Gozi: approvato testo che interviene nell’opera di contrasto delle infrazioni per mancato recepimento delle direttive Ue.

wpid-sandro-680x453.jpgGRANDE SODDISFAZIONE PER L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA, CI ADEGUIAMO AGLI STANDARD EUROPEI

Vorrei esprimere la mia grande soddisfazione per l’approvazione della Legge di delegazione europea 2013 secondo semestre e ringraziare i senatori per il loro tempestivo ed efficace lavoro. Entra così in vigore la prima parte del pacchetto semestre 2014, migliorato dal Governo Renzi e dal buon lavoro della Camera, che permette al nostro Paese di perfezionare i suoi rapporti con l’Unione europea, adeguando il nostro ordinamento agli standard europei e consentendo la riduzione del numero delle infrazioni, una delle priorità assunte dal nostro esecutivo. In particolare, il testo approvato interviene con efficacia nell’opera di contrasto della patologia italiana delle infrazioni per mancato recepimento delle direttive Ue conferendo la delega per l’attuazione di 19 direttive.

Tra le varie norme approvate, vorrei segnalare quella che ha l’obiettivo di ridurre l’eccessivo affidamento ai rating del credito, la modifica della normativa nazionale relativa ai fondi europei per l’imprenditoria sociale, quella relativa allo scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri e sull’applicazione del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca per favorire la lotta alla criminalità organizzata e alla mafia, la delega sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, la delega sul riconoscimento dello status di protezione internazionale e sulla accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nonché quella per l’adozione di un testo unico degli atti dell’Ue sul diritto d’asilo.

Allo stesso tempo, auspichiamo ora una rapida approvazione in terza lettura da parte della Camera anche della Legge europea2013 bis. Un provvedimento molto importante che consente la risoluzione di otto procedure di infrazione e 15 casi di Eu Pilot, il rispetto delle scadenze previste da quattro regolamenti dell’Ue, l’adeguamento dell’ordinamento italiano ad una sentenza pregiudiziale della Corte di Giustizia europea in materia di appalti pubblici e l’attuazione diretta della direttiva 2013/61/Ue scaduta lo scorso primo gennaio.

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