Il Valore della Spiaggia: l’intervento del sottosegretario Gozi

wpid-20140506_162636.jpgDa Stefania Matteini

Per conto della CESB di Lido Estensi e Spina sono andata a sentire il convegno Il Valore della Spiaggia. Inquietante  l’intervento del sottosegretario Gozi (nella sua lucida follia di aste con paletti inevitabili). Donnedamare lo aveva incontrato una settimana prima http://www.donnedamare.it/incontro-con-il-sottosegretario-gozi-resoconto/

Nel corso del convegno è stato presentato lo studio di Nomisma “Supporto tecnico e di analisi economica degli stabilimenti balneari”  finalizzato all’individuazione di alcune proposte per la gestione e l’aumento dell’efficienza e della concorrenza nel sistema degli stabilimenti balneari della riviera romagnola, alla luce del dibattito sulla direttiva Bolkestein inerente gli aspetti delle concessioni degli stabilimenti balneari.

Lo studio ha considerato l’impatto economico-sociale che il turismo balneare ha sulle economie locali ed i meccanismi di funzionamento del sistema, in particolare il ruolo dell’”economia della spiaggia” e l’effetto sull’economia territoriale derivante dall’utilizzo della spiaggia.

ecco una sintesi degli interventi:

 

Il presidente Lega Coop ER Giovanni Monti ha fatto il primo intervento sottolineando la centralità della spiaggia per il turismo della Regione ER ma anche il grosso momento di stallo attuale, incertezza e blocco investimenti e svilimento complessivo delle attività balneari dovuto a un insieme di fattori non ultimo la Direttiva Servizi e le mancate risposte strutturali da parte della politica. Propone un richiamo alla responsabilità di tutti per difendere il sistema turistico della costa. E’ d’accordo con la Damanaki nel chiedere una revisione della normativa in armonia con le caratteristiche di ogni paese. Ci si aspetta che il governo Renzi avvi con la UE un confronto con posizioni decise e ferme. Ha poi toccato il problema dell’erosione, ed ha sottolineato la lotta fatta da anni dalle coop per arginare il fenomeno che purtroppo va avanti. Monti sollecita un cambio di passo a tale proposito, occorre fare squadra in un quadro ora molto frammentato tra enti pubblici e cooperative e confronto europeo .Parla infine di promo commercializzazione e promozione delle aggregazioni di impresa per la salvaguardia delle spiagge.

 

Mario Pelucchi (ricercatore Nomisma curatore dello studio) spiega che lo studio è stato fatto in collaborazione con la Coop Bagnini di Cervia e Cesenatico e ha coninvolto 300 stabilimenti balneari. I bagnini ne sono usciti con la solita stereotipata immagine di evasori , con rendite troppo alte; quindi bisognerebbe fare in modo di ricreare un’immagine migliore al bagnino. Inefficiente la gestione della spiaggia, riduzione degli investimenti. Ma la spiaggia resta centrale per l’offerta turistica balneare e gli stabilimenti devono crescere molto.

Per essere competitivi lo studio suggerisce:

–     modernizzazione (uscire dal sommerso)

  • cooperazione tra imprese
  • sinergia col territorio (con enti locali per interventi su spiaggia).
  • Dall’analisi dell’impatto economico del turismo è emerso che il sistema balneare è il perno del sistema turistico regionale
  • Le conclusioni dello studio sono che:
  • -non esiste un modello unico adeguato a ciascuna destinazione balneare
  • -in italia vi sono situazioni molto diverse in termini di di valorizzazione economica della spiaggia
  • -le concessioni sono importanti dove il fenomeno turistico è rilevante
  • -la spiaggia è il punto terminale di un sistema turistico molo più complesso che coinvolge a livello sociale ed economico intere collettività.

 

Paolo Lavaggi (via skype da Bruxelles, funzionario in commissione europea) ritiene ci sia possibilità di dialogo con la commissione, Barnier mesi fa avrebbe detto che era pronto a trovare una soluzione che concili le due esigenze ( applicazione direttiva e esigenze italiane); non c’è stato ancora però avvicinamento da parte delle autorità italiane. La situazione costiera italiana è peculiare rispetto alle altre. La commissione però non può accettare continue proroghe che non risolvono la questione alla radice.

 

Sandro Gozi (sottosegretario presidenza del consiglio con delega rapporti UE) sul problema concessioni ritiene che la soluzione non è la proroga. Tra l’altro secondo lui il 2020 conta come termine solo in Italia e non in Europa dove conoscono solo del termine al 2015; termine che avevano concesso all’Italia per riorganizzare il sistema. Quindi bisogna muoversi e aprofittare del semestre europeo. Va fatto un confronto non solo sulla Bolkestein, perchè è il problema minore in quanto ci sono altre norme che stiamo infrangendo tipo l’art. 49 del Trattato (sulla libertà di stabilimento) che è li da ben prima della Bolkestein, e noi stiamo violando quello  prima della Bolkestein.

