Concessioni spiagge, ricorsi in vista

Fonte http://www.romagnanoi.it/news/home/1187009/Concessioni-spiagge–ricorsi-in-vista.html
RAVENNA – La liberalizzazione delle concessioni balneari, voluta dall’Europa, potrebbe rivelarsi un business per consulenti e professionisti. Per non incorrere nelle sanzioni previste in caso di mancato rispetto della direttiva servizi Bolkestein, l’Italia dovrà rinnovare entro il 2014 circa 25 mila concessioni – poi prorogate al 31 dicembre 2020 dalla legge 221 del 17 dicembre 2012 – a 12 mila stabilimenti balneari. Se per gli operatori balneari si tratta di uno scenario da incubo, per i professionisti si apre una nuova area di attività lavorativa da non trascurare. Lo riporta “Italia Oggi”, che ha sentito diversi professionisti interessati già oggi e in prospettiva. È il caso dell’avvocato Nunzio Bevilacqua, direttore della rivista giuridica “Notarilia”, che al quotidiano economico dice: “Sarebbe auspicabile da parte dei nostri rappresentanti” al governo “una maggiore attenzione alla fase genetica delle normative europee, poiché è in quella sede che è possibile sollevare istanze e proporre interventi, adattivi prima ed eventualmente correttivi dopo, rispetto alle nostre peculiarità territoriali”.

E le proroghe, tornate d’attualità lo scorso autunno con la legge 221, secondo Bevilacqua sono “necessarie in un momento emergenziale come quello attuale per non far morire un comparto turistico in piena sofferenza” ma “dovrebbero essere utilizzate responsabilmente per una definitiva riorganizzazione del settore”. Chi ritiene che gli operatori uscenti siano poco tutelati è Guido Barzazi dello studio legale Borgna di Trieste, il quale ritiene che il decreto presentato dal governo “ha come suo maggior limite quello di non considerare adeguatamente la posizione del concessionario uscente che viene tutelato solo da un indennizzo a carico del subentrante e da una valutazione della sua professionalità in fase di aggiudicazione”. Bruno Barel dello studio Barel & Malvestio è sicuro che il decreto porterà nuovi investimenti. “La necessità di assicurarsi una più lunga durata della concessione e di avere maggiori chances in gara porterà all’incremento degli investimenti ed all’ammodernamento delle strutture, a tutto vantaggio della qualità dell’offerta turistica e anche della manutenzione dei beni demaniali”.

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