Da Rimini un altro incubo: l’IMU sugli ombrelloni

riminiApprendiamo dall’articolo che potete leggere cliccando sull’immagine a sinistra che a Rimini si sta parlando di far pagare anche l’IMU sugli ombrelloni.

 

 

 

A questo replica, da facebook, l’Onorevole Pizzolante:

L’IMU SUGLI OMBRELLONI E LA TASSA DI SOGGIORNO
NOI ABBIAMO L’OSSESSIONE DI TOGLIERE LE TASSE, LA SINISTRA DI AUMENTARLE

Un anno fa, dopo vari incontri, ho messo intorno ad un tavolo Comune di Rimini e poi Comune di Riccione con le agenzie regionali del demanio e del territorio per individuare una soluzione per i locali con pertinenze per i quali erano esplosi i canoni demaniali dopo la finanziaria di Prodi del 2007. Si era individuato un percorso per rivedere valori OMI, classificazioni, computo della superficie dove applicare i canoni. I sindaci e l’assessore Biagini dovevano riconvocare il tavolo costruito faticosamente, sono spariti.
Sono poche attività, una ventina in tutto, ma hanno fatto la storia della Riviera e sono un fattore competitivo per tutti, dal Rockisland al Gher alla Lampara. Parliamo di canoni arrivati a centinaia di migliaia di euro, più le more di Equitalia, se non si trova una soluzione molti sono costretti a chiudere, un danno incalcolabile, ma per Biagini, Gnassi e Pironi nessun problema, spariti. Ora Biagini ricompare e anziché riproporre all’agenzia del territorio e del demanio il problema dei maxi canoni, vuole maxi canoni e maxi Imu anche per gli altri. Più tasse per tutti. È la differenza più profonda tra noi e loro: noi abbiamo l’ossessione di togliere le tasse, loro di aumentarle.
È la filosofia di questa amministrazione, tassa di soggiorno, addizionale Irpef e Imu fra le più alte d’Italia, maxi canoni, maxi Imu, maxi tariffe Hera, maxi multe. Si sa, Biagini e Gnassi sono uomini fantasiosi e creativi ma con la tassa sugli ombrelloni hanno superato se stessi, Cevoli e Crozza sono dei dilettanti.
Quindi ricapitoliamo, il turista che viene a Rimini, nella terra dell’accoglienza, deve pagare la tassa di soggiorno quando va a dormire in albergo, contribuire all’Imu quando va sotto l’ombrellone o sotto la doccia o a cambiare il costume in cabina.
Ciò detto, è chiaro che occorre fare ordine nella giungla dei canoni e nel rapporto tra gli stessi e il mercato. Non ci possono essere concessionari confinanti dove uno paga centomila euro e l’altro mille, ma faccio tre osservazioni:
1. non hai titolo a occuparti di chi paga poco se non ti occupi di chi paga troppo, perché allora non è giustizia ma odio sociale e accanimento anti imprese;
2. bisogna essere onesti e dire che nel computo del costo delle concessioni occorre mettere anche i servizi di pubblica utilità a carico dei privati: pulizia spiagge, salvataggio, servizi sanitari. Senza gli operatori, sarebbero a carico dello Stato e quindi dei cittadini;
3. gli operatori sarebbero pronti a discutere su un equilibrato adeguamento dei canoni difronte alla certezza e alla stabilità delle concessioni. Non si può, cari Biagini e Gnassi, da una parte tifare per la cacciata dei bagnini con le gare, protestare contro le proroghe e nello stesso tempo smontare gli investimenti in spiaggia e invocare nuove tasse. Abbiamo bisogno del percorso contrario, più stabilità, più investimenti, più crescita, canoni più adeguati. Se rovesci l’ordine dei fattori, fai fallire il sistema.

Ricordiamo che domani, Sabato 9 febbraio alle ore 10 a Rimini  L’On.le Pizzolante e l’On.le Lara Comi incontreranno i balneari per parlare di Bolkestein e direttiva concessioni. Saranno presenti Michela Vittoria Brambilla e Annamaria Bernini. Gli operatori di Rimini sono invitati a partecipare, anche per chiedere informazioni su questo argomento.


Già, come afferma Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona, noi siamo  talmente matti che paghiamo il demanio come se fossimo in affitto e l’IMU come se fossimo proprietario di un bene… ci manca ancora l’IMU sugli ombrelloni….

 

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