Gabriele Cascino: “Le spiagge sono dei balneari”… non ce ne eravamo accorti

wpid-avvocato-gabriele-cascino_261645.JPGIeri Donnedamare ha partecipato alla riunione con Gabriele Cascino assessore Pianificazione territoriale e urbanistica della Regione Liguria – per discutere della costituzione di un fondo regionale che servirà per combattere il fenomeno dell’erosione in Liguria..

Per creare tale fondo avrebbe intenzione di aumentare i canoni demaniali dei bagni e spiagge libere attrezzate attraverso un contributo annuale, (circa 1000 euro a concessione), con impegno formale che il fondo sarà destinato esclusivamente a interventi di difesa litoranea e che non verrà speso per sostenere altri settori.

La maggiorazione dell’imposta regionale esistente, attualmente dice l’assessore, sarà pari al 10% del canone. Un onere che una volta accettato dai nostri sindacati sarà per sempre e che appare ancora più insopportabile soprattutto se si pensa all’incertezza normativa che stiamo ormai vivendo dal 2009 e che presto, come è noto, vedremo i canoni delle spiagge aumentati, aumento tra l’altro di cui non conosciamo le proporzioni.

Inoltre non si è capito come si deciderà di intervenire. L’assessore dice che saranno i comuni a presentare i progetti, quindi ne deduciamo che saranno i comuni più virtuosi ed efficienti a trarne vantaggio.

I rappresentanti di categoria hanno motivato le loro perplessità in virtù del clima di incertezza normativa e delle difficoltà dovute alla crisi, fattori non rilevanti per Cascino, che ha ribadito che le spiagge sono dei balneari, provocando la rivolta dei presenti. Di questo non ce ne siamo mai accorti… anche se è da anni che lavoriamo su un bene pubblico migliorandolo e investendo su di esso.

Purtroppo le spiagge non sono nostre e inoltre la Bolkestein ci vuole all’asta nel 2020 (se non prima) e noi avremmo preparato la strada per chi viene dopo.

Il progetto nella sostanza è buono, ma lascia molte perplessità, la prima che ho, in quanto direttamente interessata, è che chi ha acceso mutui importanti per costruire in tempi non sospetti i reef, spendendo centinaia di migliaia di euro adesso cosa farà? Dovrà pagare di nuovo? Oppure avrà un risarcimento?

Oppure, sa l’Assessore che quelle opera necessitano di manutenzione che costano molto, non certo quasi come l’investimento iniziale ma comunque costose? Chi se ne prenderà l’onere di continuare a pagare? Il concessionario?

La costa, vogliamo ribadire, è un bene pubblico, lui stesso ha detto che in Liguria si viene per le spiagge e per il mare, quindi la sua tutela dovrebbe essere a carico dell’intera comunità e non solo delle imprese balneari, che magari in tempi non sospetti (prima della Bolkestein) avrebbero accettato di buon grado (come è avvenuto del resto a Varazze e a Loano), ma che ora sono impossibilitati dalla congiuntura economica e dall’incertezza normativa.

Non ci sono alternative, non ci sono fondi, sostengono Cascino e i suoi funzionari. Né fondi regionali, né statali e tantomeno europei.

Noi l’abbiamo invitato a Rimini dove ci saranno persone che sapranno dare soluzioni al problema dell’erosione senza forse chiedere ai balneari di intervenire economicamente… Noi stessi sul blog pubblicammo lo scorso inverno il bando LIFE+…

Siamo felici che l’Assessore abbia accettato di prendere tempo e fissare un altro incontro per decidere, dopo che avremo conosciuto il nostro destino.

Per ora, a parte l’esponente di Oasi, i sindacati si sono dimostrati contrari a tale aumento.

 

 

 

 

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