La Guardia costiera ai bagnini: “siete fondamentali per la sicurezza”… Sostituendoci ai pubblici poteri non dovremmo essere esclusi dalla Bolkestein?

gcCesenatico – La Guardia Costiera incontra i rappresentanti di categoria dei balneari per fare il punto sulle attività legate alla prossima stagione turistica. Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico ha incontrato lunedì mattina i rappresentanti degli stabilimenti balneari di Cesenatico, Gatteo, Savignano e San Mauro per fare il punto di situazione. Nel corso dell’incontro sono stati evidenziati gli ottimi risultati raggiunti nella scorsa stagione, dove tutte le componenti che gravitano attorno al binomio “mare/spiaggia” hanno operato in maniera professionale, nel pieno rispetto delle norme di settore, fissate nelle ordinanze balneari.

Fra le tante incombenze che ricadono in capo ai gestori di stabilimenti balneari ve ne è una fondamentale, ossia quella di provvedere ad un idoneo servizio di salvamento, effettuato attraverso personale qualificato ed abilitato, e con mezzi nautici adeguati. In tale settore i “bagnini” della riviera da Cesenatico a San Mauro, rappresentano un ottimo modello organizzativo, con servizi attivi durante l’intera stagione balneare che, attraverso i relativi “piani di salvamento”, diventa un prezioso ausilio per l’attività di “salvaguardia della vita umana in mare”, il principale compito istituzionalmente affidato al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

“E’ per questo – comunica il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico, Stefano Luciani – che diviene fondamentale che la Guardia Costiera eserciti il proprio ruolo di Autorità coordinatrice già in via preventiva in fase di organizzazione della stagione balneare, al fine di mettere in piedi un sistema di gestione dei soccorsi e degli interventi sotto costa che sia il più efficiente e competente possibile. Il soccorso marittimo richiede un livello di prevenzione e di organizzazione assai elevato, tanto più in contesti – come la riviera romagnola – dove i grandi numeri – in termini di diportisti in navigazione e bagnanti lungo le coste – richiamano ad uno sforzo maggiore gli addetti alla sicurezza.”

“In determinate circostanze tutti possono rendersi utili per consentire che un soccorso in mare vada a buon fine: dalla semplice segnalazione che un qualsiasi cittadino può fare al numero telefonico 1530, fino alla cooperazione in mare in situazioni di emergenza concrete – come il recente affondamento del Motopesca Bafiet, dove le 3 persone di equipaggio sono state tratte in salvo proprio grazie all’intervento di alcuni pescherecci dirottati in mare dalla Guardia Costiera.

RICORDIAMO

Da Antonio Smeragliuolo e Bettina Bolla

La direttiva servizi 2006/123 CE non deve essere applicata al comparto balneare italiano.
Partendo dal presupposto che il considerando 39 della Direttiva Servizi ha ritenuto il titolo concessorio un titolo trasformato in autorizzatorio, nella fattispecie un titolo autorizzatorio di servizi, noi, quindi, usando il terreno dove insiste la nostra impresa regolarmente costruita a nostre spese, dovremmo fornire servizi come quello della ristorazione, di bar, di servizi igienici, di noleggio ombrellone o tenda, lettini e sdraio, docce, lavapiedi, camminamenti e strutture per i diversamente abili come fossimo una SPA, un agriturismo o le terme, ma a differenza appunto delle terme o di strutture con piscina dov’è obbligatorio il servizio di salvataggio, noi balneari se forniamo nostri servizi, perché dovremmo fornire il servizio di balneazione di una risorsa naturale che è il mare e non ci appartiene, come fosse una piscina? Perché noi siamo obbligati a fornire un intervento di salvataggio che non è un nostro diretto servizio? O forse, è quindi vero come riportato dalla nostra classificazione nei registri dei Comuni e delle P.A, che noi siamo classificati ” bagni marini “, stabilimenti balneari, e quindi siamo giustamente obbligati a fornire il servizio di salvataggio in mare, a pena di decadenza della nostra conessione, quindi siamo a tutti gli effetti ATTIVITÀ CONNESSE con l’esercizio di pubblici poteri di cui all’Art.45 del Trattato europeo/art 51 TFUE.
Quindi noi dobbiamo essere esclusi dalla direttiva servizi 2006/123/CE secondo quanto dettato dall’art 2 del Decreto Legge  26 marzo 2010 n 59.

Articolo 45

Sono escluse dall’applicazione delle disposizioni del presente capo, per quanto riguarda lo Stato membro interessato, le attività che in tale Stato partecipino, sia pure occasionalmente, all’esercizio dei pubblici poteri.

-Decreto Legislativo 26 Marzo 2010 N.59 “ Attuazione della Direttiva 2006/123/CE relativa ai Servizi nel Mercato Interno”

Articolo 2 ( Esclusioni )

Comma 1  “Le disposizioni del presente Decreto non si applicano “ : lettera a) alle Attività connesse con l’esercizio di Pubblici Poteri,quando le stesse implichino una partecipazione diretta e specifica all’esercizio del Potere Pubblico e alle funzioni che hanno per oggetto la salvaguardia degli interessi generali dello Stato e delle altre Collettività Pubbliche

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