Consulta delle Città di Mare: la Proroga

aLa Proroga

Sulla proroga la Consulta indirizzerà alle Regioni costiere, che non ancora vi hanno provveduto, una richiesta affinchè trasmettano le indicazioni ai rispettivi Comuni rivieraschi circa la procedura da seguire per estendere la durata degli attuali titoli concessori fino al 31/12/2020 così come stabilito dal decreto sviluppo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e in modo tale da rendere tale iter omogeneo e contestuale su tutto il territorio nazionale.

Nel dettaglio

La preoccupazione emersa e che ha visto tutti d’accordo è l’esigenza  di linearità di comportamento affinchè ci sia una risposta univoca.  Nell’immediato occorre dare certezza almeno alle procedure da seguire, per questo, l’ANCI, sentite anche la Liguria (delegata al demanio) e Abruzzo (delegata al turismo), chiederà un chiarimento in merito alla proroga delle concessioni con finalità turistico ricreative, chela legge di conversione del Decreto Legge n° 179 (decreto sviluppo) ha spostato al 31/12/2020.

 

Cristiano Tomei (CNA)

 In merito alla proroga dice che investimenti ed occupazione sono fattori che devono essere presi in considerazione e per questo motivo vuole chiedere alle regioni che restano di comunicare ai comuni di procedere all’ufficializzazione della stessa.

Parla anche di autocertificazioni da dare ai comuni per semplificare e sveltire la situazione.

L’ANCI è quindi chiamata, togliendola anche dall’imbarazzo, a non fare comunicazione ai singoli comuni ma alle regioni stesse.

La partita si deve aprire in UE anche perché quest’anno scadrà la legislatura europea e per questo cercherà di dare risposte, quindi ci sarà modo di riaprire un dialogo con la Commissione mercato interno sulla direttiva servizi, ma ci deve essere compattezza tra camere e governo per aprire un dialogo finora avuto per mezzo di tentativi non ufficiali.

L’unico momento di dialogo è stato il 18 giugno quando si sono incontrati i due tecnici, mai però i sindacati hanno incontrato Barnier.

 

La proroga è legge, c’è certezza del diritto italiano e a Bruxelles si deve chiedere la corretta applicazione direttiva servizi, interpretata secondo le peculiarità del sistema balneare italiano Non può essere che due funzianri diano un parere poichè non rappresentano nè la parte politica nè quella sanzionatoria.

Manca quindi, secondo Tomei, un’interlocuzione politica ufficiale da parte dell’italia, che è fatta istituzionalmente da noi, sindacati, associazioni, comuni, regione e anche dal governo

 

Riccardo Padovano (SIB)

In italia dobbiamo cooperare insieme… alla fine, se la proroga non sarà accettata dall’Europa si aprirà contenzioso che vedrà dalla stesa parte comuni, regioni e 30 mila aziende

Inoltre chiede all’Anci di attivarsi presso il governo per inserire tramite decreto le concessioni demaniale non turistico-ricreative, che entro pochi mesi andranno all’asta

 

Assobalneari Italia Federturismo Confindustria : Avv. Ottavio Di Stanislao 

In rappresentanza di Fabrizio Licordari, presidente Nazionale Assobalneari Italia Federturismo Confindustria l’Avv. Ottavio Di Stanislao ha messo in risalto il disagio per le imprese italiane in generale e di quelle del settore balneare in particolare di fronte ad un clima culturalmente non favorevole al mondo produttivo, ad una burocrazia asfissiante, ad una stretta creditizia che si accompagna al crollo della domanda sui mercati.  

Nello specifico ha evidenziato come la norma di legge che proroga di diritto le concessioni al 2020 è norma precettiva di immediata applicazione, operando una proroga delle concessioni “ipso iure”.

Una attività di “supplenza” della pubblica amministrazione può essere utile nella misura in cui “certifica” detta proroga nei confronti dei terzi, tutti coloro che sono estranei al rapporto concessorio (es. le banche, ecc.). A tal fine un semplice timbro recante la disposizione di legge con la data di differimento sarebbe più che sufficiente.

 

Antonio Smeragliuolo  delegato ITB Regione Toscana

Per quanto riguarda l’ufficializzazione della proroga, essendo legge nazionale e uscita in Gazzetta Ufficiale e deve essere per tutti gli effetti recepita da parte di tutte le regioni italiane, salvo un’eventuale modifica nel tempo dovuta ad un intervento dell’Europa.

 Angelo Siclari, presidente ACO Liguria

Angelo Siclari, presidente ACO ha detto che ha provveduto a fare una lettera alla regione, motivandola con la ripresa degli investimenti.

Centinaia di piccole imprese che vivono di manuntenzione devono poter avere accesso ai finanziamenti.

« il privato deve fare parte integrante del processo produttivo e mettersi a disposizione del pubblico, e quest’ultimo a sua volta si deve rendere conto dell’utilità del privato»

Anci Abruzzo

Tutte le regioni dovrebbero fare indicazioni omogenee e proprio perchè omogenee piu facilmente difendibili

 

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