Corte dei Conti: il documento fa chiarezza

corte-dei-conti Da ITB Italia

A pagina 24 del documento, consultabile cliccando sull’immagine a fianco, in cui la Corte dei Conti si esprime su molti argomenti ritenuti cruciali per la crescita del paese, c’è scritto questo:

Idem per il successivo articolo 34-

duodecies, che, nel prorogare per cinque anni le concessioni per finalità turisticobalneari,

è stato vistato negativamente dalla relazione tecnica anzitutto in quanto

un’eccessiva estensione temporale di tali concessioni potrebbe essere di nuovo

oggetto di procedura d’infrazione, con relativi costi, e in secondo luogo si

potrebbero verificare minori entrate in conseguenza del differimento

dell’adeguamento al valore di mercato dei canoni concessori: al riguardo, si può

rilevare che non è stata fornita la dimostrazione dell’assunto circa il fatto che i

saldi di finanza pubblica siano stati costruiti scontando le maggiori entrate che

verrebbero meno.

Tale considerazione, che è parere tra l’altro non vincolante, è stata ripresa come dato di fatto dalla stampa nell’articolo del Tirreno del post precedente http://www.donnedamare.it/la-corte-dei-conti-boccia-la-proroga-al-2020/, provocando molta confusione e paura motivata in tutti noi. 

Riportiamo da www.comitatobalneariliguria.it le parole di Cristiano Tomei, Presidente Nazionale CNA a commento dell’accaduto e per tranquillizzare le persone che oggi mi hanno telefonato preoccupate per avere informazioni.

“Si tratta di aspetti già emersi in fase referente della Commissione 5° bilancio del Senato, il cui parere semplice e non vincolante ha consentito al Parlamento di approvare la proroga per le concessioni demaniali marittime fino al 2020. La salvaguardia degli investimenti in corso e il rilancio degli stessi, insieme alla tutela dell’attuale imprenditoria balneare, sono state le motivazioni alla base dell’art.34 duodecies del Decreto Sviluppo.
Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: la proroga è legge dello Stato, promulgata dal Parlamento e sancita con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La proroga, pur se obiettivo parziale, è fondamentale per dare un minimo di certezza all’imprenditoria turistico balneare che, in regime di normalità, fa registrare – in media – un valore aggiunto pari a oltre 800 milioni di euro, con un’incidenza superiore al 3% sul totale dell’economia, impiegando circa 300 mila addetti. Ossigeno puro per il bilancio nazionale, che ne ha particolarmente bisogno in questo difficile contesto economico.
Adesso l’unica cosa da chiarire è la posizione dell’Italia in Europa. Chiediamo al nuovo Governo di riaprire a Bruxelles la questione balneare italiana e di risolverla in senso favorevole alla attuale imprenditoria.”

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