Gozi invita i Comuni a fornire i dati relativi alle aree costiere già date in concessione

20140726-215126-78686179.jpgIl 16 gennaio 2015 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le Politiche e gli affari europei, Sandro Gozi, ha invitato tutti i Comuni costieri, quali enti concedenti le concessioni destinate agli stabilimenti balneari, a fornire i dati relativi  alle aree costiere già date in concessione ad uso turistico ricreativo, quelle ancora concedibili e quelle indisponibili a qualsiasi titolo.
La trasmissione di tali informazioni riveste carattere di urgenza,  in quanto tali dati sono utili e propedeutici  alla predisposizione del disegno di legge con cui il Governo intende riordinare e rivedere la disciplina delle concessioni demaniali marittime turistiche ricreative, superando le problematiche aperte dall’compatibilità dell’ordinamento italiano con il diritto dell’Unione europea. La scarsa trasparenza della normativa nazionale sulle concessioni demaniali rischia di far riaprire la procedura d’infrazione. Si invita pertanto alla massima collaborazione, trasmettendo i dati all’indirizzo di posta elettronica info.politicheeuropee@pec.governo.it
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One Response to “Gozi invita i Comuni a fornire i dati relativi alle aree costiere già date in concessione”

  1. gianfranco cardosi

    Il 16 gennaio, il Sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei ha chiesto di fornire, entro 10 giorni, i dati relativi agli asseriti km di spiagge ancora “assegnabili”, che consenta di poter andare in Europa disponendo di un “dato certo” che dia garanzie della effettuazione di evidenze pubbliche per nuove assegnazioni, e per poter chiedere una congrua proroga per gli attuali concessionari.Stessa richiesta risulta essere stata fatta a cinque (5) Associazioni/Organizzazioni rappresentative della Categoria dei proprietari/gestori di stabilimenti balneari, in occasione dell’incotro svoltosi a Roma, il 13 gennaio, presso il Ministero del Turismo, alla preenza del Sottosegretario F. Barracciu. Domanda: i dati, che dovrebbero essere di pubblico dominio, sono stati forniti? In caso negativo, data la loro necessità ed urgenza, non potrebbero essere attinti dal SID ( Sistema Informativo del Demanio) costato svariati milioni di euro, che dovrebbe essere continuamente aggiornato con i dati ( i noti D1,D2, D3 ecc. ecc) che ogni Comune è obbligato a trasmettere? E’ mai possibile che, con i dati informatici offerti oggi dalla tecnica – aereofotogrammetria – non si riesca a fare una diagnosi della situazione dei litorali d’Italia? Ritardare nel fornire i dati di cui sopra aggrava non poco il processo di riordino della normativa afferente il demanio marittimo assentibile e, quindi, concedibile con ” autorizazioni d’uso” a chi vuol ivi costruire, mantenere costruite e gestire strutture turistico ricreative inquadrabili nel genere degli stabilimenti balneari.

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