DIFFIDE, ASTE E ATTACCHI A OROLOGERIA: COME SCOPRIRE L’ACQUA CALDA E PROVARE AD ANNEGARCI DENTRO

Di Diego PistacchI
Strano, davvero strano che ogni volta che arriva una buona notizia per i balneari che non vogliono veder finire le loro aziende all’asta, immediatamente si alzi da qualche parte un fuoco di fila per spingere a tutta velocità in direzione ostinata e contraria.
Dopo le parole di Frits Bolkestein che, ospite di Donnedamare, aveva detto ciò che tutti avremmo voluto sentir dire dal 2006 a oggi, si è scatenata la corsa di “balneari” a sminuire la portata storica dell’evento, con la scusa che mancavano i presupposti e la valenza giuridica di quell’opinione, che senza atti parlamentari concreti non sarebbe servita a nulla.
Ora che chi era in prima fila ad ascoltare e applaudire mister Bolkestein, eletto in parlamento, presenta atti legislativi per salvare i balneari dalla direttiva e dalle aste, piuttosto che niente c’è chi spinge per andare prima possibile alle aste, con diffide alle amministrazioni comunali, impugnando come una clava le sentenze dei giudici italiani (e in parte anche della Corte Europea)
Due semplici osservazioni su quest’ultimo tentato terrorismo psicologico:
1) Le sentenze avverse in Italia erano scontate anche per il semplice fatto che è stato abrogato l’art.37 del codice della navigazione e la legge Baldini. Inoltre esistono norme come la 217/11 e il decreto legislativo 59/10 che esplicitamente indicavano (anzi, ad oggi indicano ancora) la necessità di individuare la via delle aste per recepire la Bolkestein. Con queste basi, nessun giudice, fosse anche un balneare, avrebbe potuto riconoscere la validità delle proroghe
2) il ddl Mallegni/Gasparri appena presentato andrebbe già a togliere i balneari dagli effetti della Bolkestein, il ddl di Fratelli d’Italia (Fidanza e Meloni in primis) proporrebbe una nuova soluzione che, se non formulata come “proroga” non sarebbe in contrasto con la normativa europea (il doppio binario, se motivato ad esempio con la valutazione della non scarsità del bene, potrebbe tranquillamente essere in linea con la sentenza della Corte del 2016). In più il punto del programma di governo Lega/M5S voluto dal senatore Centinaio, necessariamente “vago” (in 50 pagine sull’intero programma di governo, tre righe sulla Bolkestein peraltro chiare sulla posizione da tenere è tanta roba) fa pensare che i testi di Forza Italia e FdI possano essere una base di partenza su cui lavorare tutti insieme.
Per questo, per raggiungere la meta, serve l’aiuto di tutti i partiti. Di certo di tutti quelli del centrodestra che hanno nel proprio programma questo punto chiave, ma persino di qualche Pd non nemico. Sul punto non si evidenziano contrasti o gelosie tra le forze del centrodestra, come qualcuno (che strano!) ha anche già ipotizzato. Un testo di legge è sempre frutto del contributo di tanti, specie se questi contributi non sono (e questo è uno di quei casi) confliggenti ma complementari. Se l’obiettivo venisse raggiunto, tutti avrebbero modo di rivendicare un pezzetto di paternità e di merito. E il centrodestra oggi ha tanto bisogno di trovare battaglie comuni sulle quali mantenere rapporti stretti, anche in vista di eventuali prossime elezioni.
L’importante è portare a casa la legge. E se cambia la legge, i giudici italiani saranno tenuti ad applicarla, con buona pace di chi ci potrà rimanere male. Oggi DEVONO sentenziare che le proroghe sono inammissibili. Ma questo è un po’ come scoprire l’acqua calda e divertirsi ad annegarci dentro.

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