Federcoopesca urge provvedimento su concessioni demaniali per acquacoltura

Da Fabrizio Licordari
anche altri concessionari demaniali alle prese con la Direttiva Bolkestein. Anche qui la richiesta di vedere riconosciuti gli investimenti effettuati!
Anche noi dobbiamo portare avanti questa importante richiesta: avere una norma che tuteli gli investimenti che ogni azienda ha effettuato nel caso in cui sia costretta a lasciare la propria concessione.
Ritengo sia un sacrosanto diritto di chi nel tempo ha investito nel proprio lavoro e nella propria impresa.
Una visione diversa sul problema sarebbe sinonimo di un modo di fare che trova riscontri solo nei regimi totalitari di cui la Storia è piena ma che il tempo ha cancellato.

Ecco l’articolo:
Fonte

http://www.agricolae.it/federcoopesca-urge-provvedimento-su-concessioni-demaniali-per-acquacoltura-81257/

Varare al più presto un provvedimento d’urgenza per rinnovare le concessioni di demanio marittimo nazionale per l’acquacoltura oggi in scadenza. A chiederlo è la Federcoopesca-Confcooperative che, in una nota, spiega l’urgenza di un intervento in grado di assicurare “continuità agli acquacultori che lavorano in aree il cui titolo di concessione è scaduto e alla definizione dei principi di delega per la messa a punto di una disciplina organica per regolamentare assegnazioni e rinnovi, nel rispetto degli obblighi comunitari”. Secondo l’associazione occorre prevedere un sistema di indennizzo per gli operatori che non dovessero veder rinnovate le loro concessioni e che non hanno ancora ammortizzato i loro investimenti; clausole sociali per i lavoratori coinvolti; durata delle concessioni demaniali tali da garantire la redditività degli investimenti già effettuati e di quelli futuri; netta separazione tra concessioni rilasciate per attività di produzione primaria e quelle relative allo svolgimento di attività di servizi. L’acquacoltura, ricorda la Federcoopesca, rappresenta il 42% della produzione totale pari a 162 mila tonnellate e il 30% del valore, pari a 475 milioni di euro. Le concessioni demaniali riguardano principalmente i 451 impianti per la molluschicoltura, cui si aggiungono 52 di piscicoltura in mare per la produzione di spigole e orate. Quanto agli occupati in tutta la filiera sono circa 4 mila, per un volume di affari di 750 milioni di euro all’anno a fronte di 500 milioni di euro di investimenti.

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