Il Governo fa ricorso contro la legge Toscana. La Suprema Corte deciderà il 23 Maggio

Un ennesimo duro attacco alla categoria, voluto dal Governo “in quanto la legge toscana invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e del paesaggio”, in parole povere la sentenza chiede se sia della competenza della Regione legiferare in tal senso. 

Resta comunque evidente la volontà di questo Governo: non aiutare la categoria. 

E pensare che ci sono sindacalisti che vogliono la riforma subito. 

Dal Tirreno 

Balneari, il 23 maggio decide la Suprema Corte
di Donatella Francesconi

I giudici costituzionali chiamati a decidere sul ricorso del Governo Renzi contro la legge approvata dalla Regione Toscana che prevede gli indennizzi

VIAREGGIO. Saranno di nuovo mesi di attesa – dopo il 2016 trascorso aspettando la sentenza della Corte di Giustizia europea – per i balneari, in particolare quelli toscani. Il 23 maggio è la data fissata dalla Corte Costituzionale per la sentenza in merito al ricorso presentato dalla Presidenza del consiglio dei ministri (Governo Renzi) contro la legge regionale toscana, fortemente voluta dal presidente Enrico Rossi. Il relatore è Augusto Barbera, professore emerito di diritto costituzionale all’università di Bologna, già ministro per i rapporti con il Parlamento nel Governo Ciampi.

Il Governo Renzi ha discusso del provvedimento normativo toscano nella riunione del consiglio dei ministri del il governo, che ha affrontato la questione nel consiglio dei ministri del 30 giugno scorso, decidendo di procedere con il ricorso in quanto la legge toscana «invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e del paesaggio»

A non andare del tutto giù a Roma, ormai è una certezza, la scelta della Regione Toscana di garantire un indennizzo del 90% del valore del suolo e dell’attività commerciale, a favore di quel concessionario che dovesse soccombere nella comparazione con altri soggetti interessati “ex novo” allo stabilimento balneare.

Sul tema indennizzi che è poi stato riproposto al Governo nei mesi successivi alla sentenza della Corte di Giustizia europea (luglio scorso) si è recentemente espressa la commissaria europea Elzbieta Bienkowska nella risposta ufficiale all’interrogazione della parlamentare della Lega Nord, Marta Bizzotto. Alla domanda specifica sull’indennizzo, la commissaria risponde: «L’autorizzazione non può accordare alcun vantaggio al prestatore uscente»

Sulla questione, alla vigilia di Natale, è intervenuto Il presidente del Sindacato italiano balneari-Confcommercio, Riccardo Borgo: «Nel caso di un indennizzo non si sarebbe in presenza di un vantaggio, bensì del giusto ristoro per la perdita aziendale»

La posizione della Comunità europea, però, non muta oggi rispetto a quanto emerso nell’incontro di fine luglio scorso tra l’allora sottosegretario alle politiche europee, Sandro Gozi, ed il direttore della Direzione generale “Crescita” della Comunità, Lowri Evans. Nel toccare l’argomento “ammortamenti” e “avviamento” delle imprese, Evans ha sottolineato come «riconoscere un valore di avviamento (oggetto di un pagamento del nuovo concessionario a quello uscente) potrebbe configurare un vantaggio indebito per gli attuali operatori». Insomma, sul bene pubblico in concessione si esce e si entra alla pari.

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