L’‪EUROPA‬ SI PENTE? di Antonio Smeragliuolo

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Antonio Smeragliuolo

DAL RESPONSABILE DEL SETTORE LEGALE ITB ITALIA, ANTONIO SMERAGLIUOLO

L’EUROPA SI PENTE?

Cari iscritti ITB, amici e simpatizzanti della nostra categoria di Imprenditori balneari, udite udite!! Perfino nei massimi documenti di questa arcigna Unione Europea, si parla di PROMUOVERE L’IMPRENDITORIALITA’, DI CREAZIONE E DI CRESCITA DELLE P.M.I., AGEVOLANDO L’ACCESSO AI FINANZIAMENTI DELLE STESSE ATTUALI PMI (CHE NOI BEN RAPPRESENTIAMO…)!!,

QUESTO PERCHE’ ANCHE IN EUROPA, ORA,

 

LE NOSTRE SONO CONSIDERATE IMPRESE TURISTICHE (ART 7 LEGGE 135/2001), E NOI SIAMO, LEGALMENTE, IMPRENDITORI: OVVERO L’EUROPA SI E’ PENTITA DI NON AVERCI CONSIDERATO IMPRENDITORI!

QUINDI E’ ORA DAVVERO, CHE SI FINISCA DI RIMANDARE: IL NOSTRO GOVERNO  DEVE ADEGUARSI A QUANTO L’EUROPA NEL SUO ULTIMO CONSIGLIO HA DECISO, NON TENENDO IN  ONSIDERAZIONE, PERTANTO, DELLA LEGISLAZIONE  PRODOTTA PRIMA.
Ecco il testo ufficiale: “Occorre proseguire gli sforzi al fine di completare e sfruttare appieno il potenziale del mercato interno di beni e di servizi, compresa l’economia digitale, e di promuovere l’imprenditorialità. La tempestiva adozione del pacchetto Continente connesso contribuirà a tale obiettivo. Le reti infrastrutturali, comprese le reti digitali, vanno sviluppate e rinnovate attraverso tecnologie intelligenti e innovative.

È opportuno rivolgere particolare attenzione a promuovere la creazione e la crescita delle PMI, anche agevolando l’accesso ai finanziamenti in tutta l’UE. “

Questo passo che nessuno sa ( o vuole) comprendere, non conoscendo il diritto europeo ed i Trattati ai quali l’Italia deve tenere fede, sia in via legislativa che in via di programmazione della struttura economica-sociale dello Stato, altro non è che è l’evoluzione attuativa dello small business act per le PMI

E’ questa la protezione e lo sviluppo delle,micro, medie imprese, che l’Europa e gli Stati membri hanno definito negli anni al fine di ricondurre una politica di aiuti e non di soppressione

Ecco, quindi, perchè il tempo ha dato ragione a quanti – come l’associazione ITB ITALIA –sostengono che  le nostre imprese hanno da sempre seguito leggi e regolamenti che hanno ben disciplinato il settore balneare italiano.

Quel che è è accaduto, invece, di inverosimile, amaramente e con risvolti drammatici, è stato, complici i nostri governi.., di recepire una direttiva servizi 2006/123/CE che nulla aveva a che fare con le concessioni demaniali marittime.

Si sono così potuti piegare diritti protetti in nome di interpretazioni non autentiche, ma oltretutto ben lontane dal dettato Costituzionale dell’art 97 che obbliga le Amministrazioni ad operare per il bene dei propri cittadini e non come è accaduto e ancora permane, di creare, per ignoranza delle leggi o malafede, ostacoli e sotterfugi per portare alla disperazione persone ed al fallimento di imprese.

Non era e mai sarà questo lo spirito dei Padri fondatori della Comunità Europea, ed ora è il tempo che chi ha il potere si guardi meglio intorno, prima che sia davvero troppo tardi.

Ricordiamo infine cos’è lo “Small Business Act” per le PMI europee: la legge “Small Business Act (SBA)” sulle piccole e medie imprese (PMI) crea un quadro strategico finalizzato a sfruttare meglio il potenziale di crescita e di innovazione delle PMI. Tale iniziativa dovrebbe consentire di rafforzare la competitività sostenibile dell’Unione europea (UE) e la sua transizione verso un’economia della conoscenza.

