Lara Comi (FI) difende 30 mila famiglie balneari e fa uscire allo scoperto il Ministro Orlando (PD) sulla questione delle aste

1510023_738710029489618_589913553_nDa Giorgio Bolla

Stamattina nella trasmissione di Agorà in onda su rai tre l’On.le Lara Comi (FI) difende le 30 mila famiglie balneari e assesta una stoccata, affrontandolo come lei sa fare, al Ministro Orlando (PD) che ha confermato il suo NO non solo contro la sdemanializzazione, ma anche contro la salvezza e la certezza di impresa di 30 mila famiglie italiane che danno ricchezza e lavoro al paese, favorendo, lui che è Ministro dell’Ambiente, le multinazionali alle 30 mila micro imprese balneari italiane.

Bravo Ministro Orlando, la maschera è scesa! Le faccio i miei più sentiti complimenti di avere preso ancora una volta la soluzione che maggiormente danneggia il territorio italiano: cioè dare il via libera alle multinazionali che avranno in poco tempo tutti i permessi che noi non abbiamo per fare ciò che vogliono. Ricordiamo che l’art 37 del Codice della navigazione recita:

Art. 37 – Concorso di più domande di concessione

Nel caso di più domande di concessione, è preFerito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico.

Quindi via libera con le aste alle multinazionali, a chi i soldi ce li ha (e magari anche sporchi) e non certo ai giovani italiani. In nome della concorrenza si dà il via alla sostituzione di imprese sane e si favoriscono multinazionali (le vere lobby), il riclicaggio di denaro sporco  multinazionali, industriali e speculatori, e anche malavitosi.

Questo è il risultato di non avere sostenuto una soluzione per noi importante e che ci avrebbe salvato: la sdemanializzazione. Ora siamo in mano a queste persone.

Voglio pubblicamente ringraziare l’On.le Lara Comi, che ancora una volta aiuta la categoria, parlando di noi in televisione e, nonostante questo, ingiustamente criticata, per fortuna da pochi, ricordando a quei pochi di fare attenzione a non creare nemici oltre a quelli certi (cit.)!!!

——————- UNA NOTA  DI UN BALNEARE CHE DA DUE GIORNI CIRCOLA SU FB ———————–

A questo proposito pubblico la nota del Prof. Piero Bellandi, che in modo chiaro ed esemplare spiega ciò che avverrà anche sotto il benestare del Ministro dell’Ambiente Orlando

Noi balneari
Alle associazioni consumatori, ambientalisti e a tutti coloro che non sono balneari Noi attuali concessionari balneari stiamo combattendo una dura battaglia per non finire all’asta nel 2016. Molti di voi potranno avere un sussulto di gioia, all’idea di vederci fuori dai nostri bagni, perchè ci considerate sfruttatori del bene pubblico, evasori, e tanto altro. Non ci vogliamo addentrare sull’argomento, perchè ci sarebbe molto da obiettare, comunque siamo più che disponibili a confrontarci su questi elementi. In Italia siamo in 30.000 concessionari demaniali, il 90% di dimensioni familiari, e ci siamo costruiti le strutture passando attraverso a decine di permessi, ed indebitandoci in forza di un rinnovo automatico mai in discussione da oltre mezzo secolo. Poi è arrivata l’Europa, che nel nome della libertà di ogni cittadino di poter fare quello che vuole (economicamente), ha ideato la famigerata direttiva Bolkestein, da molti salutata come un possibile stimolo per l’economia, ad esempio sostituendo gestori troppo antiquati con imprenditori giovani e più adatti ad una società capitalistica. 

