Il Senato sottolinea la specificità del sistema balneare italiano

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Il Senato,

premesso che:
il Parlamento Europeo ha approvato, il 2 luglio 2013, in seduta plenaria a Strasburgo, una Risoluzione in merito alla Strategia per la Crescita Blu, finalizzata al miglioramento della crescita sostenibile nel settore marino, dei trasporti marittimi e del turismo dell’Unione, che faceva riferimento ai seguenti atti:
– la comunicazione della Commissione Europea del 13/09/2012 dal titolo “Crescita Blu: opportunità per una crescita sostenibile dei settori marino e marittimo” (COM(2012)0494);
– la relazione della Commissione dell’11/09/2012 dal titolo “progressi della politica marittima integrata dell’Unione Europea” (COM(2012)0491) che fa riferimento alla proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per la pianificazione dello Spazio Marittimo e la gestione integrata delle zone costiere (COM(2013)0133);
– la Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni relativa a“Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell’ambito di Europa 2020” (COM(2010)553);
– il Libro Verde della Commissione del 29/08/2012 da titolo “Conoscenze oceanografiche 2020- dalla mappatura dei fondali marini alle previsioni oceanografiche” (COM(2012)0473);
– il Libro Bianco della Commissione del 28/03/2011 dal titolo “Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti – per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile” (COM(2011)0144);
– la Comunicazione della Commissione del 30/06/2010 dal titolo “L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo” (COM(2010) 0352);

la Risoluzione del Parlamento Europeo sottolinea l’importanza del settore dell’economia blu per la crescita e lo sviluppo dell’occupazione futura in Europa e la rilevanza delle aree costiere in Europa (89.000 chilometri di coste). La Risoluzione rappresenta dunque una roadmap del Parlamento per un ulteriore avanzamento nella strategia della Crescita Blu e uno strumento per rivitalizzare, al tempo stesso, la Politica Marittima Integrata. In effetti, il settore dell’economia blu rappresenta, oggi, circa 5.4 milioni di posti di lavoro, con un valore aggiunto poco inferiore a 500 miliardi di euro l’anno, laddove il 75% del commercio esterno dell’Unione Europa è basato sul trasporto marittimo, così come il 37% del commercio all’interno del mercato unico;

il Parlamento Europeo ha inserito la Strategia della Crescita Blu all’interno della programmazione economica pluriennale 2014 – 2020, includendovi gli obiettivi propri dell’Agenda Europa 2020 e ha invitato gli Stati Membri a implementare la competitività del proprio settore marittimo incoraggiando sinergie e politiche coordinate che permettano di generare valore aggiunto su scala europea;

la Risoluzione del Parlamento Europeo invita gli Stati Membri a concentrarsi nella realizzazione di distretti industriali – clusters – che siano centri di eccellenza per l’attività economica e che possano funzionare come attrattori per la ricerca e l’innovazione nel settore dell’economia blu;

la Risoluzione del PE identifica come aree fondamentali in cui sviluppare la politica europea e l’impegno degli Stati membri i seguenti settori, interdipendenti e basati su competenze comuni e infrastrutture condivise, che richiedono e necessitano di un uso sostenibile del mare: pianificazione dello spazio marittimo e gestione integrata delle zone costiere; competenze marittime e occupazione; ricerca e innovazione; trasporti marittimi; turismo marittimo e costiero; energia blu; pesca e acquacoltura; minerali marini; biotecnologia blu;

alcuni settori, come il turismo marittimo e costiero, rappresentano cardini fondamentali sui quali ruota la nostra economia. Basta pensare al nostro sistema di balneazione attrezzata, la cui specificità e particolarità ci rende unici in Europa e forse nel mondo : un comparto del turismo che vede impegnate 30.000 piccole e piccolissime imprese, circa 300.000 unità lavorative, con un indotto di oltre 1.000.000 di occupati e che rappresentano il 55% del PIL turistico nazionale e l’11% del PIL nazionale e che purtroppo oggi segna il passo a seguito della contestata applicazione della Direttiva Bolkestein del 2006;
altri settori, come le biotecnologie blu, la ricerca mineraria marina e le energie rinnovabili in aree marine, presentano una elevata necessità di investimenti consistenti in ricerca e innovazione, avendo un grande potenziale in termini economici e come motore per lo sviluppo. Questi settori sono infatti sottodimensionati sia in termini di posti di lavoro sia in termini di valore aggiunto lordo: le possibilità di crescita che li caratterizzano possono dunque avere un positivo effetto in termini di crescita economica complessiva e di creazione di posti di lavoro;

l’Unione Europea ha già sviluppato oltre nove politiche di sostegno volte a rafforzare gli sforzi degli Stati membri e delle regioni nella creazione di blocchi comuni per una economia blu di successo. Si valuta che un sostanziale sviluppo della Blue Economy potrebbe creare 2 milioni di posti di lavoro da oggi al 2030;

