La spiaggia divisa in due Metà la compra il balneare

Da Antonio Smeragliuolo e Emiliano Favilla

http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2013/09/21/news/la-spiaggia-divisa-in-due-meta-la-compra-il-balneare-1.7785223

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Le aste, o sarebbe meglio dire gare pubbliche, rimangono. Ma solo per gestire la parte di spiaggia con sdraio e ombrelloni. Quella con cabine e locali (bar, ristoranti e così via) viene venduta direttamente al concessionario che possiede già le strutture, ma non il terreno. Che verrebbe, come si dice in gergo, “sdemanializzato”: da proprietà demaniale, cioè pubblica, diventa privato.È questo il piano del governo di Enrico Letta per risolvere una volta per tutte la questione delle concessioni demaniali marittime. Da quattro anni si viaggia in bilico tra le richieste della direttiva Bolkestein e più in generale dell’Europa (che vuole siano riaffidate tramite gara pubblica), i tentennamenti dei governi e le proteste dei balneari. Che non intendono dire addio ai loro stabilimenti, le cui concessioni scadono il 31 dicembre 2020.Il via alle privatizzazioni. Il progetto, bisogna dirlo, non è nuovo: di una soluzione del genere si parla da tempo. È un cavallo di battaglia del presidente nazionale del sindacato balneare Fiba, Vincenzo Lardinelli, che difatti (leggi a fianco) si dice ottimista per la soluzione del problema. Ma adesso sembra che, con l’impulso alle privatizzazioni dato dal premier Letta e dai suoi ministri, il progetto sia in fase di accelerazione. Tant’è vero che non è rimasto segreto molto a lungo: si è cominciato a parlarne mercoledì sera e già ieri mattina i contenuti principali erano noti in Versilia.Il compromesso… storico. Il Governo, ma sarebbe meglio dire i tecnici che stanno lavorando al progetto, pensa di poter raggiungere un compromesso tra le richieste dell’Unione Europea e le esigenze dei balneari. Ricavando, allo stesso tempo, risorse importanti per l’Erario pubblico, visto che si parla di un’operazione non lontana dal miliardo di euro. Come detto, si dovrebbe procedere a ridisegnare la linea demaniale sulla costa. In modo da separare in maniera chiara il terreno pubblico – che non può in alcun modo essere venduto, ma solo data in concessione – da quello che invece può essere ceduto al privato. In un certo senso si andrebbe a ricalcare l’operazione già fatta con la Passeggiata e la cessione dei diritti di superficie ai negozi. Al balneare verrebbe data l’opportunità di acquistare proprio la parte dove ci sono le cabine e i locali, che sono già di sua proprietà per quanto riguarda le mura. È evidente che, per portare a termine una compravendita di questo tipo, si consentirebbe al concessionario di accendere un mutuo. Al termine del quale lo stabilimento balneare sarebbe per metà del tutto privato, e quindi saldamente nella mani del vecchio concessionario. Resta pubblico, e non potrebbe essere altrimenti, l’arenile con gli ombrelloni che – secondo il Governo – deve essere affidato tramite gara. Con un prevedibile aumento dei canoni, visto che proprio su questo punto il documento “Destinazione Italia” – da cui tutto è partito – parla apertamente di cifre da adeguare ai valori di mercato.Il vertice top secret. Giovedì prossimo, il 26, si terrà l’incontro già programmato tra il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, politici e rappresentanti sindacali, convocato inizialmente per discutere di incameramenti. Ma all’inizio della settimana, cioè pochi giorni prima, a Roma ci sarà un vertice top secret con i tecnici per stendere un primo programma di lavoro. Che spieghi tempi e modi di questa riforma ambiziosa.

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