Cronaca di disastri annunciati: Come facciamo a rimetterci in piedi senza la certezza del diritto?

Di Bettina Bolla

Da est a ovest la regione Liguria è martoriata, alluvioni, mareggiate e spiagge devastate.

Il pericolo dell’erosione costiera è per le spiagge della Liguria un pericolo assai più grave della stessa Bolkestein, i due problemi sommati, riprendere a lavorare e rimettere tutto in sesto senza la certezza del diritto non solo stanno distruggendo un settore che in Liguria raggruppa più di 1300 concessionari, ma limita la nostra attrattività turistica. La tassa sull’imposta regionale del 25% sul canone, che sarebbe servita come tassa di scopo per fronteggiare problemi di erosione come questi, viene data ai teatri e le nostre imprese turistiche, che essendo imprese producono ricchezza e danno lavoro, lasciate a morire in questo stato.

Ricordiamo anche che c’è stata la BOCCIATURA da parte della Corte costituzionale sulla legge del Consiglio regionale della Liguria che disciplina il demanio a causa della norma che prevede il rinnovo automatico delle concessioni in caso di danni da mareggiate. La Suprema corte ne ha dichiarata l’illegittimità costituzionale perché ”viola le leggi europee di concorrenza”.

Secondo i giudici la legge regionale in questione ”prevedendo una proroga automatica delle concessioni per il demanio marittimo”, nel caso si sia verificato un danno all’arenile per cause dovute a calamità naturali ”determina una disparità di trattamento tra operatori economici in violazione dei principi della concorrenza dal momento che coloro che in precedenza non gestivano il demanio marittimo non avrebbero la possibilità, alla scadenza della concessione, di subentrare al precedente gestore a meno che quest’ultimo rinunci a chiedere la proroga

”http://www.donnedamare.it/sui-balneari-non-ce-tregua-neanche-per-chi-ha-il-bagno-distrutto-dalle-mareggiate-la-costituzionale-boccia-consiglio-regionale-su-demanio/

Spiaggia di Spotorno

Spiaggia di Spotorno

 

spiaggia di Arma di Taggia

spiaggia di Arma di Taggia

 

Arma di Taggia - stabilimento allagato

Arma di Taggia – stabilimento allagato

 

Ceriale - stabilimento balneare

Ceriale – stabilimento balneare

 

 

Alassio

Alassio

http://www.rsvn.it/maltempo-la-mareggiata-si-e-mangiata-la-sabbia-di-alassio-foto-.lits4c50304.htm

Spiaggia di Varazze (notare che qui ci sono i reef)

Spiaggia di Varazze (notare che qui ci sono i reef)

 

 

Bordighera – stabilimento balneare scoperchiato

 

 

Ceriale

Ceriale

 

 

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Varazze

 

 

Varazze

Varazze

 

Rapallo - chi pulisce? i balneari?

Rapallo – chi pulisce? i balneari?

 

 

cavi di lavagna

Cavi di Lavagna

 

 

Patrizia Lerda, di Donnedamare Arma di Taggia oggi si è rivolta al Sottosegretario Gozi, chi insieme al sottosegretario Baretta e al Ministro Lanzetta si sta occupando di risolvere il problema balneare italiano, legato all’errata applicazione della Bolkestein e il problema dei canoni pertinenziali.

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Bruno, 81 anni. Balneare di Arma di Taggia

“Ill.mo sotto segretario quando si parla più peculiarità del comparto balneare si parla di questo…attaccamento al territorio al nostro lavoro alle nostre imprese .. questo signore si chiama Bruno 81 anni.. e stamattina alle 6 era già a ripristinare quello che il mare sta distruggendo da giorni..io sono con lui e come lui non ho dormito vegliando su quel fazzoletto di sabbia che lo stato ci ha affidato..da me da Bruno e da tutti gli imprenditori del comparto balneare le rivolgiamo la preghiera di portare in europa la nostra parola in difesa di ciò che noi tanto amiamo che con la direttiva servizi potrebbe finire i mani di chi di notte durante le mareggiate dormirebbe tranquillamente. .un saluto dalla Liguria certi di un suo sostegno vorremmo diventare il suo valore aggiunto in difesa del nostro amatissimo territorio

 

 

 

 

 

 

QUESTI SONO I RISCHI DI IMPRESA CHE SOPPORTIAMO, CHE ACCETTIAMO

 

NON ACCETTIAMO CHE

SI SCAMBI CONCORRENZA PER SOSTITUZIONE DI IMPRESA

CHE IMPRESE SANE DEBBANO CHIUDERE

CHE IL GOVERNO PREFERISCA LE MULTINAZIONALI A

30 MILA IMPRESE BALNEARI ITALIANE

60 MILA DONNE

 

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