Governo, Letta ha sciolto la riserva. 21 ministri. Moavero agli affari UE e Quaglierello agli affari costituzionali

20130424-224802.jpgFonte http://www.repubblica.it/

Enrico Letta ha sciolto la riserva ed ha accettato di formare il nuovo governo. Un quarto d’ora dopo le 17, al termine di una giornata convulsa di incontri, ha letto al Quirinale i nomi della sua squadra.

Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa – Mario Mauro
Esteri – Emma Bonino
Giustizia – Anna Maria Cancellieri
Economia – Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello
Sviluppo – Flavio Zanonato
Infrastrutture – Maurizio Lupi
Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute – Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini
Ambiente – Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Brai
Coesione territoriale – Carlo Trigilia
Politiche comunitarie – Anna Maria Bernini
Affari regionali, sport e turismo – Graziano Delrio attuale Presidente ANCI
Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Iosefa Idem
Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini
Integrazione – Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

e… Affari europei – Enzo Moavero Milanesi 

 

IMPORTANTE!!!

Ricordiamo che l’On Quagliariello scelto dal Presidente della Repubblica tra il gruppo ristretto per le riforme istituzionali, è a perfetta conoscenza della disperata situazione in cui da anni vive il comparto dei balneari e dei concessionari demaniali Italiani, è tra i firmatari di importanti atti tesi a salvaguardare gli attuali titolari di concessioni di beni demaniali con finalità turistico-ricreativi e gli altri concessionari del demanio marittimo italiano, figura come firmatario dell’emendamento Atto Senato 3533- tomo V- art 34 che proponeva una proroga al 2045 ai titoli concessori, e ancor prima era tra i richiedenti dell’ esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative dalla direttiva servizi o con deroga dalla stessa.

Proposta di modifica n. 34.82 al ddl S.3533 in riferimento all’articolo 34.

Dopo il comma 12, aggiungere i seguenti:
        «12-bis. All’articolo 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, le parole: ”31 dicembre 2015” sono sostituite dalle seguenti: ”31 dicembre 2045” e le parole: ”, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 03, comma 4-bis, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494” sono soppresse.
        12-ter. All’articolo 11 della legge 15 dicembre 2011, n. 217 sono abrogati i commi 2, 3, 4 e 5».
 sen
Atto SenatoOrdine del Giorno 0/2518/38/0105 presentato da PAOLO TANCREDI
venerdì 11 febbraio 2011, seduta n. 015   Il Senato,
in sede di discussione del disegno di legge Atto Senato n. 2518 recante “Conversione ìn legge del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie”,
premesso che:
interesse della Comunità europea è di realizzare un mercato unico e competitivo a vantaggio delle piccole e medio imprese che, a causa di una eccessiva burocratizzazione o di prescrizioni legislative limitanti, impediscono la libera circolazione di servizi e la libertà di stabilimento di un prestatore che ha desiderio di svolgere la propria attività d’impresa in uno Stato diverso da quello d’origine. Certamente la Comunità europea non intende perseguire tale obiettivo riducendo al fallimento decine dì migliaia di famiglie italiane determinandone, tra le varie infauste conseguenze, anche l’automatica espulsione dal mercato unico, dando vita, in tal modo, ad una disparità di trattamento tra i cittadini europei;
la Direttiva Servizi nelle sue premesse e, a seguire nei suoi articolati, prevede autorizzazioni temporanee per il prestatore interessato a far circolare un proprio servizio, mentre prevede la necessità di ricorrere al sistema dell’automatico rinnovo laddove il prestatore voglia e abbia bisogno di certezza del lungo termine al fine di stabilire in modo stabile e duraturo la propria impresa (art. 11 Dir. Serv.),
considerato che:
in Italia con la costituzione del sistema dell’automatismo in materia di concessioni demaniali marittime è stata realizzata una tipologia di turismo unica al mondo, non solo unica in Europa. Essa è una specificità nazionale costituita da tante specificità locali e regionali. Una vera e propria tipicità culturale che va salvaguardata così come i principi comunitari prevedono;
appare necessario evitare che un repentino mutamento normativo trasformi e distrugga l’opera di costruzione dì oltre 30.000 imprese, di persone, che vivono di questo settore direttamente ed indirettamente e l’obbligo, in assenza di una compiuta indagine conoscitiva della materia, di concedere un termine, dal giusto respiro, all’interno di un provvedimento legislativo di riordino della materia, per dare tranquillità e certezza a chi negli anni precedenti aveva deciso di stabilire la propria impresa realizzando vere e proprie aziende turistiche,
impegna il Governo:
a non vanificare quanto sino ad oggi garantito, attraverso la tutela dell’affidamento, principio caro all’Italia ma nondimeno anche alla Comunità europea;
a inserire, già nel provvedimento di intesa tra Stato e Regioni, propedeutico ad una legge quadro di riordino della materia, una norma transitoria, congrua, per consentire il certo e ordinato svolgimento della vita di un’azienda nonché l’ulteriore facoltà della possibile rinegoziazione dei titoli pendenti per la migliore stabilizzazione dell’azienda turistica esistente ed il perseguimento del miglior interesse pubblico data la particolare professionalità acquisita nel corso degli anni;
ad attivare gli strumenti che la stessa Comunità europea indica per la risoluzione di eventuali disparità, valutando la possibile esclusione delle concessioni demaniali con finalità turistico ricreative dalla direttiva servizi o con deroga dalla stessa tramite l’attività di Monitoraggio che si concluderà quest’anno il 28.12.2011, data entro cui il Consiglio dei Ministri può decretarne l’esclusione.
(0/2518/38/0105)
Tancredi, Gasparri, Quagliariello
 

 

 

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