Gender Responsible Tourism: “Perchè incrociare i due temi donne e turismo”

GRT logoDa Iaia Pedemonte

“Perchè incrociare i due temi donne e turismo, qualcosa sui criteri etici di Gender responsible tourism, cosa fa e cosa farà GRT”.

http://www.genderresponsibletourism.org/

 

Vi voglio buttare lì alcune suggestioni telegrafiche, che emergono da tutte le mie inchieste (sono una giornalista di viaggi e ho fatto il sito sul turismo responsabile di genere www.g-r-t.org), come anche dalle ricerche ed esperienze di chi si occupa dei due temi: Pari Opportunità e Turismo Responsabile.

A proposito di donne.

–       E’ provato in tutti i settori, da studi della Banca Mondiale a quelli della Bocconi alla pratica, che dove le potenzialità delle donne sono meglio messe a frutto la società è più avanzata.

–       E’ provato che le donne nel turismo sono la maggioranza

–       Da più parti si sta incominciando a considerarlo un mercato a sé.

–       Con chi non è del settore, è sempre molto difficile definire il nostro tema, eppure è stato individuato dall’ Organizzazione mondiale del turismo, e dagli esperti internazionali a Londra e dalla Associazione italiana del turismo responsabile.

Stiamo parlando di almeno una ventina di categorie di attività, dalle manager alle guide alle enologhe alle cuoche alle agrituriste, donne che in qualche modo diretto o indiretto si rivolgono ai turisti.

 

A proposito di Turismo Responsabile

–       Il più amato dai paesi avanzati, e di tendenza anche da noi è quello che porta a conoscere persone, cultura, tradizioni, con diretto vantaggio per la comunità, etico verso i lavoratori e sostenibile verso l’ambiente. E sta diventando uno dei temi per i grandi operatori. Anche la Comunità Europea sta per pubblicare i valori etici del turismo responsabile, l’ho chiesto ma non era ancora pronto.

–       Si sa che la sensibilità delle donne è vicina a questi temi che fanno tendenza nel turismo e le donne sono spesso imprenditrici molto innovative.

–       Oltretutto una curiosità. I viaggi a casa delle donne  piacciono: quando è comparso un articolo sul Corriere, con esempi dal mio sito, le donne di una catena di b+b hanno avuto 1000 contatti in un giorno!

 

Da questi dati  alcune linee da tenere a mente, che sono alla base dei progetti di GRT,  sono:

  • Che esiste un mercato di richiesta di nuovi turismi, che coincide anche con quello offerto dalle donne, molto promettente e fin’ora molto invisibile.
  • Che il futuro e’ dei prodotti responsabili e sostenibili.
  • Che le facilitazioni per l’occupazione femminile nel turismo servono a creare sviluppo nel settore oltre che nella società.
  • Che includere la condizione femminile tra i valori etici, conviene a chi fa progetti nel turismo se si vuole essere nel mercato dei futuri turismi.

 

Ma come è fatto il mercato dell’offerta turistica delle donne? Quali sono i punti fondamentali da sapere per farlo crescere? E quali i problemi da risolvere?
GRT, primo sito sul tema, ne ha discusso a Londra alla Word Travel Market, e ne dibatte sui link dei siti importanti collegati, come l’Organizzazione Mondiale del Turismo e l’Associazione Italiana del Turismo Responsabile.

Le esperte di GRT dicono che: in ogni paese e contesto sociale ci sono difficoltà diverse, stereotipi più o meno forti, ma in ogni caso la prima cosa da fare è considerare che cosa le donne vogliono e sanno fare, quindi fare formazione e dare strumenti per incominciare piccole attività nel turismo.

Le esperte internazionali di GRT hanno scritto dei Criteri “Six Pillars”.

I Criteri di genere nel turismo responsabile di GRT, sono uno schema di 6 punti generali con relative azioni richieste, studiati sul campo da esperte nel mondo, lanciati per la prima volta al Word Tourism Market di Londra, destinati ad Operatori e Istituzioni, per reindirizzare d’ora in poi, con linee guida, un approccio del turismo che elimini le ingiustizie:

  1. Promuovere qualità e quantità del coinvolgimento delle donne secondo il contesto.
  2. Promuovere accesso equo alle opportunità di formazione e partecipazione
  3. Promuovere una adeguata divisione dei benefici economici dal turismo
  4. Assicurare i diritti delle lavoratrici, per la consapevolezza e contro le forme di discriminazione sessuale
  5. Opporsi a oggettualizzazione, sfruttamento, uso non rispettoso dell’immagine
  6. Promuovere ascolto e leadership, nelle decisioni, nelle comunità, nella pianificazione del turismo

 

Questo vale sia da noi, per le Imprenditrici che per esempio chiedono facilitazioni alle imprese, sia nei Paesi in via di sviluppo, dove si tratta di fare progetti di sviluppo in cui il turismo è uno strumento per rafforzare la comunità, quindi dalle donne alle famiglie ai bambini.