Come affrontare il negoziato con l’UE? Innanzi tutto lo status quo non è secondo lui più mantenibile ma ci vuole una soluzione adeguata. Allo stato dei fatti rischiamo una procedura di infrazione che è sospesa fino al 2015, ma se non facciamo nessuna riorganizzazione entro quella data perdiamo credibilità come paese oltre che dover sostenere costi altissimi.

Bisogna negoziare in EU partendo dal principio che bisognerà fare i conti con le evidenze pubbliche e che non si può andare al tavolo europeo proponendo di nuovo il rinnovo automatico.

Quindi bisogna pensare a cosa proporre come criteri per le evidenze che ci vengano incontro, tipo: fissare criteri di durata che non potrà essere né troppo corta (pena investimenti) ma neanche troppo lunga; principio di proporzionalità basato sull’investimento; e vedere come garantire il recupero degli investimenti fatti nel caso in cui il concessionario uscente non vinca la gara; che tipo di evidenza fare; magarI puntare sulla valorizzazione della specificità come fattore rilevante nell’evidenza.

Come criterio a noi favorevole, secondo lui, si potrebbe anche puntare sul fatto che gli stabilimenti offrono servizi di interesse economico generale (come sanità, igiene, incolumità, segnalazioni meteo marine, monitoraggio coste…); se riusciamo a dimostrarlo all’UE l’attuazione della direttiva sarebbe attenuata e adattata alle nostre zone; oppure anche mettere norme sulla distanza minima e limitare la possibilità di accaparrarsi più concessioni, prevedendo che un’imprenditore possa avere solo una concessione(a tutela delle piccole imprese nell’evidenza).

Si è poi soffermato sull’erosione costiera spingendo per un parternariato pubblico-privato e consigliando  di legare il turismo all’ambiente per avere fondi europei.

E’ fvorevole anche all’avviamento della macro regione europea costiera adriatico-ionica per avere dei fondi da usare contro l’erosione che è un problema comune anche agli altri stati costieri di questa macroregione, Infine consiglia di legarsi sempre di più all’entroterra: la spiaggia deve collaborare con esso.

 

Tonino Capacchione (SIB) ha iniziato dicendo che in due secoli in Italia abbiamo saputo sviluppare un modello di successo fondato sul piccolo stabilimento balneare (basato sul rapporto personale col cliente, dove il gestore conosce tutti per nome…) e che non ha niente a che vedere con le altre concessioni, tipo quelle autostradali. C’è inoltre un’intima connessione tra Stabilimento (come lavoro) e concessione, nel senso che se perdo la concessione perdo anche il lavoro, perdo lo stabilimento. In italia bisogna dunque tutelare l’azienda come in spagna hanno saputo tuelare la proprietà (dato che sulle spiagge loro hanno le case), tutelare dunque il diritto al legittimo affidamento e alla proprietà. Il mercato non è solo concorrenza, è anche tutela della proprietà e dell’impresa in quanto senza queste tutele non c’è neanche mercato!

Chiede una legge quadro che dia certezza a tutti, sia a chi vuole entrare che a chi c’è già. E qui

la politica è in ritardo.

 

Paola Castellini (dirigente settore turismo regione emilia romagna) è in completo accordo con Gozi che definisce coerente e realistico, afferma che le spiagge hanno valenza strategica per tutta la costa. Sottolinea l’importanza del piano dell’arenile come strumento fondamentale e indispensabile per regolare l’uso della spiaggia e per innovare e riqualificare. Molto importanti in tal senso sono il wi-fi in spiaggia, l’area cani, la sicurezza degli arenili, defibrillatori. Sulla Bolkestein dice basta con i rinvii e sostiene che la regione ER nonostante le polemiche si è sempre schierata e impegnata per risolvere il problema. Bisogna definire tutto entro il semestre europeo. Sui canoni sostiene la necessità di modificarli, per eliminare disparità tra incamerati e tabellari e infine ritiene necessario  portare a termine il processo di federalismo demaniale.

 

Cristiano Tomei (CNA balneatori) dice che bisogna stare in europa con autorevolezza, va riaperto un confronto sulla bolkestein, puntando sulla valenza pubblica e politica degli stabilimenti; solo che, si chiede,  non si capisce il perchè ciò non debba/possa essere fatto con gli attuali operatori; perchè sostiturili? Vanno messi almeno alla prova. A tal fine puntare sull’art.12 della direttiva (relativamente alla parte sulla valenza pubblica degli stabilimenti).

Secondo lui poi, il 65% delle spiagge in italia sono vuote, quindi perchè non convincere l’europa a mandare quelle in evidenza, magari con bandi per i giovani, e con semplici chioschi o strutture facilimente amovibili, poco invasive; così da tutelare invece chi ha già una concessione.

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