Ezio Filipucci in merito all’intervento di Barnier: errori gravi e grossolani

46401_382617101833374_1194877297_nPubblichiamo il commento di Ezio Filipucci sull’intervento di Barnier.

“Barnier non solo non conosce la questione balneare Italiana, ma neanche quella Spagnola.
Come si legge sulla copia di el Mundo, il Governo Iberico motiva la proroga delle concessioni per salvare 3.000 chiringuitos e 100.000 lavoratori.
Di questi 3.000 chiringuitos come si legge nell’articolo, 1.300 sono ristoranti e 1.700 chioschi, che prima della riforma avevano una concessione di massimo 15 anni e con la riforma sarà da un minimo di 30 ad un massimo di 75.
Quattro anni di autorizzazioni con la riforma saranno dati ai chioschi di gelato o bibita che prima venivano smontati ogni anno, e che in realtà come si possono vedere sulle spiaggie spagnole sono veri e propri container amovibili con una semplice motrice.
Ma l’errore più grave e grossolano è definire la nostra spiaggia come un bene naturale “scarso” visto che su 7.458 km di costa di cui 4.000 km balneabili solo 900 km sono quelli occupati dalle attuali concessioni, quindi il 22.5 % del balneabile.
Se consideriamo che dei 3.458 non balneabili, la maggior parte sono aggi occupati da basi militari, ferrovie, industrie inquinanti e discariche, tutte attività quindi riconvertibili in attività turistiche, sicuramente meno impattanti con buona pace degli ambientalisti e con una distribuzione del reddito più equa vista la caratteristica delle imprese famigliari nel nostro settore, la percentuale dell’area occupata dalle concessioni oggi, sul totale diminuisce probabilmente fin sotto il 10%.
La gravità di quest’errore è dovuta al fatto che definendo scarsa la risorsa spiaggia, le concessioni rientrerebbero secondo Barnier nell’eccezione, cioè l’articolo 12 che prevede l’evidenza pubblica.
Se invece si considera la spiaggia Italiana bene non scarso, si deve applicare la regola prevista dalla direttiva Bolkestein all’art 11 che prevede una durata illimitata del titolo.
Considerando che la Spagna ha 4.000 km di costa in totale, e l’Italia quasi 8.000 km, all’ora come fa Barnier ha dichiarare “scarsa” quella Italiana?!?
A questo punto c’e’ da chiedersi chi fornisce i dati al Commissario .
C’è da dire che Barnier non è nuovo ad errori grossolani come dichiara la Corte di Giustizia Europea, che ha bocciato per incompatibilità con il diritto e le competenze delle Istituzioni Comunitarie, una sua proposta sull’istituzione di un tribunale unico del brevetto Ue già un anno fa come si legge nell’articolo del sole 24 ore del 16 gennaio 2012 a firma di Adriana Cerretelli, perché invece di diminuire i costi delle aziende con il suo provvedimento sarebbero aumentati.
Per quanto riguarda la possibilità di creare nuova concorrenza quindi come dimostrato c’è ancora ampio spazio se mai c’è ne fosse ancora bisogno visto che ha competere ci sono già 30.000 partite iva nel nostro settore.
Cosa dire poi della ristorazione sulle autostrade, della raccolta dei rifiuti o delle concessioni per gioco d’azzardo, tutti mercati in mano a oligopoli formate da grosse multinazionali ? Barnier in quanto a concorrenza, su questi mercati cosa ha da dirci ?
Quindi non è la Bolkestein che mette all’evidenza pubblica le concessioni come anche i giornali scrivono da due anni, ma Michel Barnier con gli errori citati, già presenti nella ormai famosa procedura d’infrazione al nostro paese, e mai contestati dai Governi Italiani.
A questo punto vista la ritrovata unità fra tutti i Sindacati è quanto mai urgente un confronto vero con la Commissione.
Europea ai massimi livelli per riportare la questione balneare Italiana su un piano di corretta applicazione dei principi Europei e di una altrettanto corretta gestione del patrimonio ambientale, turistico e imprenditoriale Italiano.
I dati sono presi da uno studio Doxa messo in rete dal WWF”

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