considerato che:
la Risoluzione sulla Crescita Blu vuole essere un fattivo contributo alla crescita della competitività internazionale degli Stati membri dell’UE, sollecitando iniziative per l’utilizzo efficace delle risorse e per la creazione di posti di lavoro, e favorendo lo sviluppo di nuovi elementi di crescita in una cornice dell’economia legata al mare e alla dimensione marittima, nella sua totalità;

attraverso la Risoluzione si cerca di offrire nuovo stimolo alla politica marittima integrata, avviando un processo di sviluppo economico, raggruppando i programmi di lavoro delle Regioni, delle Province, dei Comuni, dei territori e della società civile italiani;

l’Italia ha in totale circa 8mila chilometri di coste, comprendenti le aree isolane, circa metà della popolazione italiana vive lungo gli 8mila chilometri di costa e nelle aree interne limitrofe; una parte significativa dell’economia nazionale deriva dal cluster marittimo nazionale, che per questo può svolgere un ruolo cruciale per affrontare le sfide economiche e di crescita a lungo termine, laddove anche la ricerca e i progressi tecnologici favorirebbero l’economia marittima contribuendo alla crescita occupazionale del Paese;

il cluster marittimo italiano si sviluppa in sette diversi comparti, interconnessi e interdipendenti tra di loro: trasporti marittimi, armamento, servizi di logistica portuale, porti, cantieristica, nautica, pesca e acquacoltura. In particolare, secondo il “IV Rapporto dell’economia del mare” (fonte Censis, 2011), le attività marittime in Italia producono attualmente beni e servizi per un totale di 40 miliardi di euro, che rappresentavano nel 2011 il 2,6% del PIL nazionale, creando 215.000 posti di lavoro diretti e 265.000 dalle attività di indotto. Il comparto della pesca e dell’acquacoltura era al primo posto per numero di occupati, registrandone quasi 60.000;

seppure in calo, specialmente in seguito alla crisi economia del 2008, il settore dell’economia marittima resta dunque competitivo e in grado di rispondere alle sfide che derivano dalla globalizzazione e dai mercati emergenti;

per quanto riguarda la gestione delle aree costiere e marittime, l’Italia ha manifestato uno specifico interesse a sviluppare attività macro-regionali, volgendo particolare attenzione alla Macroregione Ionico Adriatica, includente le regioni italiane affacciate sul Mar Adriatico e Ionio, oltre ai paesi balcanici e alla Grecia. La Macroregione si fonda su 4 pilastri: guidare una crescita marina e marittima innovativa; rendere interconnesse le sue aree; preservare, proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente;, migliorare l’attrattività turistica. Al fine di elaborare una strategia il più efficace possibile nell’affrontare la cooperazione macroregionale e nel migliorare la competitività e le capacità operative dell’area ionico- adriatica, sono state tenute una serie di consultazioni, da ultimo nel periodo settembre-dicembre 2013, con le istituzioni europee e nazionali e tutti gli stakeholder interessati. I risultati di queste consultazioni sono stati presentati in una conferenza svoltasi ad Atene il 6 e 7 febbraio 2014, dalla Commissaria europea per la pesca e gli affari marittimi Maria Damanaki;

rilevato inoltre che,

sussiste una specifica esigenza, per il settore marino e marittimo italiano e per le industrie a esso connesse, di usufruire delle opportunità derivanti dal quadro di finanziamento europeo, come ad esempio dalla nuova programmazione 2014 – 2020 per i fondi ad accesso diretto e in particolare dal programma HORIZON 2020, dedicato alla ricerca e all’innovazione pari a 160 miliardi per l’Europa, di cui alcuni bandi sono specificatamente dedicati al finanziamento di progetti per la competitività dell’economia blu e per il sostegno alla crescita blu, o derivanti dai fondi strutturali POR e dal nuovo FEAMP, Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca;

l’Italia può svolgere un ruolo importante, in virtù della propria tradizione marittima industriale, della propria industria della pesca e dell’acquacoltura, della propria cantieristica e del settore crocieristico, nella definizione delle priorità della strategia per una crescita blu e per lo sviluppo sostenibile dell’economia blu, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di innovazione tecnico-scientifica;

impegna il Governo:

1) a dare piena attuazione, nell’ambito delle proprie competenze, ai principi e ai contenuti delle direttive europee e nelle comunicazioni europee in materia di gestione delle risorse marine e marittime, assumendo le opportune iniziative di natura normativa e amministrativa che possano portare ad una significativa implementazione dei suggerimenti della Commissione Europea e del Parlamento Europeo nella realizzazione di una strategia per la Crescita Blu;

2) a predisporre una concreta strategia nazionale per il coordinamento delle politiche settoriali nei diversi comparti dell’economia marittima italiana, dedicando particolare attenzione alle potenzialità in termini di ricerca e innovazione che tali comparti presentano e che possono tradursi, se debitamente supportate da una politica efficace, in crescita economica e in creazione di posti di lavoro, come stimato sia dalle istituzioni europee sia dalle associazioni di categoria italiane;

