La Bolkestein in revisione perché pone vincoli troppo stringenti? Donnedamare chiede al Governo di intervenire per dare certezze agli imprenditori balneari

5bambolineDonnedamare, l’associazione culturale delle donne per l’impresa balneare accoglie con entusiasmo le parole del commissario europeo agli affari marittimi e alla pesca Maria Damanaki, che, nel corso di un incontro ad Atene, ha ammesso vincoli troppo stringenti della direttiva Bolkestein, parlando di una nuova strategia a favore delle attuali imprese costiere e dell’ambiente.

 

Obiettivo dell’Unione Europea è incentivare il turismo balneare e la difesa dell’ambiente costiero tramite una revisione della direttiva Bolkestein, questo l’annuncio del commissario europeo agli affari marittimi e alla pesca, Maria Damanaki, nel corso di un incontro tenutosi lunedì 17 marzo 2014 ad Atene tra le commissioni parlamentari europee competenti in materia di demanio marittimo, alla quale ha partecipato tra gli altri  l’On.le Abrignani (FI), da sempre accanto ai balneari.

La Damanaki ha ammesso che «la direttiva Bolkestein applicata alle concessioni balneari pone vincoli troppo stringenti», e dunque «la nuova direttiva darà più flessibilità ai singoli Stati per poter tener conto di queste differenze».

Ancora non siamo a conoscenza dei dettagli di questa possibile revisione, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di evitare le aste e, sicuramente, occorre prudenza, ma l’apertura dell’Europa e il suo impegno nella revisione della Direttiva è senz’altro un fattore importante e che, la nostra Associazione da sempre impegnata nella tutela degli attuali concessionari balneari italiani, non può certo sottovalutare.

La Damanaki ha dichiarato che «il settore turistico rappresenta la maggiore attività economica legata al mare e il perno dell’economia di molte regioni costiere dell’Europa: abbiamo quindi la responsabilità di aiutarlo a svilupparsi e a prosperare». L’Italia, che vanta circa 7500 chilometri di costa, è tra i paesi europei che più dovrebbero raccogliere la sfida per consolidare la posizione del settore turistico-balneare, quale motore essenziale dell’economia blu in Europa. Ciò vedrebbe tutti noi in primo piano, poiché portatori di competenze specifiche costruite nell’arco di generazioni.

Per questo motivo, ricordando anche che in questi anni abbiamo visto chiudere molte aziende di fornitori, chiediamo che il governo italiano convochi al più presto un Tavolo di negoziazione con le associazioni di categoria per definire come intende procedere.

La scadenza del maggio 2014, fissata dalle legge di stabilità è una scadenza che non possiamo perdere poiché le 30 mila imprese italiane, le 60 mila donne che in esse vi trovano impiego anche come titolari d’impresa,  da anni attendono una risposta chiara e definitiva e ormai non c’è più tempo.

Abbiamo la necessità e la voglia di credere nelle nostre imprese, rimettendo in moto gli investimenti, giocoforza bloccati da una direttiva ingiusta che in nome della concorrenza vuole sostituire con altre le imprese sane che con la fatica di generazioni abbiamo creato.

Chiediamo al governo Renzi di intervenire in nostro aiuto, ponendo tra le sue priorità la questione balneare, anche in vista del semestre di presidenza italiana, mettendo fine all’assenteismo del governo che ormai dura da troppi anni e che ci ha ridotto allo stremo.

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