Incontro Balneari/NCD: le osservazioni di Antonio Smeragliuolo

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Antonio Smeragliuolo

Da Antonio Smeragliuolo

Dopo l’incontro al PD di lunedì e dopo quello di oggi con NCD è stato evidenziato come il problema sia ilTrattato nella specifica art 49 diritto di stabilimento a portare tuttora i politici a doversi arroccare su posizioni sempre collegate con le evidenze pubbliche, non ultima la proposta dell’On.le Pizzolante che, seppur molto apprezzata, prevedendo opzione e prelazione, ravvisa sempre l’impossibilità dell’esclusione in un tentativo di aggirare l’evidenze pubbliche.
L’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’UE che vieta le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro. A tale riguardo la Commissione richiamava alla giurisprudenza della Corte di giustizia che ha sottolineato l’incompatibilità delle norme nazionali che rendono più difficile l’accesso al mercato di operatori provenienti dagli altri Stati membri. Sottolineava altresì che nel caso del rinnovo automatico delle concessioni marittime a favore dell’operatore uscente previsto dalla normativa italiana non si possano applicare le deroghe previste dagli articoli 51 e 52 del medesimo Trattato (attività che partecipano all’esercizio di pubblici poteri, motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica e sanità pubblica).
A questo proposito analizzate la sentenza 400/2008 art 49 TFUE (pag 12 documento Roma) http://www.itbitalia.it/wp-content/uploads/2013/07/DALLA-RACCOLTA-ROMA-ITB-ITALIA-DEFINITIVO-FINALE.-modifica-27-Giugno-2013.pdf

 

Tuttavia alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia si potrebbe considerare un nuovo percorso della questione delle concessioni demaniali:

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE DEL 24.3.2011, n. C 400/2008. http://www.economia.unical.it/economiapplicata270/2010- 11/SENTENZA%20DELLA%20CORTE%20di%20GIUSTIZIA%2024%20m arzo%202011.pdf punto 72 b) e seguenti

Posizione della Corte di Giustizia

Deroghe ammesse al principio di libertà di stabilimento art 49 TFUE

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Secondo la costante giurisprudenza europea, richiamata dalla Corte nella sentenza in questione, l’adozione di misure restrittive alla libertà di stabilimento può trovare giustificazione nella sussistenza di “motivi imperativi di interesse generale” a condizione che dette restrizioni siano atte “a garantire la realizzazione dell’obiettivo perseguito e non vadano oltre quanto necessario al raggiungimento dello stesso” ( si potrebbe quindi raffigurare come obiettivo, la difesa delle PMI e micro PMI , concetto proposto in primis dal Parlamento Europeo : Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sull’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (2010/2206(INI))

56. Il Parlamento Europeo ribadisce l’importanza del turismo balneare come peculiarità di alcune regioni costiere europee; invita la Commissione a valutare se la direttiva 2006/123/CE abbia ripercussioni negative sulle PMI di questo settore e, se lo ritiene necessario, a proporre misure per attenuare tali ripercussioni e garantire che le caratteristiche specifiche di questa categoria professionale siano prese in considerazione nell’applicazione della direttiva; invita inoltre gli Stati membri a valutare, in cooperazione con le autorità competenti, l’introduzione di misure compensative per attenuare i danni causati agli operatori turistici dall’introduzione di una nuova legislazione che comporta la perdita dei diritti acquisiti e causa perdite correlate a investimenti non ammortizzati destinati a rinnovare o adeguare le sue strutture nel rispetto della legislazione precedentemente in vigore; ritiene che tali misure siano necessarie al fine di salvaguardare gli investimenti degli operatori e migliorare la qualità del servizio alla clientela )

La giurisprudenza europea riconosce la sussistenza di un motivo imperativo di interesse generale nella protezione dell’ambiente, nella razionale gestione del territorio e nella tutela del consumatore, mentre lo esclude negli interventi normativi adottati con finalità di natura puramente economica.

( I Concessionari attuali di stabilimenti balneari e di altre attività su beni demaniali, oltre alla natura economica della loro attività esplicano anche la tutela dell’ambiente, la razionale gestione del territorio, la tutela del consumatore, il primo soccorso, per gli stabilimenti balneari anche il salvataggio in mare, sono sentinelle della sicurezza dei clienti e dei luoghi, sostituendosi di fatto allo Stato in tali compiti )

 

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