DESTINAZIONE ITALIA: la conferenza stampa

destSi è svolta oggi la riunione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al piano ‘Destinazione Italia’ per l’attrazione degli investimenti esteri e il rilancio della competitività.

“Destinazione Italia è un piano di attrazione degli investimenti a cui diamo molta importanza, perché l’Italia ha un drammatico bisogno di investimenti esteri, abbiamo scarsa capacità di attrazione e cifre troppo basse di investimenti diretti. Noi vogliamo che questa attrattività cresca. Il piano include 50 misure, molto secche e semplici, per risolvere i problemi più grossi che le imprese incontrano venendo in Italia”. Anche quello della criminalità organizzata: nel Piano, ha anticipato Letta, c’è un capitolo dedicato al Mezzogiorno, in cui si indica “come accompagnare gli investitori di fronte all’aggressione implicita o esplicità della criminalità”.

Il “percorso” prevede una “versione 0.5” del piano Destinazione italia, il cui testo è stato “aggiustato” in Cdm, ha spiegato ancora il premier, che sarà ora sottoposta a una “consultazione pubblica” con soggetti istituzionali e pubblici che durerà circa 2-3 settimane, per poi tornare in Consiglio dei ministri ed essere approvato in via definitiva “con i contributi che saranno arrivati dai vari soggetti pubblici, privati e istituzionali”.

Le consultazioni, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, coinvolgeranno “sia le regioni, sia le parti sociali e le associazioni”. Il documento che sarà pubblicato questa sera “sarà una bozza per un grande confronto”, ha aggiunto il ministro, auspicando un iter “veloce”. “E’ un testo carico non solo di cose già fatte – ha proseguito Letta -, un primo punto di attrazione per gli  investimenti, ma anche atti e proposte sulle iniziative con un cronoprogramma per la tempistica certa con cui vanno approvate”.

E’ importante dare un segno forte al mondo di coloro che sono interessati a fare investimenti economici e finanziari” ha spiegato Letta. “Cominceremo anche un road show nelle principali piazze finanziarie ed economiche, la cui prima tappa sarà l’incontro a Wall street la prossima settimana, a cui seguirà una tappa nei Paesi del Golfo il 7-8-9 ottobre”.

“Il nostro paese non ha paura della globalizzazione – ha sottolineato il presidente del Consiglio -, anzi vogliamo stare in questo sistema, con un modello che non è né l’outlet, in cui si svende tutto a poco prezzo, né forte Apache, in cui si difende con le unghie e coi denti tutto ciò che è italiano”.

Con il Piano, “inizia un percorso di privatizzazioni, saranno capitoli di lavoro dell’autunno, faranno parte della nota di aggiornamento del Def”, ha quindi annunciato Letta, puntualizzando che riguarderanno “cose che è giusto privatizzare, perché non sempre privato è meglio del pubblico”, come si è visto in esempi passati. “Confermo che domani il Consiglio dei ministri approverà la nota di variazione al Def” ha aggiunto il premier.

In ogni caso, ha concluso Letta, Destinazione Italia “non guarda solo all’estero, ma anche gli investitori italiani che vogliono ritornare in Patria”.

 

A questo proposito, il ministro Zanonato ha voluto puntualizzare come il Piano sia, sì, mirato all’attrazione di investitori esteri, ma favorirà anche gli investimenti delle imprese italiane, grazie a “molte misure che favoriranno anche gli investimenti interni”. Le misure contenute nel provvedimento, ha assicurato il ministro, “tendono a facilitare il sistema complessivo di investimenti nel nostro Paese. Ci saranno aumento di capitali, attuazione di una strategia energetica nazionale, aiuti alle ristrutturazioni aziendali. Il tutto attraverso un coordinamento dalla Presidenza del Consiglio”, dei vari ministeri coinvolti e di “una governance unitaria affidata a Invitalia”.

Il ministro degli Esteri Emma Bonino, a sua volta, ha anticipato che la rete diplomatica della Farnesina verrà modernizzata e potenziata in alcuni mercati, come la Cina, e ridimensionata altrove, ma di certo verrà messa “a disposizione di Destinazione Italia”. “L’Italia ha tenuto e retto per l’export e nonostante tutto per la capacità delle nostre imprese. Ma sappiamo che sull’attrazione di capitali è molto fragile e debole” e per questo occorre cambiare qualcosa “anche per gli imprenditori italiani”.

