INDISPENSABILE CONTRIBUIRE NEL RICORSO CONTRO SENTENZA TAR SARDEGNA

tar-800x800-1Tutti noi balneari siamo stati impegnati su molti fronti nell’ultimo periodo, tuttavia dalla comunicazione iniziale a oggi, 17 marzo, la sottoscrizione indetta per sovvenzionare il ricorso contro l’ordinanza del TAR Sardegna ha raggiunto la somma di 1.094 euro. Un quarto di quanto è necessario raccogliere. Ora però è arrivato il momento di accelerare i tempi, perché abbiamo la scadenza tecnica del 28 marzo, entro la quale il ricorso deve essere depositato.
E’ quindi necessario chiudere la sottoscrizione entro venerdì 20 marzo. Tre giorni soltanto, compreso oggi.
Com’è noto, il ricorso è stato affidato agli avvocati Ettore Nesi e Roberto Righi, che hanno già predisposto l’atto di resistenza contro il TAR Lombardia. Questo ulteriore intervento di salvaguardia, lo ricordiamo, rappresenta un aspetto strategico fondamentale della linea difensiva della categoria, in quanto, in assenza di norme a tutela del settore, l’atto di resistenza giuridica rappresenta l’unico supporto reale alla proroga al 31 dicembre 2020. Allo stato dei fatti, questa proroga dobbiamo difenderla con le unghie e con i denti, perché rappresenta l’unico vero baluardo per i balneari, senza il quale chi rifiuta di tutelarci avrebbe un forte alibi per affermare che, ormai in prossimità del 31 dicembre 2015, non c’è più nulla da fare e bisogna riassegnare le concessioni in essere mediante gara.
Ricordiamo che il parere del TAR Sardegna circa l’interpretazione che dovrebbe essere data alla direttiva 2006/123/CE – rilevabile dal punto 27 dell’ordinanza 28 gennaio 2015, n. 224 – è categorico: dovrebbe essere privilegiata un’interpretazione della direttiva 2006/123/CE tale da non consentire il decorso – prima dell’applicazione della disciplina di derivazione comunitaria – di (lunghi) periodi transitori, qual è quello accordato dapprima con il decreto-legge n. 194 del 2009, citato; e poi dalle modifiche apportate ai sensi del’art. 34-duodecies, comma 1, del D.L. n. 179 del 2012, citato. La dilazione concessa dal legislatore italiano consente, a parere di questo Collegio, una sostanziale elusione della normativa comunitaria, ed in particolare dell’art. 12 della direttiva che – sebbene sia stato formalmente recepito dall’art. 16 del D.Lgs. n. 59/2010 – risulta nella sostanza disapplicato per effetto della vigenza di una disciplina legislativa speciale (più volte richiamata) che continua a consentire e riconoscere un sostanziale “diritto di insistenza” sulle concessioni demaniali marittime in essere.” Su questa base il TAR Sardegna ha chiesto alla Corte di Giustizia Ue se ci sia contrasto tra l’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e la proroga automatica delle concessioni al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre 2020. Se non ci tuteliamo nell’unico modo possibile – opposizione all’ordinanza – potremmo trovarci di fronte alle aste e alle evidenze pubbliche fin dal 1° gennaio 2016.Siamo tutti a rischio. Difendere le imprese balneari nel loro complesso è un imperativo categorico, se si vuole essere certi di salvare la propria. Valutate con la vostra testa e agite con la stessa determinazione che ci mettiamo noi di Donnedamare. Un ricorso come quello del quale parliamo, contribuendo nella minima misura richiesta, costa enormemente meno di quello individuale al quale, prima o poi, saremmo chiamati, se non riuscissimo a raddrizzare la situazione.
Questi sono i dati necessari per effettuare il bonifico che vi invitiamo a disporre senza ritardo, suggerendo la cifra di 100 euro, meglio se qualcosa in più:

 beneficiari: FAB – Federazione Autonoma Balneari (organo tecnico di CNA Balneatori – ndr)
– causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO RICORSO CORTE GIUSTIZIA UE
– codice IBAN beneficiario: IT18G0200877342000103455434
– altre annotazioni indispensabili: denominazione ditta ordinante; sede; codice fiscale e partita IVA; legale rappresentante (se società); indirizzo mail; telefono cellulare;
– bonificare preferibilmente da conto corrente aziendale.

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