La dittatura della Germania e le menzogne dell’efficienza tedesca

imagesDa Piero Valerio

fonte: http://www.ultimenotizie.we-news.com

In questi giorni abbiamo visto cosa significa l’abuso di posizione dominante della Germania all’interno dell’Unione Europea, perchè i tedeschi non rispettano né i trattati né i regolamenti della BCE, facendo pagare i costi della crisi soltanto ad italiani, spagnoli, greci, portoghesi e irlandesi.

A differenza degli altri paesi dell’Unione Europea che devono vendere i loro titoli di stato con l’interesse deciso dai mercati, la Germania può decidere autonomamente quale rendimento devono avere i loro bund, perchè la sua banca centrale tedesca Bundesbank contravvenendo all’articolo 123 del Trattato di Maastricht e alla norma 21.1 del regolamento della BCE si comporta come prestatore di ultima istanza.

Cosa significa questo? Significa che mentre l’Italia e gli altri paesi PIIGS devono bruciare miliardi di soldi per pagare interessi sul debito che sono mediamente al 6%-7%, la Germania non è costretta a svendere i suoi titoli sul mercato e può decidere da sola di pagare soltanto un misero rendimento sul debito del 1,9%, perchè tutto quello che il mercato non vuole viene comprato in modo disinvolto e sfacciato dalla Bundesbank.

La BCE che dovrebbe vigilare su questo comportamento irregolare e autoritario della Germania, non muove un dito, perchè la vera banca centrale europea è la Bundesbank e la BCE è soltanto una sua filiale, che ha il compito specifico di imporre regolamenti e misure restrittive a tutte le altre banche centrali dell’Unione Europea, compresa la Banca d’Italia, in modo che la Germania possa prosperare sulle spalle, la fatica, le lacrime e il sangue di tutti gli altri paesi europei.

“L’Europa parla tedesco” ha detto trionfante il capogruppo al Bundestag del partito CDU Volker Kauder, braccio destro della cancelliera Merkel, mostrando un orgoglio nazionalista che contrasta apertamente con lo spirito dei trattati comunitari e con i principi fondanti su cui si basa la falsa idea di un’Unione Europea libera, democratica, solidale.

In effetti ciò che non è riuscito a fare Hitler con i soldati del Terzo Reich, sono riusciti a farlo i cancellieri Kohl, Schroeder e Merkel con l’arma più subdola dei trattati, dei regolamenti, delle regole a cui tutti devono sottostare tranne la Germania, che ha lentamente trasformato L’Unione Europea in una dittatura dispotica e autoreferenziale del paese più forte.

La cancelliera Merkel impone agli spagnoli, agli italiani, ai greci misure restrittive e disciplina di bilancio, ma non dice mai che il rapporto debito/PIL della Germania è all’81,7%, che è ben superiore del tetto del 60% previsto dal Patto di Stabilità europeo, quello stesso patto a cui i dittatori tedeschi si appellano spesso per bastonare e soggiogare i popoli più deboli e sottomessi del suo impero.

Al massimo potrebbero dare lezioni di efficienza e di rigore di bilancio i finlandesi che hanno un rapporto debito/PIL del 49,1%, gli olandesi con il loro 64,2%, oppure gli stessi bistrattati spagnoli che con un rapporto del 69,6% sono molto più vicini al tetto massimo del patto rispetto alla spendacciona Germania.

Molti però dicono che la Germania è una nazione virtuosa perchè ha un deficit di esercizio molto basso, ma se aggiungiamo a questo deficit la quota di interessi passivi sul debito (circa il 5%) che la Germania impropriamente non paga mentre tutti gli altri paesi sono costretti a pagare, allora vediamo che la Germania non avrebbe più alcun diritto per ergersi a maestrina ed educatrice dei paesi più in difficoltà.

La corruzione, l’incapacità, l’incompetenza dei politici e della classe dirigente italiana è purtroppo una zavorra che ci portiamo dietro da decenni e pesa enormemente sulla nostra credibilità, ma questo non giustifica la corruzione ben più grave e dispendiosa della Germania, che ha stralciato, emendato i trattati europei trasformando in breve l’impalcatura democratica dell’Unione Europea in una dittatura, in cui tutti tranne il despota devono le rispettare le regole e nessuno può parlare per paura della ritorsione del tiranno.

 

 

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