I problemi sono molti, perché le donne spesso hanno più difficoltà, spesso sono intimorite. O ci sono problemi economici.

Di questo si è discusso in Italia, in un Convegno di Unioncamere con i Comitati femminili, in cui sono stati citati i dati:

–       La quota di donne tra gli addetti turismo rappresenta il 55,5% del personale nelle imprese ricettive, il 48% nelle ristorative, l’84% del personale di servizio ai piani, il 14% nelle figure manageriali e il 4% del responsabile commerciale.

E allora ecco la necessità di sfondare il soffitto di cristallo, di fare rete, di organizzare filiere di prodotti, di avere accesso facilitato al credito, di politiche di genere.

Le imprenditrici del turismo sono determinate: e infatti sono loro le organizzatrici di reti di tour operator in Toscana, o di formazione verso le giovani diplomate in Brianza, o di Agrinidi nella Marche, o di percorsi tra wellness e made in Italy in Romagna.

 

Quale è l’idea di GRT?

Semplice: fare in modo che tutte quelle donne, imprenditrici a casa nostra o parte delle comunità nei PVS, “guadagnino” direttamente dall’arrivo dei viaggiatori, far emergere questo mercato invisibile..

  • Per realizzare questo progetto, il sito GRT raccoglie le storie di tutte le donne, foto e dati, dal punto di vista del viaggiatore che vuole andare in quella località.

Ad ogni progetto, dà un “voto” come le “stelle” dei critici: da uno a tre marchi di GRT , a seconda se si tratta di progetti nella comunità in cui le donne sono parte, o se sono le ideatrici e uniche manager, quante sono e quanto guadagnano.

Insomma, in questo modo pubblica una vera “guida ai viaggi”, nei posti più belli del mondo, in cui di sicuro le donne lavorano in modo equo.

  • Ma il sito non si rivolge solo ai viaggiatori, poiché è la voce di chi lavora nel turismo responsabile con progetti di genere, perciò diventerà anche e sempre più un Network.

Chi ha un’azienda o un “prodotto” da “pubblicizzare”, organizzato secondo regole responsabili, “gender-friendly” e eque per l’occupazione femminile, si può iscrivere al “Network Best”, riceverà il marchio GRT e avrà uno spazio speciale nello slide-show della home page, oltre ad essere nella guida ai viaggi, per cui farà parte di un circuito virtuoso riconosciuto internazionalmente e ben comunicato.

Chi ha idee o domande, può discuterle sul Forum del sito.

Chi è interessato ai due temi, di come fare turismo e di come fare progetti che rafforzino il genere, e vuole ricevere informazioni o dare notizie entrerà nel network come sostenitore.

Insomma, in questo modo si arricchirà una “guida all’occupazione femminile nel turismo equo”.

 

La conclusione?

Stiamo raggiungendo il primo obiettivo: divulgare un mercato fin’ora invisibile, del turismo inventato equamente e sostenibilmente dalle donne.

 

Progetti per il futuro?

  • Cercare di far cambiare le policy dei Paesi, coinvolgendo localmente associazioni e autorità
  • Sia in Italia che nel mondo, sceglieremo i progetti migliori, per esempio le eccellenze enogastronomiche in Italia o i migliori progetti delle Ong, e andremo a fare dei video, in modo da mettere sul sito, e sui molti siti linkati, dei veri supporti educational.
  • Vogliamo fare una Mappa, del tipo delle mappe di Google, in cui compaiano i luoghi di GRT, in modo che i turisti trovino in un colpo d’occhio i luoghi “garantiti”.
  • E vogliamo coinvolgere i viaggiatori con “foto-storie”.

 

Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, viaggiatrici/ori e operatrici/ori del turismo, per aumentare sempre di più la lista di luoghi e di buoni esempi, per far incontrare domanda e offerta.

Facciamo appello alle imprenditrici affinchè si iscrivano e sostengano il nostro Network e ai viaggiatori affinchè scelgano destinazioni GRT.

Insomma, un mondo al femminile si sta aprendo e non resta che partire.

 

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