Che peccato che questa è una fandonia grande come una casa: nessun giovane in gamba riuscirà mai a mettere mano su di una concessione balneare, dato che sono già pronte a scendere in campo migliaia di multinazionali, industriali e speculatori, e anche malavitosi frementi di riciclare danaro non proprio pulito. L’affare sarà colossale, ed è quasi comico sentir dire a molti, come i responsabili delle associazioni di consumatori, che queste aste saranno positive, e porteranno ad una diminuzione dei prezzi, secondo il principio economico che più concorrenza c’è nell’offerta, più i prezzi scendono. Ma questi signori sono dei poveri illusi o sono in malafede? Ecco le tre principali conseguenze, purtroppo disastrose per tutti, delle aste: 1) i prezzi – dite voi se potranno scendere: chi vuole entrare dovrà vincere un’asta a prezzi altissimi (in molti casi milionari), costruire nuove strutture molto rapidamente, dato che noi saremo costretti a smantellare i nostri stabilimenti, bar, ristoranti, piscine,cabine…. (probabilmente nel 2016 le spiagge saranno tutte come le sognano i Verdi), oltre a comprare centinaia di tende (prezzo sui 1000 euro l’una), lettini (150 euro e più), ombrelloni e sdraio. Poi dovranno pagare per vent’anni un canone ai prezzi di mercato, probabilmente dieci volte quello che viene pagato adesso. Con queste tre voci di spesa (offerta d’asta, strutture, nuovo canone), un semplice calcolo dice che uno stabilimento balneare medio (100 ombrelloni a 1200 euro a stagione), per andarci solamente in pari dovrebbe raddoppiare i prezzi! 2) il territorio – le aste verranno vinte quasi esclusivamente da grandi società ed impreditori nazionali ed internazionali, ed i soldi che incasseranno dalla gestione della spiaggia prenderanno la via dell’estero o di qualche città italiana lontana dal mare. La conseguenza è che cento balneari in meno con famiglie sul territorio, significa che incasseranno meno anche parrucchieri, ristoranti, negozi, palestre, cinema e tantissime altre categorie. Ma anche tutti i ragazzi che oggi assumiamo come bagnini, camerieri e generici, non saranno più abitanti del posto, saranno giovani di altre regioni e soprattutto di altre nazioni, assunti con contratti a progetto, pagati un’inezia + vito e alloggio (come succede già nei villaggi turistici). Crolleranno anche gli ordini per i ferramenta, negozi di pitture e altre ditte locali specializzate, infatti i gruppi con più concessioni tenderanno a fare economie di scala utilizzando prodotti acquistati in altri luoghi. Quindi vi sarà un impoverimento delle cittadine balneari e del loro entroterra, che si estenderà a macchia d’olio. 3) ambiente – il vero balneare, quello che ha un profondo rispetto per il mare, quello che alla mattina pulisce le alghe sulla battigia, sarà sempre il primo a difendere l’ambiente, mentre è probabile che i grandi gruppi tratteranno la spiaggia solamente come un businness, non avendo una cultura marinara. Aumenterà quindi la tanto temuta cementificazione. Noi attuali concessionari siamo convinti che questi tre punti siano ben comprensibili, ma siamo comunque disponibili ad ulteriori chiarimenti. La nostra battaglia è evitare tutto questo, poter continuare a lavorare in futuro e contribuire al benessere delle nostre comunità. Per questo abbiamo bisogno anche della vostra comprensione.

 

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2 Responses to “Lara Comi (FI) difende 30 mila famiglie balneari e fa uscire allo scoperto il Ministro Orlando (PD) sulla questione delle aste”

  1. Sante barbeach rimini Dall'Asta

    Avvantaggiate le multinazionali al posto dei balneari e’ già un furto dell’avviamento commerciale creato dai balneari in anni di lavoro , ma oltretutto , qui si perpetra anche il furto degli immobili e impianti che insistono su quei pochi metri quadri di sabbia . La legge coranica prevede che I ladri vadano puniti con il taglio delle mani .

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  2. Gregorio Denti

    Grazie a Comi : è l’unica che ci ha sempre difeso , che non ci ha mai venduto bufale ….Pd non vuole la nostra salvezza: si prostra alle multinazionali e alle Coop

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