ristrutturazioni, ecc…) sono fermi già da tempo, per l’incertezza che grava sul futuro delle attuali 30.000 imprese balneari e per via del mancato rinnovo delle concessioni segnato dal recepimento della Direttiva europea sui servizi senza esclusione di un sistema turistico – quale è quello balneare italiano – unico in tutto il panorama continentale e da una proroga al 2020 troppo esigua per programmare qualsiasi razionale piano di ammortamento
  •   Gli investimenti di natura ordinaria e congiunturale – stimabili in media tra i 10.000 e i 15.000 euro per ognuna delle 30.000 imprese balneari – si sono bloccati a causa dei mancati incassi dovuti dal maltempo estivo 2014
  •   Stesso discorso vale per l’occupazione del settore – che finora ha contato ben 300.000 addetti – la quale ha visto, in questa stagione, una recessione stimabile in una riduzione di almeno 45.000 unità lavorative
  •   Ricordiamo che quella degli stabilimenti è una categoria dove – giornalieri a parte – i turisti stagionali, mensili, quindicinali e settimanali, superano di gran lunga la presenza media di 2/4 giorni, che oramai caratterizza la permanenza sulle nostre coste dei turisti ospitati in altre strutture ricettive e pararicettive
  •   Più del 70% dei clienti degli stabilimenti balneari è costituita da interi nuclei familiari, il che fa del turismo balneare l’ossatura socio economica insostituibile del turismo costiero nazionale, volano fondamentale per l’intero settore ricettivo (alberghi, villaggi turistici, campeggi, ecc…)
  •   Solo l’offerta diversificata di servizi di spiaggia (ombrellone condiviso, pacchetti dei servizi connessi alla balneazione, tariffe stabili, …), la qualità dei ristorantini tipici degli stabilimenti balneari, l’attento contenimento dei prezzi, hanno premesso di scongiurare una perdita economica maggiore.

    Proposte e RICHIESTE SINDACALI di Cna Balneatori Studi di settore

    Al So.Se. la società di studi per la revisione degli studi di settore partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia:
    inserimento nel nuovo studio di settore per gli stabilimenti balneari – riferito al 2104 e costituente revisione del precedente denominato WG60U – di un nuovo rigo: “giornate di maltempo”, dato che ogni singolo balneare contribuente può acquisire da fonti ufficiali (ad es. Bollettini meteo regionali, ecc…), in modo da garantire una sempre maggiore corrispondenza tra l’importante strumento presuntivo in questione e l’effettiva attività degli stabilimenti balneari.

    Finora, durante gli incontri avuti con i tecnici So.Se prima dell’estate, si è parlato, in via di ipotesi, di indicazioni atmosferiche riferite a un periodo pluriennale, ma l’esperienza del disastroso andamento climatico 2014 impone una segnalazione puntuale, riferita all’anno, indispensabile per valutare correttamente un problema quanto mai reale e preoccupante, che sta creando gravissimi danni economici e finanziari all’intera categoria.

    Tari ( Tassa sui rifiuti )

    All’A.N.C.I. (Associazione nazionale comuni d’Italia):
    Modifica della natura della tariffa da tributaria a corrispettiva secondo quanto stabilito
    all’art.1, comma 668 della legge 27 dicembre 2013, n.147 (Disposizioni per la formazione del bilanci annuale e pluriennale dello stato Legge di Stabilità) con applicazione della tassa ai soli giorni di produzione dei rifiuti e quindi – tramite un sistema di misurazione puntuale della quantità dei rifiuti conferiti – con esclusione del pagamento nei giorni in cui si siano verificate giornate di maltempo, con manifesta assenza di bagnati nelle spiagge e sotto gli ombrelloni.

     

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