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 25 giugno 2008 intitolata: “Una corsia preferenziale per la piccola impresa”

Lo “Small Business Act” si basa su dieci principi destinati a guidare la formulazione delle politiche comunitarie e nazionali, nonché su misure pratiche per la loro attuazione.

Sviluppo di un ambiente favorevole all’imprenditorialità al fine di agevolare la creazione di PMI, in particolare fra le donne e gli immigrati, e di incoraggiare i trasferimenti di imprese, soprattutto delle PMI familiari.

La Commissione deve promuovere la cultura imprenditoriale in particolare attraverso la creazione di reti di imprese e lo scambio di esperienze. Gli Stati membri devono adottare misure nei settori dell’insegnamento, della formazione, della fiscalità e dell’assistenza agli imprenditori e dare sostegno agli imprenditori onesti che desiderano riavviare un’attività dopo aver sperimentato l’insolvenza.

Formulazione di normative conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”.

Prima di adottare nuove normative, la Commissione e gli Stati membri devono valutare il loro impatto attraverso una “prova PMI”, condurre consultazioni delle parti interessate, ricorrere a misure specifiche per le piccole imprese e microimprese in materia d’informazione e di relazione.

Adattamento delle pubbliche amministrazioni alle esigenze delle PMI ed eliminazione degli ostacoli amministrativi.

Gli Stati membri devono ricorrere quanto più possibile a procedure semplificate, all’e-government e a soluzioni a sportello unico e devono impegnarsi ad accelerare le procedure necessarie a fondare un’impresa e ad avviare le attività commerciali.

Adeguamento dell’intervento politico pubblico in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici e di concessione degli aiuti di Stato.

La Commissione, inoltre, deve in particolare presentare un Codice di buone pratiche , destinato alle autorità contraenti per le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, e un Vademecum sugli aiuti di Stato alle PMI. Gli Stati membri devono adottare misure specifiche per le PMI e informare meglio quest’ultime sulle opportunità esistenti, favorendo il ricorso a tipi di finanziamento diversificati, quali i capitali di rischio, il microcredito o il finanziamento mezzanino.

Adeguamento della politica del mercato interno alle caratteristiche delle PMI e miglioramento della sua governance e visibilità: la Commissione deve adoperarsi affinché le PMI beneficino delle opportunità offerte dal mercato unico, in particolare grazie ai sistemi dei brevetti e del marchio comunitario.

E’ previsto anche il rafforzamento del potenziale d’innovazione, di ricerca e di sviluppo delle PMI, in particolare attraverso l’acquisizione delle competenze necessarie da parte degli imprenditori e del loro personale, il raggruppamento delle imprese in cluster e il coordinamento delle iniziative nazionali.

La Commissione deve sostenere la partecipazione delle PMI ai programmi comunitari, quali il programma Leonardo Da Vinci per la mobilità degli apprendisti e il programma quadro per la ricerca e lo sviluppo (PQRS). Deve inoltre agevolare il loro accesso agli aiuti di Stato….

Apertura delle PMI ai mercati esterni: le PMI devono ricevere maggiore assistenza per poter superare le barriere commerciali nei mercati esterni all’UE e in particolare nei mercati emergenti. A tal fine, la Commissione istituirà dei Centri europei d’impresa a livello internazionale, cominciando dalla Cina e dall’India, e sosterrà l’apertura dei mercati privati e pubblici dei paesi terzi.

Proposte legislative: lo SBA prevede inoltre una serie di nuove proposte legislative per rispondere alle esigenze delle PMI. Tali proposte riguardano le possibilità offerte alle PMI in materia di aiuti di Stato compatibili con il mercato unico, lo statuto della Società privata europea (SPE), la riduzione di talune aliquote IVA, la semplificazione e l’armonizzazione delle norme di fatturazione, nonché la riduzione dei ritardi di pagamento.

Lo “Small Business Act” è stato formalmente adottato nelle conclusioni del Consiglio Competitività dell’1 e 2 dicembre 2008.

 

IL RESPONSABILE DEL SETT. LEGALE ITB ITALIA

Antonio Smeragliuolo

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