3) ad inserire nell’agenda politica del Semestre Europeo Italiano e nel progetto Europa così come voluto dal Presidente del Consiglio, il tema della Blu Economy, dato che l’Italia è per l’ 80 per cento bagnata dal mare e potrebbe rappresentare in Europa un attore essenziale nel dare un contributo strategico alla politica di crescita e di sviluppo nel settore dell’economia blu;

4) a realizzare una maggiore cooperazione tra i livelli amministrativi ed il sistema delle competenze tecniche esterne, nonché a favorire un effettivo coordinamento tra politiche settoriali e territoriali, al fine di includere dove possibile i soggetti regionali e locali, pubblici ma anche privati, nella programmazione territoriale costiera, al fine di creare un effettivo miglioramento della governance marittima lungo le coste italiane, con particolare attenzione al recepimento – una volta definitivamente approvata a livello europeo – della direttiva in materia di pianificazione dello spazio marittimo e la gestione integrata delle zone costiere, che è attualmente ancora in fase di proposta (COM 2013/ 133);

5) a sostenere occasioni di scambio di conoscenze e competenze, così come corsi di formazione professionale, rivolti agli operatori del settore marittimo e dei suoi diversi comparti, per favorire una sempre maggiore specializzazione professionale e per incrementare la presenza di operatori altamente specializzati e competenti, creando in tal modo una fucina di risorse umane veicolo per iniziative di ricerca e innovazione;

6) a valorizzare il ruolo dell’economia blu e delle crescita blu all’interno dell’economia italiana, come motore di crescita e occupazione, come riserva di talenti e professionalità, come stimolo costante all’innovazione scientifica e tecnica, soprattutto nei settori chiave individuati nella Comunicazione della Commissione sulla Crescita Blu: Pianificazione dello Spazio Marittimo e gestione integrata delle zone costiere, competenze marittime e occupazione, Ricerca e innovazione, Trasporti marittimi e cantieristica navale, Turismo marittimo e costiero, Energia blu, Pesca e acquacoltura, Estrazione di minerali marini, Biotecnologia blu;

7) a farsi portavoce degli interessi delle regioni, delle aree costiere e dell’economia marittima italiana in seno al Consiglio Europeo nell’assumere una posizione riguardo alla Strategia Europea per la Macroregione Ionico – Adriatica e per tutta la macroregione mediterranea.

8) a definire canali di finanziamento dedicati per le attività di collaborazione macroregionali e in particolare modo per coordinare la partecipazione italiana alla Macroregione ionica – adriatica ad analoghe iniziative che coinvolgano le regioni costiere tirreniche, nonchè a tutta la macroregione mediterranea.

9) ad avviare, adottare e predisporre un tavolo in sede europea dedicato alla soluzione dei problemi generati dall’applicazione della Direttiva Bolkestein alle imprese turistico- balneari in linea con quanto già espresso dalla commissaria europea agli affari marittimi e alla pesca Maria Damanaki nella conferenza di Atene del marzo 2014 e alla luce della clausola di revisione prevista dall’art.41 della direttiva stessa che prevede una revisione triennale per valutare gli effetti prodotti sul mercato interno . Tale revisione scade il 31/12/2014, proprio durante il semestre europeo italiano .

10) ad avviare, adottare e predisporre un tavolo interministeriale che individui strumenti e mezzi idonei volti a sviluppare il potenziale della crescita dei nostri mari, per rafforzare e sostenere in Italia la blue economy, al fine di accompagnare ognuna delle realtà costiere, nelle quali le diverse attività marittime (Pianificazione dello Spazio Marittimo e gestione integrata delle zone costiere, competenze marittime e occupazione, Ricerca e innovazione, Trasporti marittimi e cantieristica navale, Turismo marittimo e costiero, Energia blu, Pesca e Acquacoltura, Estrazione di minerali marini, Biotecnologia blu) potranno apportare un contributo significativo in termini di occupazione e sviluppo economico, nel quadro delle politiche strategiche europee;

10) a dedicare una particolare attenzione, nell’elaborazione e sostegno della strategia nazionale per la Crescita Blu, alle piccole e medie imprese (PMI) che costituiscono una fondamentale componente produttiva del settore marittimo italiano e che sono determinanti nella creazione di nuovi posti di lavoro per il cluster del mare.

DANIELA VALENTINI
Donatella Albano,
Silvana Amati,
Massimo Caleo,
Franco Carraro,
Vannino Chiti,
Maurizio Gasparri,
Manuela Granaiola,
Bachisio Silvio Lai,
Doris Lo Moro,
Giuseppe Lumia,
Claudio Moscardelli,
Venera Padua,
Stefania Pezzopane,
Leana Pignedoli,
Lucio Romano,
Roberto Ruta,
Angelica Saggese,
Giorgio Santini
Salvatore Tomaselli

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