Come annunciato da Letta, il testo del provvedimento arriverà nel pomeriggio modificato in Cdm. La bozza del piano includeva una riflessione critica su come i beni pubblici siano mal sfruttati dallo Stato.

 

Misura 25: VALORIZZARE IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE, CON L’AIUTO DEGLI INVESTITORI ESTERI. [in attesa di conferma]
Problema/opportunità: Nel mondo la domanda di cultura è in crescita esponenziale. Nella competizione globale sempre di più vincono i Paesi con un’identità storica e culturale forte. Il patrimonio artistico e culturale rappresenta un naturale vantaggio competitivo del nostro Paese, un’eredità unica e universalmente riconosciuta. Eppure non riusciamo a garantire una sua adeguata tutela e valorizzazione economica. Una strada potrebbe essere quella di riconoscere maggiore autonomia alle nostre istituzioni culturali, ampliando il ruolo imprenditoriale nella valorizzazione dei beni culturali facendo ricorso a società di scopo, società miste, fondazioni, o ad altre formule organizzative capaci di ingaggiare il privato, passando da una logica di sponsorship ad una di partnership.
L’adozione di modelli di governance innovativi è solo un esempio di quanto abbiamo da imparare dal resto del mondo per far sì che le risorse private contribuiscano alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e, anche, alla creazione di imprese nel settore. 
Anche sul tema del mecenatismo culturale l’Italia non riesce a tenere il passo con gli altri Paesi europei: se in Germania ogni anno le risorse private erogate a beneficio della cultura sono superiori a 500 milioni di euro e in Gran Bretagna e Francia si attestano intorno ai 400 milioni, nel nostro Paese non si raggiungono i 60 milioni.
L’industria culturale ha enormi potenzialità per farsi volano di attrazione di investimenti esteri e di crescita economica e occupazionale, ma sono ancora troppo pochi i progetti che riescono a coinvolgere capitali privati.
Soluzione
Incentivare la costituzione di fondi alimentati da donazioni private dedicati a grandi istituzioni museali, prevedere forme di forte defiscalizzazione per il mecenatismo culturale
Prevedere la possibilità, in certi casi precisi e con adeguate tutele, di affidare a privati la gestione di beni culturali.
Utilizzare i depositi dei musei per costruire iniziative di valorizzazione e promozione della cultura italiana nel mondo

Spiagge, rivedere durata e criteri concessioni. “L’Italia non valorizza adeguatamente i beni pubblici in concessione. Ad esempio, le concessioni balneari garantiscono all’erario introiti soltanto per circa 130 milioni di euro all’anno. La lunga durata dei contratti di concessione limita la mobilità dei gestori e scoraggia gli investitori internazionali”. E’ quanto si legge nella bozza del piano ‘Destinazione Italia’, che suggerisce di “rivedere i criteri di assegnazione dei beni e la durata dei contratti, prevedendo gare che accrescano la concorrenza tra i diversi gestori. Anche la quantificazione dei parametri economici minimi per l’assegnazione deve essere adeguata ai valori di mercato correnti”.

Baretta conferma: nel piano cessioni e privatizzazioni. “Il pacchetto ‘Destinazione Italia’, approvato oggi in Consiglio dei ministri, conterrà anche le misure di cessione e privatizzazione di beni pubblici per ridurre il debito”. Lo ha ribadito il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, ospite a L’economia prima di tutto su Radio1 Rai. “Il capitolo riorganizzazione e valorizzazione patrimonio pubblico è fondamentale”, ha spiegato Baretta, non smentendo le indiscrezioni circolate in questi giorni su possibili cessioni di Poste Vita e Ansaldo Energia, oltre che alla possibile quotazione di Fincantieri. “Sono singoli capitoli molto diversi tra loro, queste decisioni saranno il risultato della discussione da qui a ottobre; su questi capitoli il dossier è aperto ma le soluzioni vanno ancora definite”.


Per ascoltare la conferenza stampa cliccare sulla foto

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