La reale posta in gioco: i numeri del turismo balneare

DownloadedFile-1Dott. Gianfranco Palestini – direttore del centro studi turistici balneari di ITB Italia

Si parla tanto, adesso anche a livello nazionale dell’importanza del turismo balneare, ma se ne parla senza conoscerne la reale e grandissima posta in gioco: il turismo balneare italiano rappresenta, infatti, col suo indotto, da solo circa il 7 % del PIL italiano: pensate quanto vale e quanto poco se ne parla!

Ecco, allora alcuni dati tratti dalla fonte più autorevole, il WORLD TRAVEL TOURISM COUNCIL 2011 e dall’ Osservatorio Nazionale del Turismo:

  • La stima del fatturato diretto del turismo balneare italiano è da 45 mld di € nel 2011 su 138 di tutto il turismo (8,6 %) del PIL nazionale: in realtà con l’indotto si arriva a circa 80 MLD (mia stima, basata anche sui 490.000 caravan, sui 2580 Camping marini, su migliaia di diportisti, …)
  • Numero posti lettini pari a 12 milioni enumero di ombrelloni pari a 5 milioni nel 2010
  • Il turismo balneare  italiano è pari all’80 % di quello europeo
  • Vi sono state nel 2010, 540 mln di presenze sulle nostre spiagge
  • La stima degli assistenti balneari secondo il sindacato di settore è di 100.000 bagnini di salvataggio totali
  • Le concessioni balneari sono 25.301 (dati B. d’I) con una media stimata di 12 posti di lavoro ognuna e di 2580 Camping sul mare con concessione balneare
  • Le aziende che lavorano solo per il turismo balneare (impianti, attrezzature…)  sono 500 e sono circa 1.000 quelle in cui la produzione del materiale per il turismo balneare è preponderante (dati della federazione fornitori balneari)

E l’indotto: ma davvero credono che i turisti stranieri vengono apposta a vedere san Marino (per fare un nome), o vanno a S. Marino perchè stanno sulle nostre spiagge!

E’ il nostro lavoro che fa vivere un infinito indotto di ristoranti, agriturismi, negozi d’abbigliamento, bar, locali notturni… o no? E’ dal nostro lavoro che nascono i percorsi culturali, enogastronomici e quali delle infinite e remunerative sagre di paese ci sarebbero senza i turisti che il nostro lavoro fa venire?

Nell’ultimo anno, disastrato e disastroso sul piano dello sviluppo, in Italia il fatturato del turismo balneare è cresciuto del 6 %, e gli altri settori?

Guarda caso di chi è merito se questo agosto è stato l’unico mese in cui l’occupazione è cresciuta del 2 % rispetto al mese dell’anno prima?

Volete sapere allora: siamo stati noi tutti, col nostro impegno, con la nostra attenzione ai bisogni dei clienti, con la nostra capacità di gestire i rapporti umani!

Siamo noi che siamo riusciti salvaguardare la qualità del nostro inimitabile modello di turismo: è la qualità del nostro lavoro che permette ad un’Italia distratta di avere nel turismo, soprattutto in quello balneare l’unico settore economico in sviluppo…

Per questo, per rispetto nostro e verso i tanti turisti, che noi non permetteremo e spero che i nostri concittadini e le istituzioni non permetteranno, che le nostre spiagge si riducano ad una fila di resort.

Di quei resort industriali, eguali su tutte le spiagge del mondo: sarà quello il nostro turismo di qualità? Spiegatecelo!

Infine, un’ultima riflessione, come mai su 5.000 chilometri di spiagge di cui 4.000 assolutamente balneabili, solo a noi, e ai nostri 1.600 chilometri utilizzati,  tocca di essere sotto attacco? Perchè i nuovi imprenditori non cominciano laddove noi abbiamo iniziato tante generazioni fa? O forse fa così comodo sfruttare le fatiche, la fidelizzazione della clientela, le migliorie apportate da generazioni di imprenditori?

No signori, non sarà così che andrà, i nostri amministratori, italiani ed europei debbono farsi entrare nei loro fossilizzati cervelli che, come dice il poeta: “Noi siamo quello che siamo, affaticati dal tempo e dal destino, ma duri sempre, nel lottare e cercare e trovare, nè cedere mai! E noi non cederemo mai!

 

 

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