Cna lancia il ricorso europeo per tutelare le imprese balneari

file_1403_thumbL’incarico legale, affidato agli avvocati Righi e Nesi, servirà a informare la commissione UE per una corretta decisione in merito alla sentenza del Tar Lombardia. Lo scorso venerdì, nel corso di due incontri distinti, il direttivo nazionale di Cna Balneatori, coordinato da Cristiano Tomei, che nell’occasione si è avvalso del supporto tecnico dell’avvocato Ettore Nesi di Firenze, concretizzando il lavoro svolto nel corso delle ultime settimane, preso atto: a) della sentenza 26 settembre 2014, n. 2401, con la quale, facendo riferimento a questioni inerenti il demanio lacuale, il Tar Lombardia ha chiesto alla Corte di Giustizia UE un parere pregiudiziale in merito alla proroga al 2020 stabilita dal Dl 179/2012 (articolo 34-duodecies) (vedi notizia); b) della posizione negativa espressa dal Governo Renzi, dal PD e da buona parte della classe politica italiana, in merito a una nuova regolamentazione del demanio marittimo che risulti favorevole agli attuali concessionari e della conseguente mancanza di una qualsiasi prospettiva in ambito politico nazionale; ha deliberato di dare corso a due specifiche azioni: Produrre, in tempi strettissimi, nell’ambito del procedimento aperto presso la Corte di Giustizia europea, un intervento in opposizione alla tesi del Tar Lombardia (atto di resistenza giuridica), iniziativa che pone in forse la proroga al 2020 di tutte le concessioni demaniali, comprese quelle turistico-ricreative del demanio marittimo. Considerando la valenza della sentenza della Corte di Giustizia, è indispensabile che i giudici europei, prima di esprimere un giudizio, conoscano su iniziativa di parte le ragioni del comparto balneare marittimo italiano e ogni possibile obiezione. È indispensabile correre ai ripari nei confronti dell’iniziativa del Tar, in quanto la eventuale procedura di infrazione che potrebbe scaturire da una sentenza negativa della Corte di Giustizia deriverebbe proprio da una mancata cooperazione giuridica. Elaborare un libro bianco, inerente la questione balneare italiana in ogni suo possibile risvolto; monografia da gestire in ambito europeo (Parlamento, Commissione, uffici), con la collaborazione degli europarlamentari italiani. L’attuale interpretazione negativa della normativa europea, alla luce di un ormai consistente numero di elementi (sentenze, direttive e decisioni della stessa Comunità europea), non sembra essere inattaccabile. Esistono quindi fondate probabilità di successo e, in ogni caso, allo stato dei fatti, il rischio di buon fine dell’iniziativa e quello di suo fallimento sono sostanzialmente equilibrati, mentre è chiaro che perseguire ostinatamente la via politica nazionale è pura utopia. L’incarico Cna Balneatori è stato affidato agli avvocati Roberto Righi ed Ettore Nesi per la loro qualificazione specifica, che tutti i balneari attenti d informati conoscono. Parliamo della loro conoscenza approfondita delle problematiche balneari. Parliamo della monografia “Il demanio marittimo tra Stato e autonomie locali”, di cui sono coautori. Parliamo della causa da loro patrocinata che ha portato alla sentenza del Consiglio di Stato sez. VI – n. 3348, del 26 maggio 2010 – dalla quale risulta che l’art. 49 del Codice della Navigazione non prevede l’acquisizione del bene se non allo spirare della concessione, laddove il concessionario lo abbia edificato sul suolo demaniale in base a regolare permesso di costruire e la concessione sia stata rinnovata più volte con istanza e con pagamento del canone. Cna Balneatori curerà e realizzerà le iniziative che il suo direttivo ha deliberato il 24 ottobre. Precisa Cristiano Tomei: «A Rimini i sindacati hanno deciso lo stato di agitazione della categoria nei confronti di un esecutivo che non li ascolta e non intende confrontarsi con loro. La manifestazione democratica sindacale, ancora da decidere, dovrà essere uno dei momenti per far capire le nostre ragioni. Analogamente, con il ricorso europeo, allo stato dei fatti inevitabile, tenteremo di far breccia per aprire un vero confronto su istanze incontestabili. Questo progetto può e deve diventare unitario senza primogeniture, perché qualunque iniziativa concretizzi un vantaggio per le imprese balneari costituisce un patrimonio a disposizione di tutti».  Fonte: MondoBalneare.com

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