Direttiva Concessioni & Co: notizie contraddittorie dai nostri europarlamentari

DownloadedFile-1In questi giorni abbiamo notato come le notizie che ci arrivano dall’Europa siano molto confuse e addirittura contraddittorie tra loro, dimostrando che purtroppo in Europa i nostri europarlamentari non hanno una stessa visione di ciò che accade, lasciando la nostra categoria, già molto confusa, nel più totale smarrimento.

Iniziamo dalla Direttiva concessioni e dai comunicati stampa e/o commenti dei vari europarlamentari

Roberta Angelilli (su facebook)

“Il 24 gennaio in Commissione Mercato interno del Parlamento europeo si é votata la Direttiva sulle Concessioni. Su tale Direttiva erano stati presentati degli emendamenti relativi alle “concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo” ma tali emendamenti non sono stati accolti poichè la Direttiva si applica ad altri settori, prevalentemente alle concessioni di lavori pubblici (infrastrutture, approvvigionamento idrico, strade a pagamento, fornitura di energia, trattamento dei rifiuti, ecc.)

Dalla lettura di questo suo post capiamo che le imprese balneari siano escluse fin dall’inizio dalla direttiva  concessioni

Andrea Cozzolino (vice-capodelegazione PD al Parlamento Europeo)

Durante la riunione di CNA a Pescara egli ha affermato che le concessioni balneari  siano escluse fin dall’inizio dalla Direttiva concessioni.

Carlo Fidanza (eurodeputato di Fratelli d’Italia)

Tale tesi è supportata dalle affermazioni di Fidanza che riportiamo “Fin dal giorno in cui la Commissione Europea ha pubblicato la nuova Direttiva Concessioni è stato chiaro che questa non avrebbe riguardato il nostro comparto balneare, le cui concessioni demaniali vengono considerate dall’Ue come autorizzazioni all’esercizio di impresa e sono quindi normate diversamente”

Diverse le posizioni di Claudio Morganti e di Lara Comi

Claudio Morganti Bruxelles, 18 gen – “A seguito delle dichiarazioni del collega Fidanza, ci tengo a precisare che io e i miei colleghi abbiamo presentato degli emendamenti alla Direttiva Concessioni, come richiesto espressamente dalle associazioni di categoria, per evitare che si venisse a creare un nuovo ‘capitolo’ Bolkestein”.

Lara Comi (AGENPARL) – Bruxelles, 24 gen – Questa mattina la commissione Mercato interno e Protezione dei consumatori (Imco) del Parlamento europeo ha adottato il testo della nuova direttiva europea sulle concessioni. Una nuova normativa che mira a fissare delle regole comuni tra gli Stati membri e ad avvicinare sempre più le diverse legislazioni presenti nei 27 Stati membri Ue. E che ha escluso i balneari italiani dall’ambito di applicazione. Nelle settimane scorse le associazioni di categoria avevano lanciato un allarme, in quanto vedevano, in questo nuovo provvedimento, penalizzante per gli effetti delle liberalizzazioni, un possibile e ulteriore ostacolo da superare se mai fosse stato applicato anche alle loro concessioni. Il testo dovrà essere adottato dal Parlamento europeo, presumibilmente in febbraio, che lo voterà in plenaria. 
“Abbiamo scampato il pericolo di estendere questa nuova normativa anche alle concessioni demaniali marittime italiane – afferma Lara Comi, eurodeputato del Pdl e membro della commissione Imco – attraverso una negoziazione politica con il Relatore francese Philip Juvin che si è reso molto disponibile verso la problematica delle spiagge italiane. Il risultato è stato quello di individuare delle definizioni di concessione, l’ambito di applicazione e lo scopo della direttiva in maniera tale da non ricomprendere le concessioni marittime italiane, inserendo inoltre un considerando ad hoc che indica chiaramente la loro esclusione”. 
Si tratta di un importante obiettivo che però non risolve completamente il problema delle concessioni italiane. L’articolo 49 del Trattato e la direttiva Bolkestein e la loro applicazione rispetto alle concessioni esistenti restano ancora dei punti su cui deve riaprirsi una trattativa politica al più presto.
“Per queste ragioni – conclude la Comi – per tenere alta l’attenzione, mi sono fatta portavoce di una delegazione di eurodeputati europei, che hanno condiviso con me questa battaglia, nel richiedere al commissario Barnier un incontro quanto prima per verificare tutte le possibilità per tutelare le 30 mila imprese balneari esistenti sul territorio italiano”.

Infrazione si/ Infrazione no? (in merito alla proroga dei 5 anni)

Roberta Angelilli (su Fb)

Tale proroga sembrerebbe aver incontrato l´approvazione da parte della Commissione europea, poichè da parte della stessa Commissione finora non ci sono stati rilievi negativi.

Andrea Cozzolino (riunione a Pescara)

Ci ha informato che la proroga delle concessioni al 2020 sarebbe oggetto di procedura d’infrazione

Un’ultima cosa da sottolineare è la seguente.

Sempre da FB, Roberta Angelilli dichiara:

“Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea della proposta di proroga di 30 anni, lo scorso dicembre il Parlamento italiano ha approvato un emendamento al decreto legge sviluppo che prevede una proroga di 5 anni rispetto alla data limite del 2015, relativo alle concessioni demaniali.”

A quanto ci risulta, la Commissione europea non ha formalmente bocciato la proroga dei 30 anni. La proroga dei 30 anni è stata ridotta a 5 dalla commisisone bilancio del senato in Italia.

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